Varese

Varese, Fa boom il tavolo Pd sull’Urbanistica, meno bene la Cultura

Uno dei tavoli alla kermesse del Pd varesino

Uno dei tavoli alla kermesse del Pd varesino

Si è svolta, in mattinata, la “Leopolda in salsa bosina” organizzata dal Pd di Varese. Nell’Area Feste della Schiranna la kermesse programmatica lanciata dal partito di Matteo Renzi in vista delle prossime elezioni amministrative del 2016, ha registrato una significativa partecipazione, soprattutto di associazioni e addetti ai lavori. Un’iniziativa che, è bene sottolinearlo, per una volta ci ha fatto capire che la politica può occuparsi di questioni cittadine di tutti i giorni, che tutti i giorni investono i cittadini, e non stare sulle nuvole dei grandi discorsi ideologici: gli STRANIERI, i MODERATI, la SINISTRA. Invece piazza Repubblica, i servizi per le famiglie, le strade dissestate, il degrado delle periferie, le strutture sportive inadeguate e via dicendo.

Ai cinque tavoli programmatici siedono personaggi autorevoli: in ordine sparso, dal rettore dell’Università dell’Insubria, Coen Porisini, al segretario generale della Cgil, Colombo; dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Besozzi, al segretario della Cisl dei Laghi, Moia, e al dirigente Caritas, Navarro; dalle responsabili di Uni3 De Maria e di WgArt Moretti al referente per Un’Altra Storia Musolino; dall’ingegner Mazzucchelli (autore del masterplan di piazza Repubblica) a Ciotti, reponsabile della comunicazione per lo stesso progetto; dagli esponenti di Varese 2.0 Zanzi e Crugnola al presidente dell’Associazione Costruttori Saibene alla Consigliera di parità della Provincia Cortese. E molti altri ancora (impossibile dimenticare il mitico Caccianiga).

Se si dovesse fare una classifica, il Pd varesino è molto attrattivo dal punto di vista dell’Urbanistica e assai poco dal punto di vista della Cultura. Nel primo tavolo, quello che si impegnava su un fronte che vede Varese al centro di importanti Accordi di programma, si notava un ben parterre de roi, mentre al tavolo della Cultura, nonostante la presenza di esponenti di vaglia, si notavano anche alcune assenze altrettanto autorevoli. Su Povertà, Giovani, Lavoro, invece, dibattito e confronto assai partecipati.

Presenti molti rappresentanti del Pd, anche i vertici, come il segretario cittadino Paris e il segretario regionale Alfieri, così come erano presenti ai tavoli il deputato Pd Marantelli, i possibili candidati alle primarie Galimberti e Civati. Immancabile anche Pino Tuscano, presidente di Circolo, a cui si deve il felice titolo della kermesse “Varese sei tu la mia città”. Titolo made Negramaro (bravo Tuscano). In sala e fuori due belle bandiere della città di Varese, tanto per ricordare che della città e del suo rilancio si è parlato alla Schiranna.

 

 

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27 giugno 2015
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11 commenti a “Varese, Fa boom il tavolo Pd sull’Urbanistica, meno bene la Cultura

  1. Giulio il 27 giugno 2015, ore 16:24

    Come “meno bene la cultura”? Ma, qualche mese fa, Belli non parlava di una “rivoluzione culturale”? Non era dalla cultura che il PD voleva ripartire?

  2. a.g. il 27 giugno 2015, ore 17:07

    Eppure è da lì, caro Moroni, che si deve partire (o ri-partire): a Varese ci sono eccellenze culturali che lo meritano. Penso a Convergenze, penso al Premio Chiara, penso alla stagione Tra Sacro e Sacromonte. Ma penso anche alle belle iniziative dell’assessore regionale alle Culture Cristina Cappellini….

  3. roberto molinari il 27 giugno 2015, ore 17:49

    Al di la di tutto, oggi, il PD ha fatto saltare il banco. Fuor di metafora, si voleva la politica relegata a comprimaria. Si voleva l’impossibilità per un partito di dialogare con la società civile. Si voleva l’impossibile mutazione dei blocchi sociali. Oggi c’è una nuova rappresentazione della città e di questo tutti ne devono tenere in conto. La politica ritorna ad avere una sua centralità. Non la politica arrogante e chiusa, ma quella che sa dialogare e si apre perchè ha saputo in questi anni rinnovarsi. Messaggio ai naviganti. C’è una nuova classe politica che è pronta a giocarsi la partita ed è pronta a spendersi per rinnovare e sostituire questa amministrazione ormai stanca e consunta.

  4. Bruno Belli il 27 giugno 2015, ore 17:56

    Gentile @Giulio, visto che mi tira in ballo devo rispondere:
    non ero presente a questi tavoli.
    Penso, quindi, che non sia stata discussa, ad esempio, la parte relativa alle “risorse varesine” ed, in particolare al Teatro, “letto”, in tal senso, non in mera chiave urbanistica.
    Ma c’è un motivo ben valido per la mia assenza: rendere un aspetto fondamentale e serio di quale possa essere l’apporto della “società civile” nel seno della classe politica.

