Mantova

Festivaletteratura di Mantova, la Grecia è il cuore della kermesse

festivaletteraturaLa diciannovesima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da mercoledì 9 a domenica 13 settembre. È un territorio forse più libero, ma ancora contaminato, pieno di insidie e privo di mappe di riferimento quello in cui oggi ci si scambiano idee e si condividono storie. 

Uno dei fulcri principali del programma 2015 è senz’altro rappresentato dalla scrittura manuale, indagata come segno grafico, rappresentazione simbolica, trasposizione fisica del pensiero, strumento cognitivo, espressione inequivocabile della personalità. Gli incontri su storia (con Matteo Motolese e Paolo Cammarosano) e futuro (con Ewan Clayton e Marco Belpoliti) della scrittura manuale sono i due poli tra i quali si collocano una nutrita, serie di eventi tra cui i laboratori di calligrafia tenuti dallo stesso Clayton;  alcuni accenti presso la Tenda Sordello dedicati alle scritture di scrittori, durante i quali esperti grafologi tracceranno la personalità di grandi autori del passato attraverso l’analisi della loro grafia; un help-desk di scrittura corsiva in piazza Erbe per dare soccorso a chi non sa più tenere la penna in mano; e infine alcuni attraversamenti dal segno manuale al carattere tipografico: quello (rivoluzionario) compiuto con l’invenzione del corsivo a stampa da Aldo Manuzio, ricordato nel 500esimo anniversario della morte da Nicola Gardini; quelli più incredibili tentati dal giovane designer polacco Jan Bajtlik in alcuni workshop per ragazzi. Giancarlo Iliprandi, maestro indiscusso della grafica internazionale, sarà ospite d’eccezione al Festival per ripercorrere insieme a Beppe Finessi gli oltre sessant’anni della sua straordinaria carriera. Tra scrittura e passione tipografica si colloca anche la partecipazione della giovane narratrice tedesca Judith Schalansky.

E c’è sapore di antico e insieme di contemporaneo in la scrittura in scena, un altro dei nuovi percorsi presenti nel programma di Festivaletteratura 2015. Se tradizionalmente lo studio della letteratura occidentale parte dalla tragedia greca e prosegue attraverso Shakespeare e gli altri classici del teatro moderno, è vero che oggi la scrittura drammaturgica è considerata come un corpo estraneo rispetto alla letteratura. Eppure molto spesso sulle scene, nelle opere degli autori del teatro contemporaneo, la parola sembra avere più forza, fisicità e sostanza che nella narrativa. Riportare il teatro in un festival letterario significa ribadire l’appartenenza a una comune genealogia, aprire un confronto sulla scrittura. I protagonisti di la scrittura in scena saranno quest’anno quattro tra gli autori più apprezzati del teatro italiano di oggi – Lucia CalamaroLetizia RussoFausto Paravidino e Michele Santeramo – intervistati da Magdalena Barile, a cui si aggiungerà uno speciale incontro con il premio Nobel Wole Soyinka, considerato universalmente il più grande drammaturgo africano contemporaneo.

Sull’onda di la scrittura in scena, sono numerosi gli appuntamenti del Festival 2015 proposti in forma scenica o di conferenza/spettacolo, molti dei quali dedicati a figure della storia e della letteratura, opere o eventi del nostro passato più o meno recente. Lella Costa – con l’aiuto di Elisabetta Bucciarelli e di Alessandra Schiavon dell’Archivio di Stato di Venezia – darà voce a tre donne d’eccezione nate tra il Trecento e il Settecento che hanno scelto di vivere al di fuori dell’angusto spazio che la società del tempo riservava loro. Piergiorgio Giacchè – in collaborazione con Marco Olivieri, Fabrizio Orlandi e Claudio Ponzana – farà risuonare Colloquio corale di Aldo Capitini attraverso un’originale orchestrazione di letture registrate, interpretate da alcuni dei maggiori attori del teatro italiano. Nella suggestiva cornice della prima sala Teresiana della Biblioteca Comunale, Chiara Guidi metterà in scena Nuvole.casa, poema sull’oscura forza del potere del premio Nobel Elfriede Jelinek; Anna Bonaiuto ripercorrerà sul palco del Teatro Bibiena la straordinaria vita di Cristina di Belgioioso; Guido Ceronetti riprenderà appositamente per Festivaletteratura Quando il tiro si alza, lo spettacolo sulla prima guerra mondiale portato in scena con il suo Teatro dei Sensibili. Due scrittori italiani si cimentano con il Vangelo: Sandro Veronesi tenendo un monologo sul Vangelo di Marco, Davide Longo rivisitando con drammatizzazioni e musiche la storia delle Nozze di Cana. A questi eventi si aggiungono La solitudine del premio Nobel prima della cerimonia di Laura Curino, le ricette dell’Artusi interpretate da Paolo Poli insieme a Luisanna MesseriLa morte di Ivan Il’ic per pianoforte e voce portata sul palco da Carlo Boccadoro e Paolo Nori, la conferenza son et lumière di Luca Scarlini sulle due Amelie Rosselli. E al teatro sarà affidato quest’anno il compito di avvicinare alla letteratura i bambini dagli zero ai sei anni: sul riscoperto palcoscenico del Teatrino di Santa Carità si alterneranno il Teatro all’Improvviso con LunaDrammatico Vegetale con Uno, due, tre; la Compagnia Piccoli Principi con Ritagli.

