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Varese, Più di trenta realtà al primo Forum della cultura “Come se…”

Villa Recalcati, la location

Villa Recalcati, la location

Presentato questa mattina in conferenza stampa il primo Forum sulle politiche culturali della Provincia di Varese, che si terrà venerdì 3 luglio alle 9.30 nella sala Convegni di Villa Recalcati, piazza Libertà 1 Varese. Sono stati invitati a partecipare i Sindaci, gli assessori comunali alla Cultura, le associazioni culturali e gli artisti che operano in provincia di Varese. A oggi gli iscritti sono più di 30, di cui 11 registrati per dare il proprio contributo di idee, ma anche a raccontare delle loro difficoltà, dei loro bisogni e, soprattutto, delle loro proposte.

L’iniziativa è stata denominata “Come se…” ed è stato il Consigliere provinciale delegato alla Cultura Alberto Tognola, promotore dell’iniziativa, a spiegare il significato e le finalità del Forum: «L’amministrazione provinciale considera essenziale e prioritario il ruolo della cultura per lo sviluppo territoriale, per la sua ricchezza e vitalità civile, per la valorizzazione della sua bellezza. Proprio in virtù di tale riflessione, pur attraversando un periodo segnato da significative incertezze finanziarie, organizzative, legislative a livello nazionale e locale, Provincia di Varese intende comunque iniziare a ragionare su questo tema “come se…” si fosse finalmente usciti dalla crisi; “come se” fosse nuovamente possibile progettare sistemi culturali d’orizzonte anziché destreggiarsi in un eterno presente; “come se” fosse possibile, un giorno, tornare a destinare alla cultura le risorse che meriterebbe. Una riflessione che non vuole però configurarsi come un gratuito “esercizio di stile” ma come una necessità ed un’opportunità, a fronte della conferma delle competenze in materia culturale attribuite alle Province da Regione Lombardia le cui linee sono attualmente in corso di precisazione».

Il Forum di ascolto vuole essere un proficuo momento di incontro e di conoscenza, nel corso del quale iniziare a ragionare insieme, lungo un percorso condiviso, su quel che potrebbe essere il futuro delle politiche culturali in provincia di Varese. «L’obiettivo è quello di superare la logica dell’evento unico – ha spiegato Tognola – per iniziare a lavorare su progetti con l’obiettivo di costruire reti e arrivare a creare un sistema culturale di orizzonte. In questo contesto Provincia di Varese può giocare un ruolo importante e supportare la ricerca di fondi e la partecipazione ai bandi».

In conferenza stampa erano presenti anche il maestro Roncuzzi, direttore artistico della rassegna Musica nelle residenze storiche e Adriano Gallina, referente del festival Convergenze. Entrambi saranno presenti al Forum e porteranno il loro contributo. «Concordo con il consigliere Tognola, quando dice che dobbiamo coltivare e dare continuità. Per farlo bisogna avere progetti, garantire l’attuazione e maggior presenza sul territorio». La riflessione di Gallina ha ruotato attorno al ruolo dell’Ente pubblico, che «come in questo caso ha colto un’esigenza importante e avviato un percorso che, auspico, possa condurre ad aggregare progetti culturali e portare alla continuità e alla nascita di un orizzonte culturale strategico verso cui tendere».

Per motivi organizzativi chi fosse interessato si può registrare attraverso l’apposito format on-line sul sito della Provincia di Varese. Inoltre chi volesse partecipare e portare un proprio contributo, è pregato di comunicarlo con una mail riportante il titolo dell’intervento, da inoltrare a comunicazione@provincia.va.it entro il prossimo 1 luglio.

Eventuali informazioni potranno essere richieste agli uffici della Provincia – 0332/252.415 oppure dballerini@provincia.va.it.