    Quindi, chiedo di non essere considerato il parafulmine, come spesso è avvenuto fino ad ora, per ogni “decisione culturale” presa dal PD varesino, in seno al quale, sono uno dei tanti, nonostante quanto sembrasse lo scorso settembre 2014.
    Facili, dunque, le belle parole nel merito dell’apporto e dell’esperienza degli individui della “società civile. Più comune la realtà dei fatti, come dovunque, del resto: c’è chi dispone, chi ubbidisce, chi propone, chi non ascolta (perché non vuole farlo, o perché non è in grado di comprendere), chi ha la dignità di non accettare un ruolo “teatrale” che vada contro idee motivate, serie, libere e, senza secondi fini, per apportare un reale contributo alla propria città.

    Ed, in effetti, al momento, mi interrogo anch’io su quale fosse il motivo per il quale si fosse deciso, da parte della Segreteria cittadina, di pormi a coordinare un gruppo, se, poi, ogni libertà d’azione sul metodo con il quale procedere fosse completamente delimitata.
    Cordialmente.
    B.B.

  5. a.g. il 27 giugno 2015, ore 20:52

    Un ottimismo davvero invidiabile…

  6. teo il 28 giugno 2015, ore 08:59

    Due domande. La prima riguarda Belli. Il fatto che sia stato messo da parte non potrebbe essere una conseguenza diretta di quel progetto culturale, che egli annunciò come rivoluzionario ma che poi apparve deludente nella sostanza, come autorevolmente detto dal prof. Adriano Gallina, da Ombretta Diaferia e da molti altri? Se così fosse, penso che il PD abbia fatto bene a mettere fra parentesi il conduttore degli appuntamenti del Venerdì; perché se è vero che è sbagliato da parte della politica rinunciare all’apporto della società civile, è altrettanto vero che la politica deve essere libera di guardarsi attorno quando, pur avendolo sollecitato, ritiene alla resa dei conti insufficiente o inadeguato tale apporto.
    Infine, caro direttore, la seconda domanda la rivolgo a lei. Noto che quando cita iniziative di pregio della nostra città, raramente parla della stagione teatrale e di quella musicale. E perché? Bene citare le belle iniziative dell’assessore regionale, ma sarebbe onesto e giusto, e un segno di forza, ricordarsi anche di quelle dell’assessore locale quando queste se lo meritano, a prescindere dal colore di bandiera.
    Una parola per concludere. Ero presente alla “Leopolda varesina”, come lei l’ha definita, e ho visto comunque tanta gente e ascoltato tante belle riflessioni, più o meno condivisibili. A me è parso comunque un bel segnale. Sarebbe bello se, dopo tanti anni di governo leghista, Varese fosse protagonista di una svolta. Da simpatizzante del PD me lo auguro di cuore, e lo auguro naturalmente anche allo stesso PD e ai suoi tanti volontari, che si adoperano quotidianamente con passione e generosità al raggiungimento di questa impresa. Anche loro sono la silenziosa ma operativa espressione della società civile, unita da un ideale.

  7. Bruno Belli il 28 giugno 2015, ore 10:31

    Caro direttore, ben fai ad indicare alcune realtà “dimenticate”.
    Mi permetto, qui, di ricordarne alcune altre, così come mi vengono in mente di getto (mi scuso con chi dimenticassi, oppure correggimi tu, nel caso qualcuna di esse fosse presente), realtà molto importanti nella vita culturale delle nostre zone: Abrigliasciolta, Associazione Parentesi (che, tra le varie attività, ci ha portato la scultura contemporanea nelle piazze con Tomaino…no, dico, nelle piazze…), Teatro Franzato, Teatro Blu, I solisti ambrosiani (alcuni dei festival in corso, creati da queste realtà, godono dell’“Alto patrocinio della Presidenza della Repubblica…), Amici della lirica Tamagno, Amici di Piero Chiara, Amici dell’arte, Endas, Universauser, Amici del Sacro Monte (il rilancio del Sacro Monte non era l’argomento di un tavolo?), Associazione “Paolo VI”, Fai – Villa Panza, la Famiglia Bosina, il tronco storico della città, indimenticabile, gli stessi “gestori” attuali dell’Apollonio, magari anche solo nella persona di Filippo De Sanctis, l’Associazione che gestisce le programmazioni al Santuccio…mi fermo.

