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Regione, Maroni chiesto rinvio a giudizio. Reagisce la politica, da Alfieri a Cattaneo

Roberto Maroni

Roberto Maroni

Richiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Roberto Maroni. “Me l’aspettavo e sono tranquillissimo – reagisce il presidente lombardo – . Si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro), destituite di ogni fondamento o rilevanza”.

Continua Maroni: “Ho sempre avuto massima fiducia nella giustizia e non cambio idea”. “Nella mia lunga attivita’ politica, da Ministro prima e ora da Governatore, ho sempre lavorato nell’interesse dei cittadini con impegno e onesta’. Rifarei tutto cio’ che ho fatto nel modo in cui l’ho fatto, senza farmi impressionare o intimidire da iniziative ’giudiziarie’ di chiaro sapore mediatico e politico”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Attacca il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri: “Ancora una volta i vertici di Regione Lombardia sono oggetto di indagini della magistratura. Al di là dei risvolti giudiziari, è evidente il problema di opportunità politica che Maroni non può liquidare con un semplice ‘accuse ridicole’. Sono anni che chiediamo una riforma del sistema di controlli sulle partecipate regionali ma, nonostante gli scandali che hanno travolto Aler, Infrastrutture Lombarde ed FNM, non è stata ancora presa alcuna iniziativa per rendere più trasparente un modello senza contrappesi che vede il Consiglio regionale privo di controlli efficaci”.

Di tono del tutto diverso la reazione del presidente del Consiglio regionale, l’Ncd Raffaele Cattaneo: “Non sono sorpreso, tutti coloro che hanno assunto un ruolo di responsabilita’ nelle Regioni sono stati destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio. Chi si candida a questo ruolo deve metterlo nel conto”. “Nel merito la vicenda e’ circoscritta e sono certo che il presidente Maroni sapra’ spiegare le proprie ragioni”, ha proseguito Cattaneo che poi ha invitato alla “prudenza” e ad evitare “giudizi affrettati”. “Sono certo che il presidente Maroni sapra’ rendere conto della propria condotta”.

21 luglio 2015
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