23 giugno 2015
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16 commenti a “Varese, Più di trenta realtà al primo Forum della cultura “Come se…”

  1. Bruno Belli il 23 giugno 2015, ore 17:51

    Scusa, caro direttore, se mi permetto un breve intervento. Il consigliere delegato alla cultura Alberto Tognola afferma, secondo quanto tu riporti che questo “forum” (l’esistenza del quale ho appreso dal tuo giornale) non sarà un mero esercizio di stile.
    Ma, siccome, da quanto leggo, si ragiona su di un “come se…” (anche perché la Provincia, sappiamo dalla cronaca, non dispone, al momento, di fondi atti a reggere progetti culturali d’alcun tipo, e se fosse diverso, allora dovrebbero spiegarci se i soldi ci sono, oppure non ci sono), quindi si ragiona non su quello che c’è (o non c’è) – dipende se si voglia vedere il bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto – essendo uno solo il ragionamento che s’impronti alla logica ferrea (e non solo in senso “aristotelico”), ho la netta impressione che sia il consueto ritrovo “chic” (o pseudo chic intellettualoide) “pour parlè” dove chi più, chi meno si possa mettere in vista, dal quale nulla di concreto e fatto dovrebbe uscire.
    E siccome credo che a Varese – ed in Provincia – si debba cominciare ad accompagnare al pensiero un’azione reale ad ampio orizzonte, se si voglia uscire dal pantano in cui ci troviamo, o chi si occupa di politica ha veramente intenzione di ragionare sul concreto, o sarebbe meglio che lasciasse stare.
    Purtroppo, invece, posso affermare (soprattutto per la mia attuale esperienza di “non politico”, proprio in seno ad un partito) che ai politici piaccia perdere tempo in numerose “riunioni” ed “incontri” dove molto si parla e assai poco o punto si conclude con serietà, efficacia, determinazione, risoluzioni in tempi brevi.
    Bruno Belli.

  2. Alberto Tognola il 24 giugno 2015, ore 00:01

    Ringrazio Bruno Belli per la fiducia accordatami. Alberto Tognola

  3. Marco Massa il 24 giugno 2015, ore 10:24

    La supponenza e la presunzione dei politici d’oggi (indipendentemente dal colore) non ha eguali e fa quasi sorridere.
    Invece di interrogarsi su di una critica ammissibile e su di un’analisi di quelle chiare cui Belli da tempo ci ha abituato (ed, ovviamente, proprio per questo non a tutti può piacere), tra l’altro sulla concretezza dell’attuale situazione della Provincia, cosa fa il consigliere provinciale di turno?
    Ringrazia con uno “sfottò”. Chapeau!

  4. Bruno Belli il 24 giugno 2015, ore 10:32

    Ringrazio io Alberto Tognola che mi ha dato la possibilità di esercitarmi nel procedimento logico, un esercizio cui tutti noi siamo stati sottratti da troppo tempo, non solo dalle nostre parti…e i risultati approssimati ed approssimativi sono sotto gli occhi di tutti (di tutti coloro che pensano con una propria testa, ovviamente…).
    Bruno Belli.

  5. alberto lavit il 24 giugno 2015, ore 12:15

    L’ associazione culturale parentesi ci sarà.

  6. ombretta diaferia il 24 giugno 2015, ore 12:46

    Belli continui ad usare ciò che un’impresa culturale privata ha stimolato negli ultimi undici anni per gettar pece su azioni altre dal partito che hai scelto qualche mese fa…
    mi fa molto piacere leggere la citazione della filosofia che ci conduce: conoscere a fondo il “pensiero” per tramutarlo in “cultura in azione”, ma l’atteggiamento di chi si muove in cultura DEVE essere costruttivo e non atto a distruggere ciò che non è funzionale al sistema.

    personalmente ho gioito ricevendo tale invito ad un “forum” che penso voglia proporre un confronto fattivo. da sabato 4 luglio potremo muovere critiche a chi l’ha promosso, prima possiamo solo farci riempire da quella sensazione di “aspettativa” necessaria per aprirsi al cmbiamento: non si cambia se non si abbandona ciò che negli ultimi 40 anni ha inficiato ogni azione spontanea e culturale.
    quello che ci manca è proprio quel famoso tavolo della cultura che anni fa aveva aperto uno dei pochi assessori con cultura (non alla cultura!). quello che si cercava di fare fino al 2009, quando la città cadde in un perverso gioco di “proprietà”.
    mi apro sempre a nuove iniziative. soprattutto se proposte da un’amministrazione che non ha più interessi!