Festivaletteratura non perde la sua passione per le biblioteche. Idea di un sapere fatto di continui rimandi tra libri di ogni tempo e origine, luogo concreto in cui si impara ad amare la lettura stando in mezzo agli altri, la biblioteca è stata in questi anni per Festivaletteratura lo strumento naturale per svelare universi letterari sconosciuti, singolari avventure intellettuali, momenti della nostra storia culturale di incredibile attualità. Nel 2015 Festivaletteratura si avventura nelle oscure e terribili meraviglie del gotico italiano. Il fantastico si considera a torto soltanto come produzione nordica dell’immaginazione, trascurando che anche nella letteratura italiana ci sono moltissimi esempi, spesso dimenticati o negletti, che coinvolgono autori più o meno sospettabili come Arrigo Boito, Luigi Capuana, Tommaso Landolfi, Federico Tozzi, Italo Svevo, Luigi Pirandello, Massimo Bontempelli, Grazia Deledda, Curzio Malaparte, Leonardo Sciascia, Alberto Moravia e molti altri. In collaborazione con i sistemi bibliotecari della provincia di Mantova e sotto la guida di Luca Scarlini, il Festival allestirà nello spazio dell’Atrio degli Arcieri di Palazzo Ducale una biblioteca da paura per grandi e piccoli lettori con oltre mille volumi – in digitale e in cartaceo –, completa di un juke-box dell’orrore con musiche e partiture che vanno dall’opera lirica agli Squallor. Nell’attigua piazza Lega Lombarda – in cui la leggenda vuole che al calar delle tenebre si manifesti ancora il fantasma di Agnese Visconti fatta decapitare da Francesco I Gonzaga – dall’alba a notte fonda si susseguiranno le letture di racconti gotici italiani da parte della Compagnia della Lettura. Il programma si completa con la presenza di Pupi Avati – chiamato a presentare La casa dalle finestre che ridono, film tra i più inquietanti della storia del cinema italiano – e con una Notte Gotica al Teatro Sociale assolutamente fuori dai canoni, animata dalle mirabili e terribili performance di Principe MauriceNicoNoteIsabella Santacroce e Alessandro Pezzali.

Attraverso la forma della biblioteca trova continuità uno dei percorsi intrapresi lo scorso anno. L’esplorazione letteraria delle città avviata nel 2015 sotto la guida di alcuni scrittori prosegue con Una città in libri, una bibliografia mostrata per volumi veri, quest’anno curata da Gianpiero Piretto e Luca Scarlini e dedicata a San Pietroburgo. In un piccolo spazio sotto la Tenda dei libri, con la stessa curiosità che un tempo si dedicava alle vedute di città, sarà possibile per il pubblico immergersi nelle atmosfere e nella storia della città russa grazie a un’essenziale selezione di libri – che comprende testi di Tolstoj, Dostoevskij, Puskin, Gogol, Goncarov ma anche di Algarotti, Sacher-Masoch, Coetzee e Ken Follett – illustrati dal vivo da alcuni giovani studiosi di letteratura russa.

Tra gli oltre settanta ospiti internazionali invitati quest’anno a Festivaletteratura spicca senz’altro il premio Nobel Mario Vargas Llosa, nuovamente a Mantova a più di dieci anni dalla sua precedente partecipazione per tenere l’evento di chiusura della manifestazione. Altra voce della letteratura latinoamericana è quella dell’argentino Marcelo Figueras, che attraverso i suoi romanzi ripercorre la tragica stagione delle dittature. E’ una scelta di qualità e di ricerca quella che porta al Festival Richard Ford – atteso ritorno a Mantova –, la poetessa Jorie Graham, e altri autori forse meno conosciuti al grande pubblico come gli statunitensi Andre Dubus IIIPercival EverettAllan Gurganus o l’australiano Richard Flanagan, vincitore del Booker Prize 2014. Tracy Chevalier condurrà un’inusuale immersione per fantasie di stoffe e colori nella vecchia America dei pionieri. La scrittrice americana sarà nuovamente a Mantova per parlare della tradizione e delle storie del patchwork e per tenere, insieme a Anna Maria Turchi, una serie di laboratori per bambini e adulti su questa pratica sartoriale nata per creare da tessuti di scarto coperte imbottite per l’inverno. 

