Varese

Varese, Dolente e sensuale la Butterfly di Silvia Priori ai Giardini

Un momento dello spettacolo

Un momento dello spettacolo

Una bella sfida davvero, quella affrontata ieri sera, alla tensostruttura dei Giardini Estensi di Varese, da Silvia Priori e dal suo Teatro Blu. In scena una nuova “Butterfly”, con una anticipazione a Next alle spalle, e di fronte un pubblico vero che ha affollato la platea dei Giardini. Il pubblico varesino ha occupato i posti ben prima dell’inizio assistendo ad una sfida vinta alla grande: Silvia Priori ha restituito alla geisha inventata da David Belasco tutti i colori della femminilità. Dalla gioiosa scoperta dell’amore alla sensualità sponsale, dalla cupa ossessione fino alla drammatica e rituale conclusione finale.

Un ottimo inizio anche per il festival teatrale insubrico “Terra e Laghi”, che così si accinge a percorrere, con la sua nona edizione inaugurata ieri sera ai Giardini, numerosi territori al confine tra Italia e Canton Ticino. Prima dello spettacolo hanno preso la parola, per un breve indirizzo di saluto, il bravo assessore alle Culture della Regione, Cristina Cappellini (che ha seguito tutto lo spettacolo dando una lezione a tanti suoi colleghi che, dopo pochi minuti, fuggono), il presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi, Stefano Costa, presidente della Regio Insubrica, il segretario della Fondazione Comunitaria del Varesotto, Carlo Massironi, e Andrea Mascetti, consigliere di Fondazione Cariplo.

La messa in scena è stata una bella sfida perchè la Priori ha scelto di raccontare la Farfalla che sedusse Giacomo Puccini in forma di monologo: un lungo “flusso di coscienza” che Silvia Priori ha condotto con tempi teatrali strettissimi. In una scenografia scarna e simbolica, con due splendide opere del maestro Luigi Bello a fare da quinta, la vicenda della geisha Cio-cio-san innamorata del luogotenente americano Pinkerton si dipana tra momenti di lenta e spensierata felicità e lacerti di improvvisa e febbrile ansia per le sorti del sentimento che la ragazza prova nei confronti dell’americano. Un’ansia che conduce Cio-cio-san convertita ai fasti dell’America a ritrovare se stessa grazie alla morte rituale.

La voce di Silvia Priori non esaurisce, però, lo spettacolo, che al contrario appare essenziale, ma polifonico: i tamburi percossi dai musicisti del Thuja Lab, a sottolineare i momenti più drammatici, ma soprattutto gli interventi canori della bravissima Kaoru Saito (che ha registrato un vero successo personale con un lunghissimo applauso del pubblico) rendono lo spettacolo diretto da Kuniaki Ida, con la collaborazione di Roberto Gerbolés, un prezioso evento teatrale che giustamente ha riscosso un bel successo. A dare alla scena una profondità ancora maggiore il gruppo Aikido, che ha enfatizzato un’atmosfera di ritualità millenaria con movimenti lenti e improvvise parentesi di arti marziali.

 

2 luglio 2015
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