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Varese, Quali provocazioni per Expo? Dibattito affollato in città

L'Albero della Vita

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Grande eco, quella di Expo, per le iniziative, le presenze di capi di stato, il flusso di visitatori e di famiglie. Una grande eco che, spesso, si attenua sui territori, che partecipano all’evento planetario per mettere in vetrina le proprie eccellenze. Ieri pomeriggio, presso i Traduttori e Interpreti a Varese, si è fatto il punto, a due mesi dal suo inizio, su Expo.

Organizzato dall’associazione di Raffaele Nurra, ExpoVillage, il dibattito ha preso le mosse da un libro “provocatorio” di Andrea Martire e Davide Tentori, “Le provocazioni di Expo, la salute del pianeta nelle mani del consumatore”, pubblicato dalla cooperativa In Dialogo, con una postfazione di Paolo Danuvola.

Un tentativo, quello di ieri, di interrogarsi sul senso dell’Esposizione a partire dal territorio e dal libro del varesino Tentori, ora impegnato a Roma presso la Presidenza del Consiglio, presente al confronto. Il rischio “milanocentrico” inevitabile va superato per rivolgere su Expo uno sguardo più decentrato, partecipato, “glocal”. Puntando ai contenuti forse meno “reclamizzati”, ma certamente più profondi e duraturi. A fare da osservatori due giornalisti locali, come Marilena Lualdi, giornalista della Provincia di Como, e Andrea Giacometti, direttore di Varesereport. Le loro impreessioni, osservazioni e impertinenze hanno trovato un pubblico numeroso ed attento.

Un libro, quello di Tentori presentato da Nurra, che non si fema alla superficie, ma fotografa quanto esiste nella società e nell’economia di positivo e “profetico”. Consumo a km zero, produzione locale, eccellenze del territorio, consumo “solidale” (i famosi GAS) rappresentano tante esperienze che preesistono ad Expo, ma lo provocano, giorno dopo giorno, per farne uscire il meglio. Soprattutto Expo, ha sottolineato Tentori, interroga le coscienze individuali sul loro modo di intendere alimentazione e consumi. Come ha sostenuto Lualdi, tante novità positive si colgono in diversi Padiglioni, tante informazioni sconosciute relative alle buone prassi dei vari Paesi si raccolgono nei diversi dibattiti di Cascina Triulza. Non solo: come ha detto Giacometti, le provocazioni contenute nel volume di Tentori, animatore dell’associazione Il Caffè Geopolitico, devono inquietare anche la politica, facendole riaprire i conti – spesso chiusi e misconosciuti – con il “basso”, la società civile, i territori.

Ad arricchire il confronto anche l’intervento dell’imprenditore agro-alimentare Marco Colombo (Aime) che ha lamentato una disattenzione della politica locale nei confronti delle aziende presenti ad Expo. Efficace la conclusione di Nurra che, al di là delle polemiche e delle provocazioni positive, ha sostenuto che “l’eredità di Expo siamo tutti noi”.

28 giugno 2015
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