Lettere

Questa volta Renzi rischia davvero

stranieriSul governo Renzi si stanno ammassando nubi minacciose. A rendere critica la situazione sono intervenuti ultimamente gli arresti di esponenti Pd coinvolti nello scandalo di Mafia-capitale, il caso Castiglione, il Sottosegretario indagato per l’appalto del Cara di Mineo e la richiesta di arresto per il Sen. Azzolini del Ncd. Questo del presidente della Bilancio è l’ultimo caso di una situazione sempre più complicata. La maggioranza in Senato è sempre più esigua; e con i voti di scarto che si aggirano tra i 7 e i 9, il governo è sempre in bilico.

Si può reggere in questo modo? Non proprio, e il premier lo sa. Gli incidenti sono continui, e la situazione diventa sempre più difficile. Ieri il governo a Palazzo Madama è andato sotto su due emendamenti del Pd sul reato di omicidio stradale. Il giorno prima era stato battuto in Commissione Affari costituzionali sulle prerogative di costituzionalità alla riforma della scuola, per l’assenza di tre senatori Ncd.  Eppure nonostante queste evidenti  difficoltà e criticità il governo non rischia tanto su queste questioni, che possono trovare soluzioni, quanto sul fenomeno immigrazione.

Il vero rischio per il Renzi in questa fase può venire dal rifiuto dell’Europa di approvare le quote che i vari Paesi dovrebbero accettare e soprattutto dall’esasperazione sociale creata da quel fenomeno epocale rappresentato dall’esodo biblico di diseredati che ogni giorno di più sbarcano sulle nostre coste. Basta vedere le foto della stazione di Milano Centrale e di quella di Roma Tiburtina, diventate dei campi profughi, con gli immigrati ammassati uno sull’altro sui cartoni, per capire cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi mesi, con la buona stagione. Si parla di un milione di sventurati che si stanno muovendo dalle zone di guerra e dalle zone sub-sahariane per radunarsi sulle coste libiche pronti ad approdare sui nostri litorali siciliani.

La presenza di tanti extra-comunitari nel nostro territorio sta creando allarme, ansie e un senso diffuso d’insicurezza, su cui stanno speculando rozzamente le forze xenofobe ed anti-europee. Del resto che queste forze stiano guadagnando consensi l’abbiamo visto nelle ultime elezioni regionali un po’ da per tutto specie al Nord. Zaia, diceva Massimo Cacciari dalla Gruber, non ha vinto solo perché è un bravo Governatore, e la Moretti era una debole concorrente, no Zaia ha preso il 60% dei voti, cavalcando la paura e l’insicurezza dei cittadini. Questa situazione se non verrà controllata rischia di esplodere con seri pericoli per la solidarietà e coesione sociale del nostro Paese ed è quello che sembra aver lucidamente compreso Angelo Bagnasco, presidente della Cei: “Alimentare la paura”- dice il cardinale – “non è mai una buona consigliera”; ed ha aggiunto criticando le posizioni della Lega : “Bisogna affrontare i problemi con realismo e disponibilità da parte di tutti”.

Quando si lacera la coesione sociale e l’uomo, abbandonando ogni pietà e senso di solidarietà, diventa ‘lupo per l’altro uomo’- allora dice con orrore Dostoevskij – “tutto è possibile e il mondo diventa orribile”. La lega ha avuto buon gioco in un’Italia impoverita dalla grave crisi economica e dalla soffocante pressione fiscale (che ha messo in ginocchio piccole e medie aziende, artigiani, operai e pensionati) a chiedere di uscire dall’Europa, a tornare alla lira ecc., denunciando come responsabile di tutto ciò e del fallimento dell’ordine pubblico il governo Renzi e il Pd, accusati di buonismo verso gli immigrati. Oggi a torto o a ragione la domanda di ordine e sicurezza è onnipresente tra i cittadini; e la protesta contro l’immigrazione e il voto a favore dell’estremismo razzista ne sono stati una logica conseguenza.

La sinistra ha sempre pensato che parlare di accoglienza e d’immigrati significasse perdere voti; senza pensare alle conseguenze nefaste che una simile miope visione politica avrebbe comportato inseguito. E i risultati di questa politica oggi sono davanti a tutti: odio diffuso nel Paese verso l’altro; la Lega guadagna voti e il Pd ne perde. La sinistra paga per non aver saputo contrastare e proporre un’idea civile ed umana di accoglienza solidale, inclusiva e compatibile con le risorse del nostro territorio. Una politica che non ribatte, che lascia inoculare odio e razzismo tra i cittadini lascia campo aperto alle forze xenofobe. A Salvini che si presenta con le ruspe davanti ai campi rom, non abbiamo chiesto: “dove li sistemeremo questi rom che per metà sono cittadini italiani, una volta che li avremo cacciati?” E ai leghisti che dicono: “dobbiamo fare come l’Australia,” che riunisce quelli che tentano di sbarcare sulle sue coste nelle isole circostanti. Qualcuno ha mai ricordato a sufficienza che si tratta di 20.000 immigrati, e che l’Australia è un’ isola e non una penisola ,come l’Italia a due passi dal Nord Africa? E in quale isola dovremmo confinarli? All’Isola D’Elba? A La Maddalena? A Lampedusa? Ma per favore! Ma si dice i leghisti: “parlano alla pancia dei cittadini!”. Come se la pancia non facesse parte del corpo umano. Come se i sentimenti, le cattive pulsioni, i pensieri irrazionali non giocassero un ruolo importante nelle decisioni e nelle convinzioni politiche dei cittadini, specie in quelli meno acculturati e più esposti ai demagoghi di turno.

E’ qui che la sinistra è mancata! La verità è che il razzismo si è inserito nel vuoto scavato e lasciato aperto dai partiti della sinistra nel suo complesso i cui dirigenti, chiamiamoli così, passano il tempo a preoccuparsi del loro destino personale, allontanandosi dal territorio per focalizzarsi sul proprio ombelico. Un vuoto aggravato dallo stato di abbandono della scuola che non educa alla tolleranza al rispetto umano di sé e dell’altro; che non educa alla cittadinanza mondiale. E mentre la Lega dice che gli immigrati bivaccano alle stazioni portando scabbia, tubercolosi ed ebola e chi più ne ha più ne metta per spaventare ed allarmare la gente, Renzi che fa? Anziché battersi in Europa seriamente perché vengano ripartite le quote di richiedenti asilo, balbetta, minimizza e dice “Sbaglia chi vive sulle paure e abbaia alla luna, ed aggiunge che lui non partecipa al derby ideologico tra buonisti e razzisti. Ma la gente è preoccupata e non viene rassicurata da queste parole che lasciano il tempo che trovano.

Si può fare ancora qualcosa per arrestare questa deriva estremista e populista che minaccia la convivenza democratica? E’ vero che la politica è l’arte del possibile; ma abbiamo perso troppo tempo. Qui bisogna riformare l’Italia e gli italiani ed occorrerà lo sforzo congiunto di tutte le forze democratiche e di tutte le agenzie formative come ha ricordato il Cardinale Bagnasco. E’ necessario che il governo la smetta di balbettare su questo spinoso problema degli immigrati, assumendo a tutti i livelli nazionali ed europei una chiara politica di sensibilizzazione e di corretta informazione, riguardo i temi dell’immigrazione, della solidarietà e dell’ accoglienza nella legalità e compatibile con le nostre poche risorse, prima che sia troppo tardi.

Romolo Vitelli

 

12 giugno 2015
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