Con György Konrád Festivaletteratura porta a Mantova uno degli scrittori che meglio ha testimoniato la perenne lotta contro l’autoritarismo sostenuta dagli intellettuali dell’est Europa. La complessa coesistenza di retaggi culturali differenti, l’amaro risveglio nel mondo post-comunista che accomuna l’esperienza di molte realtà dell’Europa orientale torna nelle opere di altre due autrici ospiti, la bulgara Zdravka Evtimova e la croata Daša Drndic´, mentre nel poeta albanese Gëzim Hajdari – per la seconda volta a Festivaletteratura – trova espressione l’universale condizione erratica del migrante. A Christa Wolf sarà tributato un omaggio a più voci con la partecipazione della nipote della scrittrice, Jana Simon, delle studiose Anna Chiarloni e Anita Raja e dell’attrice Anna Bonaiuto.

Di particolare rilievo quest’anno la presenza di autori francesi: saranno al Festival Maylis de Kerangal, che oltralpe ha incontrato uno straordinario successo di pubblico, Florence Delay, narratrice, drammaturga e membro dell’Académie française; Philippe Forest, apprezzato per la capacità di fondere sapientemente nei suoi racconti prosa diaristica, critica letteraria, speculazione filosofica. Il nord Europa porterà al Festival l’identità contesa tra oriente e occidente della poetessa anglo-pachistana Moniza Alvi, il pungente umorismo del finlandese Kari Hotakainen, la nostalgia per l’adolescenza del norvegese Lars Saabye Christensen e la passione per il mare di uno degli autori più amati dal pubblico del Festival, lo svedese Björn Larsson. Altri due prestigiosi ritorni sono quelli di Joseph O’Connor e di Kazuo Ishiguro, tornato al romanzo quest’anno dopo dieci anni di silenzio. Molti di questi autori – De Kerangal, Drndic´, Evtimova tra gli altri, insieme alla nostra Melania Mazzucco – saranno i redattori delle voci 2015 del Vocabolario Europeo, la serie di incontri coordinati da Giuseppe Antonelli e Matteo Motolese attraverso i quali dal 2008 Festivaletteratura sta costruendo un patrimonio condiviso di parole provenienti dalle differenti espressioni e tradizioni linguistiche europee. Non mancheranno gli ormai tradizionali appuntamenti di scritture giovanihome è il tema dato a Valerie FritschLlŷr Gwyn LewisMarco Parlato, Elske Rahill, i talentuosi giovani selezionati quest’anno, per scrivere il loro racconto.

Björn Larsson sarà altresì protagonista dell’incontro dedicato alla fan fiction, senz’altro uno degli eventi clou del programma ragazzi di quest’anno. Fenomeno ormai diffuso su scala globale, la fan fiction è una pratica che coinvolge migliaia di ragazzi nella scrittura di nuovi racconti storie a partire da personaggi e mondi di romanzi o saghe di successo. Festivaletteratura chiamerà a raccolta i giovani autori e gli appassionati di queste narrazioni partecipate, che rinnovano l’inesauribile potere generativo delle storie, presente già nel mito, nell’epica e in numerose forme di letteratura popolare. Tra gli autori stranieri che incontreranno il pubblico dei ragazzi segnaliamo la canadese Susin NielsenIngrid e Dieter Schubert, la coppia di scrittori/disegnatori olandesi conosciuta dai più piccoli per le storie di animali un po’ particolari, e il recente vincitore del premio della severa giuria di adolescenti di “Mare di libri”, l’inglese Kevin Brooks.

Le atmosfere livide del grande Nord saranno evocate negli incontri dedicati al giallo. Jo Nesbø e Peter May sono senz’altro tra i ritorni più attesi della prossima edizione di Festivaletteratura, ma la curiosità degli appassionati del genere sarà catalizzata dalla presenza di David Lagercrantz, lo scrittore svedese che si è assunto l’onere di dare un seguito alla trilogiaMillenium di Stieg Larsson. Tanto giallo anche nel programma ragazzi: Carlo LucarelliMarco MalvaldiMarilù OlivaAndrea Vitali saranno chiamati, con l’aiuto di Luca Crovi, a parlare dell’autore per loro più importante nella storia della letteratura noir e poliziesca. Tra i giallisti italiani che prenderanno parte quest’anno al Festival segnaliamo – oltre a Lucarelli e a Marilù Oliva – Maurizio De GiovanniMassimo Carlotto, che festeggerà in musica i vent’anni dell’Alligatore; Roberto Costantini e Marcello Fois, impegnati in una conversazione sulla fascinazione del male;Francesco Monaldi e Rita Sorti, i cui romanzi sono stati al centro di una delle più misteriose vicende editoriali degli ultimi anni.

