Varese

Cunardo, Alle Fornaci Ibis ceramiche in mostra e “canticas” medievali

Un momento dell'esibizione di Casiraghi

Un momento dell’esibizione di Casiraghi

Una vera oasi di arte e cultura, le Fornaci Ibis di Cunardo, in alta Valganna. Proprio in questa affascinante ex industriale, che nel tempo si è trasformata in una vetrina di eventi e opere d’arte, si è inaugurata ieri pomeriggio una ”Esposizione internazionale di ceramica contemporanea 1960-1980″, un’iniziativa organizzata da Giorgio Robustelli-Associazione culturale Amici delle Fornaci Ibis, e Antonio Bandirali-Arti Visive-Comitato culturale Jrc di Ispra.

Pubblico numeroso, interessato a visitare la mostra e a partecipare all’evento dedicato ad una stagione di grande interesse: gli Anni 60, quando nacque prima l’associazione Amici delle Fornaci poi l’associazione CunArt. E’ il momento in cui la già storica fornace di calce si trasformò in un luogo d’arte e cultura che prosegue fino ad oggi.

Davvero una bella iniziativa, presentata da Robustelli, patron del rilancio di questo spazio. Dopo un breve intervento del sindaco di Cunardo, Angelo Morisi, e del consigliere provinciale, Paolo Bertocchi, che ha rimarcato come l’iniziativa apertasi ieri sia “una ragione di orgoglio per il territorio”, è intervenuto il critico d’arte Ginetto Piatti, che ha ricordato gli anni Sessanta come inizio dell’attività culturale e artistica delle Fornaci. In particolare, tutto parte nel 1964 con Vittore Frattini, Gottardo Ortelli e Nino Cassani. Ha poi preso la parola Ettore Ceriani, critico e presidente dell’Associazione Liberi Artisti, che ha ripercorso l’attenzione verso la ceramica a Cunardo: le origini dell’interesse nato ad Albissola, le radici affondate nella tradizione manifatturiera del Varesotto, una “conoscenza approfondita della tecnica a servizio della vocazione inventiva”.

In mostra alle Fornaci di Cunardo numerosi artisti internazionali che, come ha sottolineato Antonio Bandirali, “sono la ragione dell’interesse e del sostegno da parte del Ccr di Ispra”:  Hsiao Chin e Ho Kan (Cina), Peter Nyborg, Nes Lerpa, Claus Boyensen (Danimarca), Richard Graham (Usa), Emil Schumacher e Pierre H. Lindner (Germania), Fadhil El Ukrufi e Fuad Aziz (Iraq), Dean Jokanovic-Toumin (Bosnia), Jean Hans Arp (Francia). Accanto ci sono italiani di nascita o adozione, come Lucio Fontana, Giancarlo Sanfìgregorio, Renato Guttuso, Vittorio Tavernari, Mario Benedetti, Alessandro Medini, Carlo Fayer. Con loro anche i tre varesini che erano all’avvio del percorso artistico: Vittore Frattini, Gottardo Ortelli, Nino Cassani.

Una mostra che ha trovato nella musica un’introduzione, una premessa, grazie all’intervento a Cunardo del liutaio Marco Casiraghi, che ha proposto con strumenti antichi, a pizzico e ad arco, alcune affascinanti Canticas spagnole, canti devozionali del 1100 dedicati alla Madonna. Dal lud al chitarrino, strumenti realizzati sulla base di una complessa ricerca iconografica, il fratello dell’editore del pulcinoelefante ha proposto sonorità antiche, ma a volte anche modernissime, come nel caso in cui le melodie sono state amplificate con un piccolo amplificatore.

 

 

 

 

 

 

 

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5 luglio 2015
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