  7. a.g. il 24 giugno 2015, ore 13:42

    Tavoli, forum, convegni….ma quanto tutto questo ha veramente a che fare con la passione culturale? Mah. Boh.

  8. Bruno Belli il 24 giugno 2015, ore 14:04

    Grazie direttore,
    l’unico intelligente che ha capito il tutto. Lo si evince benissimo dalla tua domanda. Grazie ancora.
    Ottimo.

  9. ombretta diaferia il 24 giugno 2015, ore 15:39

    bravo direttore: la cultura non è passione (cioè sofferenza), bensì “… tutto ciò che mette in grado l’uomo di essere operativo e attivo nel suo mondo e di usare tutte le forme di espressione sempre più liberamente per stabilire comunicazione tra gli uomini…”.
    noi siam partiti proprio dai diritti culturali e diritti umani dichiarati dall’UNESCO nel 1968 e continuiamo la nostra azione in cultura. a piccoli passi. dal 2004.

    privatamente abbiam lanciato segnali così profondi da aver attivato un pullulare di visioni culturali. che debbono convivere, però, e rispettarsi.
    ciò che manca in questa bella landa è proprio una scelta culturale.
    (la lega, ad esempio. ha lavorato su questo aspetto – peccato si sian giocati quelli che le idee ce le mettevano!)

    qualcuno dieci anni fa ci definì “presidio di democrazia e partecipazione” commendando un triste evento. scelsi quindi di chiudere un luogo fisico che aveva attirato tanta attenzione (anche da parte di sciocchi) e di cominciare realmente ad itinerare.

    ecco a cosa può servire un incontro (che pensavo peraltro non così pubblico): la Provincia di Varese è proprietaria dei luoghi del mio cuore, in cui hanno potuto esprimersi molti artisti che compongono le nostre stagioni pubbliche.
    vale a dire la nostra vera cultura, quella architettonica che ci parla della cultura che ci ha condotto sin qui.

    la cultura esprime idee, che nascono sicuramente da una passione.
    quella partitica ha sempre e solo usato questo bene comune come strumento identificativo.
    deprivandolo dall’essenziale funzione evolutiva dell’uomo.

    d’altronde quale lettore che giunge fino alla fine di questo lunghissimo pensiero non deduce “la cultura è per chi ha tempo da perdere”.
    (nel qual caso si è perso un’altra occasione per comprendere che la cultura non è un accessorio da incorniciare sul tavolino più in vista, ma la scelta quotidiana di generare idee attraverso la propria azione)

    a prescindere, agisco semplicemente prendendomi due ore per il Forum “Come se…”, che si presenta come «essenziale e prioritario il ruolo della cultura per lo sviluppo territoriale, per la sua ricchezza e vitalità civile, per la valorizzazione della sua bellezza.»

    se poi Gallina e Roncuzzi ci mettono anche la faccia qualche conoscenza in campo c’è.
    la cultura è fatta anche di poca originalità, quella dell’esercizio che può confluire al massimo in un saggio, non in una stagione teatrale o musicale o artistica in generale.
    e paradossalmente le più belle stagioni abrigliasciolta le ha ospitate il Chiostro di Voltorre,

    ma io continuo ad agire in cultura a piccoli passi per il bene comune.

  10. gerva il 24 giugno 2015, ore 15:48

    Universauser Varese sarà presente.