L’attenzione che come di consueto Festivaletteratura riserva a un paese straniero si focalizza in questa diciannovesima edizione sulla letteratura greca. Se le cronache ci portano a guardare oggi alla Grecia come il possibile punto di frattura di un’idea d’Europa o il reagente che mette alla prova valori e principi dell’Occidente, la letteratura greca dell’ultimo secolo ha continuato a interrogarsi sul rapporto necessario e al tempo stesso insostenibile con la tradizione classica e su quello più conflittuale con la cultura del vicino oriente, senza smettere di cercare una strada di modernità. Al Festival saranno rappresentate tre generazioni di scrittori ellenici attraverso Alki ZeiPetros MàrkarisChristos Ikonomou, per capire come si vede il mondo dalla Grecia, quali sono i sentimenti, le speranze, i timori vissuti quotidianamente, e come tutto questo si riflette nella produzione artistica e letteraria. Petros Màrkaris sarà uno degli autori oggetto della contesa dei translation slam. L’altro confronto che darà lo spunto per parlare dei problemi e del fascino della traduzione si occuperà di traduzione dall’italiano all’inglese e vedrà coinvolto Fabio Genovesi.

Lo sguardo del Festival si rivolgerà poi all’Africa, ai suoi narratori, ai testimoni della sua vivace e contraddittoria modernizzazione. In un dialogo d’eccezione, il premio Nobel Wole Soyinka e Romano Prodi, più volte negoziatore Onu in Africa, parleranno del presente e del futuro del continente africano; Gino Strada tornerà sul dramma di Ebola, che ha sconvolto la Sierra Leone e l’intera Africa occidentale. Appartengono alla seconda generazione di scrittori africani della diaspora i nigeriani Okey Ndibe e Noo Saro-Wiwa, figlia del grande intellettuale e attivista politico Ken Saro-Wiwa.

Spostandoci verso il Mediterraneo, tra gli ospiti più attesi di questa edizione ci sono l’algerino Kamel Daoud, autore di una riscrittura di Lo straniero di Camus dal punto di vista della vittima che ha suscitato ampie discussioni in Francia. Al tragico evento dell’uccisione dei monaci di Tibhirine si dedicheranno Valerio Pellizzari, padre Armand VeilleuxGiandomenico Picco per svolgere una riflessione ad ampio raggio sulla gestione degli ostaggi nelle attuali crisi internazionali tra Africa Settentrionale e Medio Oriente. La presenza dell’egiziano Mohamed Shennawy e la libanese Lena Merhej che parleranno degli spazi di libertà aperti ai fumettisti nelle società islamiche. Mentre l’israeliano Assaf Gavron affronterà la controversa realtà degli insediamenti dei coloni israeliani in Cisgiordania. Al centenario del genocidio degli armeni è dedicato l’incontro tra Antonia ArslanMarcello Flores e Pinar Selek, attivista per i diritti umani e sociologa turca.

Trovare la misura, il giusto passo, la sensibilità d’ascolto per raccogliere e raccontare le trasformazioni invisibili, le crisi dimenticate o ancora non conclamate del nostro tempo fuori dalla frenesia delle ultime notizie è il talento necessario che una speciale categoria di giornalisti fortunatamente possiede e coltiva. A partire dal 2014 Festivaletteratura con Meglio di un romanzo ha voluto dedicare a questi reporter che si rifanno alla lezione di Truman Capote e Ryszard Kapuscinski uno spazio particolare all’interno del proprio programma. Anche quest’anno giovani e giovanissimi saranno invitati a presentare progetti di giornalismo narrativo: gli autori dei dieci migliori progetti presentati per il bando di Meglio di un romanzo (in bozze) avranno l’opportunità di veder valutato il proprio lavoro da una giuria di professionisti esperti, nel corso di una sessione di pitching aperta al pubblico. A Festivaletteratura 2015 saranno inoltre ospiti due autentici fuoriclasse del giornalismo di narrazione: l’argentino Martín Caparrós e la bielorussa Svetlana Aleksievič, più volte candidata al premio Nobel. Particolari forme narrative saranno sperimentate al Festival anche da alcuni importanti giornalisti italiani:Beppe Severgnini, nel confronto con la produzione italiana novecentesca del racconto di viaggio; Gabriele Romagnoli, in un monologo dedicato a ciò che si lascia e a ciò che prende in viaggio; Enrico Deaglio, ragionando sulle migrazioni di oggi a partire da alcune storie di efferate persecuzioni subite dalle comunità di immigrati italiani. Rimarrà fisso ogni mattino in piazza Alberti l’appuntamento con pagine della cultura, la rassegna stampa delle pagine e degli inserti culturali dei giornali di tutto il mondo commentati da alcuni scrittori internazionali (tra cui Noo Saro-Wiwa, John Foot e lo stesso Martín Caparrós) insieme ad Alberto Notarbartolo e Piero Zardo.