    Il problema è molto semplice: quando mi fu ventilata l’ipotesi della “Leopoldina in salsa bosina” (già era stucchevole l’originale, figuriamoci le copie…), accennando il fatto ad alcuni gruppi culturali mi sentii obiettare che il luogo dove si sarebbe dovuta svolgere “era troppo politicamente connotato”, oltre in fatto che fosse in un periodo per alcuni già “vacanziero”.
    Non si è preso in considerazione – anche se lo feci modestamente notare al segretario cittadino – che c’è una sottile, ma indicativa differenza, se chi organizza tavoli di questo genere ricopre un “ruolo istituzionale” (che è letto “super partes” ed, in tal chiave di lettura, ha una sua perfetta ragione il forum proposto da Alberto Tognola, come delegato di un organo quale la Provincia) o se, invece, riveste solo una funzione “di partito”. Una differenza che, giustamente, può non essere considerata dall’Università, o dagli Ordini professionali, oppure dagli associazionismi sindacali, ma che, invece, in altri settori, per prima la cultura, diventa decisivo per quel “dialogo” che si vorrebbe.

    Non piacque che mi rivolgessi alla “città” tramite la stampa, o conferenze stampa (che “metodo barbaro”!), per non “turbare equilibri” (?), così ho preferito tacere ed osservare fuori e dentro (osservare è utilissimo per preparare l’agire, ma i politici non lo sanno).
    E’ il metodo da me proposto (quello di un “non politico”, come scrivesti giustamente tu) che non è ancora compreso dai “politici”. Ci vorrà molto tempo…
    Non mi sento, quindi, concausa di quel tuo “meno bene la cultura”.
    E, con questa riflessione generale, mi taccio, tanto non ne trarrà interesse alcuno di chi dovrebbe.
    B.B.

  8. a.g. il 28 giugno 2015, ore 18:37

    Sì, quando lo meritano…quanto alla stagione teatrale a me risulta organizzata da privati, sia quella dell’Apollonio in cui lavora l’ottimo De Sanctis, sia quella del Nuovo, in cui si impegna l’ottimo Rossini.
    Per la stagione musicale, è vero, è un’eccellenza che prosegue da anni. In questo caso gli applausi devono essere rivolti all’ottimo Sartorelli. Infine: le bandiere…Le assicuro che se c’è qualità, a me va benissimo qualsiasi bandiera.
    Cordiali saluti
    Il direttore

  9. Emiliano il 28 giugno 2015, ore 22:10

    Una sinistra tra le più disperanti d’Europa, quella italiana, più attenta a non minare gli “equilibri interni” che al bene comune.
    Una bella lezione di etica e morale, non c’è che dire.

  10. ombretta diaferia il 29 giugno 2015, ore 12:11

    Gentile Bruno,

    ti ringrazio per includermi nelle “realtà molto importanti nella vita culturale delle nostre zone”: non c’ero a rappresentare l’impresa culturale che ho fondato undici anni fa, semplicemente perché non sono stata invitata.
    Ma, immagino, non sia giunto alcun segnale, proprio perché abrigliasciolta è impresa privata (da undici anni tutto minuscolo e tutto attaccato, perché esprime una filosofia culturale precisa, che si basa in primis sul mio personale lavoro “gratuito” al servizio della mia comunità).
    Peraltro la conduco facendo politica quotidiana fuori da ogni partito (ed in specifico quello oggetto di questo articolo nel 2009 ha “scartato” i “servizi” che gratuitamente offrivamo in occasione della Festa dell’Unità, che si teneva proprio alla Schiranna!).

    Irrilevante, quindi, che se mai fosse arrivato l’invito, sarei stata costretta a declinarlo, perché dopo un estenuante anno di lavoro, escluso da ogni programma politico (la Regione non ci ha neppure considerato minimamente come casa editrice con sede lombarda ed in specifico varesina in occasione delle rutilanti promozioni EXPO), avevo programmato di concedermi gli unici due giorni di “riposo”.

    Noi proseguiamo nella nostra “rivoluzione culturale a piccoli passi”, benché il parterre Varesino stia operando “esclusioni” che relegano la “cultura” ad “hobby&tempo libero” (se non a promozione partitica).

    Per me, invece, la cultura continua ad essere la modalità con cui l’uomo è messo in grado di operare nel suo mondo.

    E lei sa bene quanto sia critica nei confronti dell’uso improprio di un bene comune importantissimo, l’unico che distingue l’animale umano da quelli non umani!
    L’evoluzione è vincolata proprio al confronto ed al dibattito tra approcci diversi: i partiti in questo momento pre-elettorale necessitano solo di teste da contare, figurarsi se han voglia di rapportarsi con una “rigorosissima e incontrollabile” testa pensante!

    Con sempre immutata stima per il prossimo mio, soprattutto per quello che ha un diverso “pensiero” e che non sfugge mai al confronto costruttivo.

    od

  11. Mariella il 29 giugno 2015, ore 13:19

    Ma se è vero che Bruno Belli sia inadeguato e deludente per il PD, come scrive un simpatizzante, non si sarebbero potuti accorgere prima? Mi sembra che il progetto di cui Belli ha scritto sia tuttora accolto nel blog del Partito democratico varesino e che, se pubblicato su di un organo ufficiale, sia stato vagliato da qualcuno.
    O non si è prestato attenzione prima, o Belli, molto conosciuto per la sua franchezza, è diventato scomodo!

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