Varese

Varese, Al Lavit pienone per le “sinfonie d’acqua” di Pietro Pirelli

Alberto Lavit introduce la serata con Pietro Pirelli

Alberto Lavit introduce la serata con Pietro Pirelli

Sonorità affascinanti e arcaiche quelle che Pietro Pirelli, compositore e ricercatore, riesce a creare operando con materiali naturali diversi. Una serie di installazioni, quelle di Pirelli, che girano per il mondo, suscitando sempre interesse e meraviglia tra i presenti. Allo Spazio Lavit di Varese, in contemporanea alla mostra di Floriana Bolognese “H2O Cibo per l’anima”, artista con cui Pirelli ha collaborato, Pirelli ha ripercorso il suo cammino artistico in una serata dal titolo evocativo “Suonare l’acqua”, un itinerario fotografico e video introdotto da Alberto Lavit e da Laura Orlandi. Nello spazio di Via Uberti il pienone e tra i tanti i presenti diversi artisti, da Robustelli a Monti e a Bandirali, da Sardella a Blaiotta e alla Danelli. Tra il pubblico seduti anche la mitica Gisa Legatti e l’assessore comunale Santinon.

Oggetti e suoni, location meravigliose ed eventi d’arte internazionali, Pietro Pirelli ha mostrato quanto la sua ricerca sull’acqua sia avanzata e arricchita negli ultimi anni. Le sue azioni, con l’acqua come con altri materiali naturali, partono, come ha spiegato Pirelli, da una comune radice: “Sono un musicista, la mia è una formazione musicale, il mio è un approccio da musicista”, e come percussionista la sua ricerca ha sempre avuto l’obiettivo di mescolare le carte: “Mi piace la parola sconfinare, molto più della parola contaminazione”.

Nel corso della serata Pirelli ha incentrato la sua attenzione sugli Idrofoni, forme in plexiglas riempite d’acqua che viene mossa creando “sinfonie di suoni d’acqua”. Un movimento impresso con strumenti diversi, rumori e suoni che mettono in movimento direttamente l’acqua o indirettamente, grazie alla mediazione della tecnologia, che traduce i suoni in movimento. Non solo: grazie alla luce che attraversa l’acqua, soprattutto la luce puntiforme dei laser, Pirelli può ottenere anche ”fiori di luce”, che rimandano le onde dell’acqua, le sue vibrazioni, le diverse e cangianti configurazioni dell’elemento liquido. Eventi che hanno portato Pirelli a collaborazioni e sinergie con diversi artisti e diverse rassegne internazionali.

Un mondo affascinante che l’artista varesino ha portato in location diverse. Come ad esempio nell’indiana Mumbay o nel Tempio Buddista di Haeinsa (patrimonio Unesco), così come alla Biennale di Venezia o nell’eccezionale Palazzo Bevilacqua a Bologna. Da solo o in coppia con il percussionista Alberto Maroni Biroldi, Pirelli crea atmosfere magiche e propone un rapporto nuovo con la natura, che come spiega al termine della conversazione “mette in tensione la natura e la tecnologia”. Tra gli ultimi eventi, la partecipazione di Pirelli alla bella mostra sui Missoni al Maga di Gallarate, dove la grande installazione dei manichini è accompagnata dalla “sinfonia tessile” creata dal compositore grazie al rumore di macchinari industriali.

 

1 luglio 2015
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6 commenti a “Varese, Al Lavit pienone per le “sinfonie d’acqua” di Pietro Pirelli

  1. alberto lavit il 1 luglio 2015, ore 09:32

    grande artista e grande pubblico, ottima serata.

  2. ombretta diaferia il 1 luglio 2015, ore 10:18

    senza scordar il magnifico concerto sonoro e visivo di Comacchio…
    ottimo esempio di artista che opera cercando e ricercando da decenni senza curarsi dell’immagine di sé da proiettare!
    bravo Lavit!

  3. a.g. il 1 luglio 2015, ore 13:19

    Pirelli è un grande. E con lui l’ottimo Alberto Maroni Biroldi, che ha collaborato anche con abrigliasciolta

  4. ombretta diaferia il 1 luglio 2015, ore 15:35

    direttore grazie per la precisazione, non necessaria: se son invisa è proprio perché tutte le migliaia di artisti che ospitiamo nelle nostre sperimentazione vengon accolti perché “agiscono” per amor dell’arte che praticano, quindi, prendiam le distanze da chi usa l’arte solo per ringalluzzire il proprio orgoglio!

    ed approfitto per precisar che al fianco di Pietro, che gode della mia stima da quando giovincella lo incontrai tra gli accordi corali, spesso si incontra un altro grande talento che vive in città: Lorenzo Serafin…

  5. a.g. il 1 luglio 2015, ore 18:30

    Grande Serafin, hai fatto bene a ricordarlo

  6. sandro sardella il 1 luglio 2015, ore 22:35

    certo la “classe” non è acqua .. Pietro Pirelli vive “l’umanesimo” .. il cercare il trovare .. lo
    sconfinare .. quando le condizioni materiali non sono il cardine del vivere .. quando il fare
    dell’uomo può andare oltre il contingente devastante .. del tirannico consumare lucidamente intrecciato alla miseria spirituale .. le arti così diventano altro aprono oltre ..
    certamente nella serata .. si è percepito .. che il vivere è assai squilibrante .. ricco .. e in questi tempi di “classe” …………….

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