Alla ricerca dell’Italia s’indirizzano molti degli incontri con i narratori italiani di questo Festival: Vinicio Capossela e Fabio Genovesi inerpicandosi tra i paesi dove si è fermato il tempo, Andrea Vitali e Adrian Bravi scovando la vena comica della provincia italiana, Melania Mazzucco provando a ritrovare senso riconciliandosi con il nostro patrimonio artistico, Silvio Perrella cercando di riportare alla luce – insieme a Luca Molinari – gli angoli più nascosti di Napoli, Maurizio Maggiani chiamando all’appello un’intera generazione per comprendere il fallimento storico del nostro paese. A questi si affianca senz’altro l’incontro con Letizia Battaglia, che permetterà di ripercorrere una vita straordinaria impegnata a fotografare le tradizioni, i volti, i lutti della Sicilia. A forme e generi della narrativa sono dedicati, spesso per coppie di opposti, gli incontri tra Mauro Covacich e Sandro Veronesi (racconto vs romanzo), Elisabetta Bucciarelli Paolo Colagrande (scrittura femminile vs scrittura maschile), Michele Mari e Francesca Scotti (sul romanzo di formazione), Luigi Guarnieri insieme allo scrittore belga Stefan Hertmans e – in solitario – Alessandro Barbero (sul romanzo storico), Marcello Fois con l’inglese Charles Lambert (sulla saga familiare). Sulla durata del racconto si metterà alla prova con i ragazzi Andrea Valente, narrando le sue storie da un minuto. Tra le autrici presenti al Festival vanno segnalate anche Francesca Marciano, che ha scelto l’inglese come lingua di espressione letteraria, e l’affezionatissima Bianca Pitzorno. Otto anni dopo la scuola Levi pensata per Festivaletteratura 2007, Marco Belpoliti farà il punto sul suo lungo lavoro di ricerca dedicato all’autore torinese. Un confronto su letterati e artisti sconosciuti ai più, ma fondamentali nella storia culturale dell’ultimo secolo vedrà impegnati Luca Massimo Barbero e Marcello Fois. Per quanto riguarda la sezione di poesia, saranno presenti quest’anno al Festival Franco Marcoaldi, Anna Maria Farabbi e Franco Pusterla.

