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Cinema, Il varesino “Radio Sicura” in concorso al Capalbio Film Festival

Gli autori quando vinsero il Premio Sartori

Gli autori quando vinsero il Premio Sartori

La spiaggia più intellettuale d’Italia ospita, da oggi sino al 12 luglio, la ventiduesima edizione del Capalbio International Film Festival, fondato nel 1994 da Stella Leonetti, diretto da Tommaso Mottola, organizzato in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, ICE-Italian Trade Agency, ANICA e BNL e patrocinato dalle maggiori associazioni cinematografiche italiane.

Tra battigia e sale di proiezione dell’ultima landa toscana, magnificamente riportata in vita da Philippe Daverio e dall’insuperabile coppia Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, potrete incontrare anche un po’ di “settima arte” della nostra ultima landa del profondo nord.

Svetta, infatti, tra i titoli internazionali in concorso anche “Radio Sicura”, opera in corto di quel geniale trio Martignoni-Guerrieri-Sarzi Amadè che quasi per gioco ha dato vita a cinque imperdibili minuti di racconto della realtà: un deejay radiofonico conduce un programma sui film ed una sera la sua suadente voce diffonde tra strade e case milanesi la storia di un proiezionista e del suo “incidente sul lavoro”.

La semplice quotidianità di un infortunio proietta nelle menti degli ascoltatori una realtà nota, ma non per questo “rassicurante”. Sembra quasi superfluo precisare che la sezione che ha selezionato “Radio sicura” sia WORK SAFELY.

La storia sortita e messa in scena da quei tre fantastici ragazzi ha già mietuto consensi per “Il valore umano della sicurezza sul lavoro”: ad ottobre ha vinto il Premio Nazionale INAIL Marco Sartori (il politico bustese morto prematuramente, a cui dal 2012 in collaborazione con l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni è dedicato il concorso nazionale riservato ai cortometraggi).

“I registi sono i santi del nostro tempo: danno la loro vita affinché la verità sia detta su pellicola.” La citazione di Bergman riassume tutto il valore delle immagini di una notturna Milano al lavoro, oltre ad essere l’incipit da cui si dipana questo corto, pregno di rimandi alla cultura cinematografica degli autori e di sguardi sulla sottrazione dello sguardo.

Probabilmente i tre “bravi ragazzi” (tutti oltre il mezzo secolo d’età!) neppur immaginavano di riuscire ad onorare la citazione del padre della cinematografia contemporanea a tal punto da regalarci tanta vera realtà in soli cinque minuti.

Sono di parte sicuramente, scrivendone: digitare i nomi di tre amici sulla tastiera mi provoca ancora oggi emozione come quando vidi la prima volta “Radio Sicura” e l’occhio si annacquò, non solo perché con Martignoni ho scritto vent’anni fa una sceneggiatura visionaria (premio Cortocirtuito a Napoli), ma perché l’amicizia che mi stringe a tutti e tre si è sviluppata in ambiti ben diversi per ricongiungersi oggi in una corale commozione, quella di toccare con mano il reale senso della creatività ed espressione artistica. Oggi.

Giorgio Martignoni è nato e vive a Varese. Si è diplomato alla Scuola del Fumetto di Milano e all’Accademia Disney (mentre ad orari impensabili per un creativo si dedicava ad attività molto concreta e “naturale” tra le sue caprette). Oggi è un noto sceneggiatore di fumetti per la Walt Disney Co. Italia e autore di libri per ragazzi, da buon neopadre: imperdibili i suoi Cocopa e Joker va in campagna (con le pinne). Anche Giulio Guerrieri lo incontrai nella mia precedente vita da prostituta intellettuale: oggi è la mente ed il braccio di EventiAvanti, un responsabile creativo e organizzativo di quelli attenti ai progetti solidali d’impresa e di responsabilità sociale. Mauro Sarzi Amadè è una conoscenza di più lunga data, quando ancora la creatività era per noi un gioco da ragazzi, non realtà quotidiana: oggi è manager Whirlpool, continua a spendersi in politica da anni ed ha creato anche una gran bella famiglia con la sua compagna.

Sono di parte sicuramente quando mi esalto per l’invenzione di un programma radiofonico, anch’esso dal nome evocativo “Cinematrix”, che riflette molto la vita comune dei tre “bravi ragazzi”, fatta di anime ed onde radiofoniche (ma forse siam stati influenzati dalla nascita delle prime radio “libere”, sgambettando tutti dagli anni sessanta sul globo terracqueo).

Il racconto di una realtà quotidiana, come quella degli infortuni sul lavoro, però, lascia solo all’immaginazione i dati da attenzione mediatica: il trio ha scelto di riempire gli occhi degli spettatori solo di fotografie metropolitane notturne alternate a quella di un lavoratore (varesino anche lui e, quindi, ripreso proprio in città durante la sua azione “pericolosa”).

L’unica violenza che subiamo in cinque minuti è quella del colpo di scena finale, che svela il retroscena della realtà raccontata a voce alta (che ovviamente non vi anticipo, perché vale la pena regalarsi questi cinque minuti di “Radio Sicura” https://www.youtube.com/watch?v=l8FfH8UYgVg).

Una fotografia morbida, accogliente, quotidiana appunto, quella scelta dal team di giovanissimi allievi della scuola di cinema di Milano, a cui i tre bravi ragazzi hanno affidato la camera.

Un’opera al nero, dove “l’immaginazione è una dimensione reale”, anche quando la voce del deejay gracchia dalle radio raggiungendo il lavoratore indefesso, ma distratto. Una relazione intima con le immagini della realtà, quella dei “tre bravi ragazzi” che evocano Fahrenheit 451 per imprimere il fuoco di una storia sfortunata, quella di un proiezionista che forse ascolta anche lui le suadenti voci radiofoniche, che distrattamente o attentamente anche noi seguiamo durante il lavoro. Insomma, è chiaro il mio entusiasmo per i risultati dei nostri “tre bravi ragazzi prealpini”.

Ed è chiaro che stia facendo il tifo per loro sulla nota “ultima spiaggia”: in giuria spiccano eccellenze cinematografiche come Luca Bigazzi, Michal Leszczylowski, Bruno Manfellotto, Alix Danonneau, Matthew Takata, Johnny Palomba, Sara Serraiocco e Tatiana Luter, madrina del festival, ma anche letterarie, come Maurizio Maggiani e Federico Pontiggia. Saranno loro che assegneranno i premi Work Safely, Reset DOC e ADCI del Capalbio International Film Festival.

Questa “banda”, che gioca una partita appassionante da 22 anni, ha scommesso anche sul tema del Festival: Storyboomers chiama a raccolta l’evoluzione delle immagini, la democratizzazione del digitale e una generazione che le storie le racconta, perché le ha vissute sulla propria pelle.

Vedere per credere: anche da casa potete guardare le opere in concorso (http://www.capalbiocinema.com/2015/22nd-video/) e tifare con me per questi “tre bravi ragazzi prealpini”, che sicuramente lunedì torneranno a casa con un ennesimo riconoscimento.

Attenti a quei tre di “Radio Sicura”: raccontano la realtà quotidiana!

Ombretta Diaferia

9 luglio 2015
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