  11. Adriano Gallina il 24 giugno 2015, ore 17:00

    Ombretta ha, come spesso accade, colto quel che credo sia lo spirito dell’iniziativa e dell’impegno di Alberto Tognola. Oltre qualsiasi pre-giudizio più o meno personalistico o supposto “logico”.

    La sostanza è molto semplice: l’amministrazione provinciale (tutte le amministrazioni provinciali, ma quella di Varese in modo particolare) è in gravi difficoltà finanziarie. Al contempo, pare che Maroni abbia deciso che le attività culturali saranno comunque competenza delle province, e questo implica (quanto meno a fil di buon senso) che qualche conferimento finanziario finalizzato alle attività culturali dal Pirellone dovrebbe arrivare. Non si sa ancora nè come nè quanto, ma dovrebbe arrivare.

    Ciò detto: è la prima, primissima, volta che la Provincia di Varese – anziché “erogare” denari e prebende in forma più o meno opaca, con bandi e criteri di valutazione al limite del demenziale e con capienze più o meno virtuali – si pone in un’ottica di ascolto e di ricognizione dei bisogni degli enti pubblici e degli attori culturali (e, lo so con certezza, rivolgendosi ad un indirizzario vastissimo), cercando di prefigurare in forma condivisa ipotesi d’orizzonte delle future politiche di sostegno. Cosa vi sia di snob o di élitario in tutto questo mi è veramente oscuro.

    E a proposito del “pour parler”: ci siamo talmente abituati ai decisionismi arbitrari e clientelari delle segrete stanze che un’occasione reale di incontro viene a priori svalutata come “chiacchiera”? Ma allora gli altisonanti documenti sulle “rivoluzioni culturali” prossime venture e i generici inviti agli operatori culturali ed alla “società civile” ad inviare contributi critici per il programma in fieri del PD come dobbiamo considerarli?

    Qui, se non altro, abbiamo un bell’invito a scendere dalla torre e cercare di capire insieme – oltre ogni stucchevole personalismo – gli orizzonti futuri… perché (lo dico ad a.g.) la passione culturale ha, come del resto ogni organismo, un banalissimo prerequisito: la sopravvivenza, l’acqua, l’ossigeno.

  12. Bruno Belli il 24 giugno 2015, ore 18:08

    Una sola precisazione ad Ombretta Diaferia:
    il binomio “pensiero ed azione”, a dire il vero, non l’ha inventato nessuno di noi due.
    Appartiene a Mazzini (ed io, da mazziniano) non solo lo uso, ma in questi anni (non solo con “I Venerdì”), l’ho sempre realmente applicato.
    Io non uso la politica: al massimo, è solo la politica che può servirsi di me (eventualmente).
    Saluti.
    B.B.

  13. Gerva il 24 giugno 2015, ore 22:01

    Se l’Ente Provincia non ha fondi c’è chi nuota nello strutto, Con>vergenze, ad esempio con 500MILA euro da spendere. Si impari da loro.

  14. ombretta diaferia il 25 giugno 2015, ore 15:29

    @Belli: personalmente, infatti, perseguo e agisco secondo un ben più antico impegno “E’ l’azione pertanto che dà origine al pensiero.” (da cui attinse anche il suo giovin italiota).
    in verità mi riferivo alla sua originalità, che ripete malamente un pensiero che undici anni di azione stanno diffondendo.

    per onor di precisazioni: lei si è messo al servizio di un partito, non della politica.
    le rivoluzioni culturali sono politiche, non partitiche!

  15. Gerva il 26 giugno 2015, ore 11:48

    ” giovin italiota ” detto da Ombretta Diaferia è imbarazzante.

  16. ombretta diaferia il 2 luglio 2015, ore 16:43

    Gerva caro, come posso riparare all’imbarazzo che le causa la definizione “giovin italiota”, attribuita al fondatore della Giovine Italia?
    (certo è noto io prediliga l’AZIONE, quindi avrei potuto indicarlo come fondatore del Partito d’Azione!)

    curiosa di saper cosa ci sia di imbarazzante!

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