Declino delle ideologie, fine delle grandi narrazioni, depauperamento dei significati. Il programma di Festivaletteratura 2015 accoglie lo smarrimento di questo inizio millennio e cerca, attraverso molti dei suoi incontri, di rimettere insieme i pezzi o piuttosto di ricollocarli, di trovare parole e visioni del mondo meno abusate, più vicine alla realtà, capaci di rispettare il presente e di mantenere fede nel futuro. Edgar Morin e Tariq Ramadan apriranno il Festival confrontandosi a viso aperto sui fondamenti dell’illuminismo e della religione islamica, sull’identità occidentale e su quella orientale per disinnescare le conflittualità negative e liberare idee utili a ripensare le nostre società. Lo psicanalista argentino Miguel Benasayag porterà la riflessione sull’incapacità dei giovani di desiderare in termini di futuro e sulla parallela riduzione all’inutilità dei vecchi nelle società globalizzate; il teologo ortodosso Christos Yannaras sul conformismo etico contemporaneo che schiaccia la speranza e distrugge lo spazio di comunione; Paolo Legrenzi su giudizi, pre-giudizi e autoinganni che affliggono l’uomo contemporaneo. Sullo svuotamento delle parole, sull’abuso di narrazioni e immagini come segno di un potere che cerca di sopravvivere al suo indebolimento ragioneranno, da diversi punti di vista, Carlo GinzburgGianrico CarofiglioChristian Salmon insieme a Luca Sofri e Gustavo Zagrebelsky. Più spinti sull’attualità sono invece gli interventi di Raffaele CantoneGiuseppe Pignatone, Lirio Abbate e Piercamillo Davigo sul sistema della corruzione in Italia. Stefano Rodotà e Luigi ZojaLuigina MortariLeonardo Becchetti argomenteranno invece la necessità del recupero di una diversa dimensione della politica e più in generale delle relazioni tra persone, orientata alla solidarietà, alla cura, alla condivisione partecipata. All’idea di famiglia, all’urgenza di ripensarne forme e composizione superando i canoni e guardando alla realtà degli affetti, dei bisogni di condivisione e di sostegno reciproco guarderanno Nicla VassalloSebastiano Mauri e Vittorio Lingiardi parlando di unioni omosessuali, Alberto Melloni e Chiara Saraceno mettendo a confronto in modo critico le visioni laiche e cattoliche dell’istituto familiare e Fabirizo Silei – in un incontro per ragazzi – raccontando le violenze che si consumano all’interno del nucleo familiare. Il corpo e infine la vita non sono estranei a questo processo di ridefinizioni di limiti e di significato. Della divergenza tra sanità – intesa come sistema – e salute delle donne parleranno Gemma MartinoRosetta Papa e Sandra Morano; sull’avvicinamento alla fine della vita e sull’assoluta mancanza di strumenti per affrontarla dialogheranno Maylis de Kerangal e Luisa Campanello insieme con Luciano OrsiJohn Foot e Massimo Cirri dialogheranno sulla figura di Franco Basaglia e sull’attualità del suo pensiero. Tra gli altri incontri sui temi spirituali e filosofici, vanno segnalati il confronto tra Raniero La Valle e padre Virgino Colmegna sulla novità rappresentata dal pontificato di papa Francesco, e la presenza al Festival di Tzvetan Todorov, filosofo del linguaggio e teorico della letteratura.

Una particolare attenzione viene riservata quest’anno ai temi della formazione, vista dentro e fuori la scuola. Franco Lorenzoni condividerà con il pubblico la propria esperienza di maestro elementare che tenta di dare insieme ai bambini, giorno per giorno, una forma al mondo; Kevin Brooks e Fabio Geda prenderanno di petto l’annosa questione “che cosa si può far leggere a un adolescente?”, declinata in altro modo – per i più piccoli – da Anna SarfattiDavide Calì illustrerà in modo divertente tutte le scuse che i bambini accampano per non leggere. Sui luoghi in cui formarsi alla lettura/attraverso la lettura saranno incentrati gli incontri di Alessandro Sanna e Simonetta Bitasi sulle biblioteche e di Jorge Carrion sulle librerie. Del tutto particolare il personale cammino di formazione ripercorso da Michele Mari attraverso gli ambienti della propria casa d’infanzia: i libri, i giochi, gli oggetti domestici e di lavoro, le atmosfere e le luci sono i silenziosi maestri dell’infanzia dell’autore. Piccole scuole dentro il festival sono l’atélier di pop up tenuto dall’illustratore Gérard Lo Monaco, e la classe di ri-tratto, i cui docenti saranno quest’anno Massimo Carlotto, Valerio Vidali e Andrea Vitali.

Anche gli incontri dedicati all’architettura si allineano sulla doppia prospettiva passato/futuro, cercando di vedere come sia possibile restituire a una comunità e riattivare nel corpo vivente di una città il patrimonio artistico e monumentale, attraverso le riflessioni e gli interventi in atto in Occidente e in Oriente (Han Tümertekin e Francesco Siravo), e riutilizzare a vantaggio di nuove progettualità gli edifici dismessi e abbandonati al degrado (Giovanni CampagnoliRaul Pantaleo). Sulla rinuncia alla difesa dell’interesse pubblico nella progettazione urbanistica come causa del sempre più diffuso fallimento delle città e del degrado del territorio si confronteranno invece Paolo Maddalena e Paolo Berdini con Francesco Erbani.

