Varese

Varese, Profughi, bagarre in Comune tra “Bella Ciao” e “W la Lega”

L'Aula al momento del voto con i banchi vuoti delle opposiizioni

L’Aula al momento del voto con i banchi vuoti delle opposizioni

E’ scontro sui profughi al Consiglio comunale di Varese. Poco dopo mezzanotte è passato a Palazzo Estense l’ordine del giorno presentato dal capogruppo del Carroccio Giulio Moroni. Toni soft, parole accorte, un intervento moderato per presentarlo all’Aula. Ma tutto questo non è bastato, e subito dopo il voto un gruppo di militanti leghisti e un gruppo di esponenti di associazioni si sono scontrati nell’atrio e nel cortile sotto l’occhio vigile delle Forze dell’ordine. Polemiche, qualche parola grossa che è volata, urla.

Così è terminata una serata partita con grande fair play alle 21, tra saluti al segretario generale ed interventi di sorridenti esponenti del Nepal.

Tutto è iniziato con la discussione in Aula del tema dei profughi a Varese, un’Aula che per tutta la seduta è stata sull’orlo di un numero legale ai minimi termini, spesso garantito dalle minoranze. Arrivati al punto numero cinque, l’odg leghista, con lo spazio per il pubblico insolitamente gremito (da una parte i leghisti, dall’altra il Coordinamento Migrante), il capogruppo del Carroccio Moroni ha preso la parola, dopo avere definito, qualche ora prima, sollevando proteste, il presidio di piazza Podestà formato da “quattro gatti”.

Come suo solito, Moroni ha affrontato la questione dei profughi con toni pacati. Un ordine del giorno, quello firmato da lui, che sostituiva una richiesta di dedicare al tema un intero Consiglio comunale. “Non siamo contro nessuno, ma cerchiamo di gestire una situazione – dice Moroni – che non è più emergenza, ma si è incancrenita nel tempo”. Moroni chiede alla Prefettura di fare verifiche più stringenti, valutare attentamente, una volta sul territorio, le condizioni in cui vivono i profughi. “E se entro trenta giorni le verifiche della loro posizione non si sono esaurite – dice Moroni – devono andarsene da Varese”. “Nessuna richiesta violenta – conclude Moroni -, ma una proposta di buon senso”.

Segue il confronto, che spesso assume toni accesi, con il presidente del Consiglio Puricelli che chiede al pubblico di non intervenire. Numerosi i consiglieri che prendono la parola, con l’Ncd in maggioranza Pramaggiore che propone un emendamento che cerca di attenuare i torni dell’odg, garantendo in questo modo che tutto il centrodestra voti il documento, compreso i consiglieri di Forza Italia, peraltro in parte assenti alla seduta. Un emendamento anche da parte di Nicoletti (Movimento Libero) Dure le opposizioni, con il capogruppo Pd Mirabelli che legge in Aula un intervento di Maroni ministro degli Interni e la consigliera Oprandi che assicura che una metà di varesini non la pensa come la Lega. Il consigliere Sasso (Lega) contesta alcuni interventi delle minoranze e poi si alza ed esce dall’aula.

Si arriva al voto: le opposizioni si alzano ed escono. O meglio escono Pd, Sel, Movimento Cinque Stelle. Restano in Aula i consiglieri Ncd, che sì votano no, ma con la loro presenza garantiscono anche il numero legale: così con 18 presenti, 16 favorevoli e 2 contrari passa l’odg leghista.

A questo punto scoppia la bagarre. Il Coordinamento Migrante alza uno striscione su “La Varese che accoglie”, i leghisti applaudono, il pubblico esce nell’atrio dove inizia uno scambio di polemiche e urla, entrano due agenti della polizia, mentre nel cortile si trovano rappresentanti dell’Arma. I toni si surriscaldano, il caos è grande. c’è chi canta Bella Ciao e chi urla “W la Lega”. Qualche assessore e qualche consigliere escono dall’Aula e cercano di fare da pacieri. Ma resta il clima di nervoso e di scontro, segno che il tema dei profughi, anche qui a Varese, resta importante. E che lo sarà ancora di più nella vicina campagna elettorale.

17 luglio 2015
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