All’incrocio tra storia urbanistica, forma della città, narrazione familiare, dimensione privata e identitaria dell’abitare si colloca La storia della mia casa, il progetto laboratoriale coordinato da Danilo Craveia attraverso il quale Festivaletteratura rinnova la collaborazione con l’Archivio di Stato di Mantova. Come già gli anni scorsi con Genealogie I soldati negli archivi, l’idea è di portare le persone a riconoscere la propria storia individuale in quella più grande che coinvolge tutta una comunità o il mondo intero. Quest’anno la ricerca si concentrerà sulla casa: attraverso i documenti dei catasti teresiano, lombardo-veneto e dello stato italiano relativi alla Mantova storica – interamente digitalizzati per l’occasione –, i partecipanti potranno ricostruire le vicende delle proprie abitazioni partendo dal 1950 circa e risalendo all’indietro fino alla fine del XVIII secolo. Consultando mappe, estimi, partitari e catastini ciascuno potrà vedere non solo i mutamenti di struttura, dimensione e destinazione d’uso di quella che è oggi la sua casa nel quadro delle trasformazioni subite dalla città di Mantova, ma anche i passaggi di proprietà, le famiglie che l’hanno abitata, le attività che vi si sono succedute. Ogni casa si rivelerà così un luogo in cui le storie si stratificano nella successione di nascite, matrimoni e morti e in cui la Storia lascia i suoi segni, sotto l’intonaco di una parete o nell’angolo di un cortile. Altre memorie archivistiche sono quelle di testimoni d’archivio, gli appuntamenti in cui grandi figure della cultura italiana vengono raccontate da persone che hanno avuto con loro uno speciale rapporto di familiarità. Tra gli incontri di quest’anno segnaliamo quelli su Ottiero Ottieri con la figlia Maria Pace e su Germana Marucelli con Gian Carlo Calza Marucelli.

Festivaletteratura mantiene alta l’attenzione nei confronti delle questioni ambientali. Nel 2014 è uscito il quinto rapporto dell’Intergovernamental Panel for Climate Change, che documenta in maniera dettagliata gli effetti del cambiamento climatico per l’ambiente e per l’uomo, ne dimostra le origine antropiche, elabora scenari futuri ed suggerisce possibili strategie di mitigazione. Pensato per i grandi della terra che il prossimo dicembre si incontreranno a Parigi per prendere scelte vincolanti sulle emissioni di gas serra, il rapporto si presenta come un’opera di letteratura scientifica accessibile a tutti. Proprio per questo Festivaletteratura allestirà in piazza Erbe un info point sul cambiamento climatico, aperto per tutta la durata della manifestazione, in cui alcuni dei giovani estensori del rapporto illustreranno i dati in esso contenuti, suggerendo una bibliografia ragionata e aiutando le persone a orientarsi sul sito di riferimento e su altre risorse presenti in rete. Gli stessi ricercatori terranno alcune lavagne a tematica ambientale nello spazio di piazza Mantegna.

Cause e conseguenze dei mutamenti climatici saranno rese ancora più evidenti da altri interventi previsti nel programma di quest’anno. L’alto funzionario dell’ONU Monique Barbut analizzerà l’impatto della desertificazione non solo sul clima ma sui grandi flussi migratori che potrebbero venire alimentati dall’impoverimento dei suoli; Philip Lymbery, direttore generale di Compassion in World Farming, mostrerà i danni irreversibili provocati dall’allevamento intensivo sull’organizzazione dell’agricoltura, sulla biodiveristà, sulla qualità della carne che portiamo in tavola, mentre Andrea Vico cercherà di spiegare ai ragazzi l’urgenza e la necessità di prendere precauzioni per la salute del nostro pianeta. Sulle meraviglie del mondo vegetale tornerà a parlare al Festival Stefano Mancuso, di manutenzione degli orti Adriana Bonavia Giorgetti, mentre Nadia Nicoletti e Lorenza Zambon proporranno nuovi laboratori e spettacoli su piante e natura all’interno del programma ragazzi.

Dopo i laboratori di osservazione astronomica diurna dello scorso anno, Festivaletteratura torna ad alzare gli occhi al cielo.Lara Albanese, collaboratrice dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, sarà a Mantova per insegnare ai ragazzi tutto quel che riguarda stelle e pianeti in una serie di laboratori e di visite guidate al neonato Museo del Tempo presso la Torre dell’Orologio in piazza Erbe. La proposta di eventi scientifici si completa – per gli adulti – con gli incontri col neuroscienziato Giorgio Vallortigara, con i fisici Pietro Greco e Giovanni Amelino-Camelia e con la neuropsichiatra per l’infanzia Antonella Costantino.

Uno degli assi portanti intorno ai quali ruota il programma 2015 è senz’altro il tema del cibo. Dopo il successo dello scorso anno, sei nuove parole del cibo si aggiungeranno al dizionario pensato dal Festival per rifondare abitudini e pratiche alimentari. I curatori delle nuove parole sono Simonetta Agnello-HornbyMassimo CarlottoMartí GuixéFabio Picchi, Don Pasta e il collettivo Genuino Clandestino. La spiegazione di ogni termine si terrà presso la Tenda dei Libri e sarà seguita da una degustazione di una delle eccellenze della gastronomia mantovana. Guixé, Picchi e Don Pasta replicheranno sul tema cibo in altri incontri: il primo esponendo la sua idea di food design, il secondo dando vita – insieme alla compagna Maria Cassi – a una conferenza/spettacolo sulle città del gusto, il terzo esibendosi in una delle sue performance culinario-musicali. A Casa Slow si tenterà uno spiritoso connubio tra scienza e cucina in due appuntamenti: Davide Cassi, fisico dell’Università di Parma, ci introdurrà ai segreti della cucina molecolare; lo storico della medicina Mauro Capocci – insieme a Gilberto Venturini – sfaterà le credenze intorno alle miracolose virtù curative del brodo. Gianni Mura su pecche e insidie della ristorazione italiana, Franco Bressanini e Riccardo Bocci sul “biologico” e – per i più piccoli Anna Sarfatti sulla storia del mondo letta attraverso la carenza di cibo, completano il ricco menu di proposte alimentari. 

Alberi, boschi, pareti rocciose: al rapporto fisico e interiore con la montagna e con il suo ambiente, alla pratica attiva dell’alpinismo, il programma 2015 riserva uno spazio particolare, soprattutto pensando ai più giovani. In uno dei giardini della città sarà infatti montata una parete artificiale d’arrampicata, ai piedi della quale – prima di lasciare liberi i ragazzi di tentare la scalata – lo scrittore Davide Longo e gli alpinisti Alessandro Beber e Marco Furlani si alterneranno nel raccontare aneddoti e storie di montagna. Vicino allo spirito di questi laboratori sarà l’incontro sull’arte del camminare, che vedrà sul palco l’antropologo francese David Le Breton insieme allo stesso Davide Longo.

Passando dalla marcia alla corsa di mezzofondo, il Festival avrà il privilegio di far scendere in pista uno dei più grandi campioni di tutti i tempi: Alberto Juantorena, l’atleta cubano vincitore nel 1976 alle Olimpiadi di Montreal della medaglia d’oro sui 400 e sugli 800 metri e in seguito ministro dello Sport del suo paese. A un’altra Olimpiade, forse più importante, tenuta a Berlino 40 anni prima, è dedicata la serata/spettacolo che Federico Buffa ha ideato appositamente per Festivaletteratura. Non meno epiche sono le imprese sportive che si consumano (o si consumavano) al bar o all’oratorio intorno al calcio-balilla. Delle sue sconosciute origini e delle vicende del suo inventore Alejandro Finisterre discorreranno il fumettista Alessio Spataro e Marco Malvaldi, mentre tutti – pubblico, volontari e scrittori – potranno cimentarsi in una partita nel “villaggio biliardino” appositamente allestito in uno degli spazi del centro storico della città. Altre conversazioni a fumetti saranno quelle con Vanna Vinci e con Zerocalcare, intervistato dai giovani volontari del Festival in una delle serate di blurandevù.

Torna finalmente la musica nelle notti del Festival. Prima e dopo la serie delle lavagne musicali previste in seconda serata, gli stessi “docenti” impegnati in piazza Mantegna a mettere in luce peculiarità e raffinatezze della grammatica musicale, si esibiranno nello spazio dell’Arci Virgilio in piccoli concerti per offrire al pubblico un’esemplificazione live di quanto illustrato. Gli artisti protagonisti di concerti e lavagne saranno Giovanni Bietti, Marco Dal PaneArturo StalteriMax Collini e Jukka Reverberi.

Otto film si alterneranno nel calendario di proiezioni di pagine nascoste al cinema Oberdan.  L’ormai tradizionale rassegna di documentari su libri e scrittori a cura di Cineagenzia vedrà come titoli di punta Regarding Susan Sontag, ritratto della grande intellettuale americana; Censored Voices, film che raccoglie le registrazioni delle conversazioni tra i componenti di un kibbutz durante la Guerra dei Sei Giorni, tra i quali c’è un giovane Amos Oz; Gabo sul premio Nobel Gabriel García Márquez.

L’ultima nota è dedicata ai compleanni di alcuni dei più amati protagonisti italiani di strisce e vignette. Cipputi e la Pimpa compiono quarant’anni, la Pecora Nera venti: i loro inventori Francesco Tullio Altan (accompagnato da Giorgio Scaramuzzino e Sergio Staino) e Andrea Valente non mancheranno ai grandi festeggiamenti in preparazione al Festival.

 

19 luglio 2015
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Un commento a “Festivaletteratura di Mantova, la Grecia è il cuore della kermesse

  1. Festivaletteratura di Mantova, la Grecia &egrav... il 20 luglio 2015, ore 16:20

    […] Mantova – Per quanto riguarda la sezione di poesia, saranno presenti quest'anno al Festival Franco Marcoaldi, Anna Maria Farabbi e Franco Pusterla  […]

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