Venegono Superiore

Venegono Superiore, Allarme dei sindacati per il futuro di Aermacchi

aermacchiiiiiIl futuro dello stabilimento AerMacchi di Venegono preoccupa le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. Per questo Fim, Fiom, Uilm e Failms cercano la via della sensibilizzazione rispetto ad un polo produttivo “cui si può solo dire grazie per i molti posti di lavoro garantiti in tanti anni di storia” dice Paolo Carini della FIM Cisl dei Laghi.

A preoccupare i sindacati è la “situazione che registriamo critica, in prospettiva, per sviluppo e continuità – continua Carini – Vediamo un depauperamento delle professionalità all’interno dello stabilimento. Nel corso del tempo si è fatto un ricorso sempre maggiore alle esternalizzazioni, soprattutto nell’ambito civile, che da necessità contingenti contingenti legate a picchi di carico sono ormai diventate strutturali: ci sono numerose aziende esterne, per lo più non di Varese, che operano all’interno dello stabilimento. Decidere di cedere attività ad aziende esterne significa non sviluppare l’occupazione all’interno dello stabilimento: in questo modo Venegono perderà le competenze, oggi altamente professionali sia per produzione che per ingegneristiche. Non avendo dichiarazioni ufficiali da parte dell’azienda pensiamo si stia assistendo all’idea che lo stabilimento di Venegono possa abbandonare le attività che riguardano il civile”.

Una preoccupazione, quella espressa dall’esponente della Fim Cisl dei Laghi, che si fonda sull’“Esigenza di capire quali siano le scelte strategiche fatte dall’azienda. Ad oggi non abbiamo avuto risposte specifiche su di un tema così caldo, ma solo considerazioni generali che non entrano però nel merito dei quesiti da noi posti. Noi pensiamo che Venegono – continua Carini – abbia saputo sviluppare occupazione grazie alle proprie capacità sia in ambito militare che civile, la nascita avvenne grazie alle battaglie sindacali degli anni anni 70. Battaglie fondamentale, posto che proprio il civile ha saputo garantire la continuità dello stabilimento, che così ha potuto bilanciare i volumi produttivi nei momenti di crisi del militare”.

Una mancanza di risposte, quella da parte dell’azienda, che non permette di “capire quale sia il guadagno di AerMacchi nel cedere attività ad aziende esterne. Il paradosso è che così il committente mantiene i costi di gestione, dando però le attività produttive all’esterno. Con la spesa militare mondiale in contrazione – la chiosa di Paolo Carini della FIM Cisl dei Laghi – crediamo non si possa rinunciare al comparto civile. Questo meccanismo delle esternalizzazioni temiamo quindi stia portando al collasso lo stabilimento di Venegono”.

A fargli eco Nino Cartosio, Fiom Varese: “La condizione non è semplice da ormai tanto tempo. La riorganizzazione del 2011 avrebbe dovuto rilanciare l’azienda, ma così non è stato. Lo stabilimento di Venegono è sempre stato considerato un fiore all’occhiello, un’industria modello: la perfetta integrazione tra manifattura e servizi. Una peculiarità che vogliamo difendere. Oggi però – continua l’esponente della Cgil – questa fase è messa in discussione. Già lo scorso anno scioperammo perché si stava esagerando con la manodopera esterna, oggi assistiamo ad un deperimento ulteriore. A questo va aggiunto il fatto che l’organizzazione è molto carente, con volumi di produzione che ad oggi non riescono ad essere sostenuti. In più lo smodato ricorso alle lavorazioni in appalto, che alle volte possono anche essere non qualificate, danno problemi di funzionamento ed efficienza dei reparti”.

Insomma, anche secondo il ritratto fatto dall’esponente della Fiom il quadro sembra essere critico, con prospettive di peggioramento: “L’RSU è preoccupata. Le condizioni complicate. Dove c’è lavoro si fa fatica a svolgerlo, dove non c’è manca la programmazione a breve medio termine per poterlo ottenere. Il tutto ha ricadute negative sulle condizioni dei lavoratori e sulla gestione dei rapporti sindacali”.

Una condizione, quella che sta vivendo lo stabilimento di Venegono, che non è nuova, secondo Cartosio: “A Venegono sembra stia succedendo qualcosa di simile a quanto sta accadendo a Grottaglie, dove c’è uno stabilimento avanzatissimo in quanto a processi produttivi ma ormai in condizioni di ingovernabilità a causa del ricorso estremo alla manovalanza esterna. Proprio questo precedente ci porta ad essere ancora più preoccupati per il futuro della fabbrica presente a Venegono”.

Sulla stessa linea di pensiero degli esponenti di Fim e Fiom anche Francesco Nicolia della Uilm e Brianza della Failms:“La mission possibile di AerMacchi a Venegono non è chiara e ci preoccupa per occupazione futura – il punto di vista di Nicolia – Nello stabilimento sono presenti esternelizzazioni ingenti sia nel civile che nel militare, per questo abbiamo chiesto all’azienda di attivare l’osservatorio regionale dove poter discutere per capire il futuro del polo produttivo di Venegono”.

“La carenza di informazioni ufficiali a fronte di segnali pratici portati dai delegati – aggiunge l’esponente Failms – ci porta a temere per il futuro di un sito di grande valore per capacità tecnologica e di competenze, capace di realizzare un processo di produzione completo. I segnali di oggi ci portano a ipotizzare dal nostro punto di vista uno scenario poco rassicurante. La mancanza di avvicendamento professionale non può che preoccupare: chi ha lavorato una vita acquisendo determinate professionalità non viene più rimpiazzato. Il rischio è che Venegono subisca un impoverimento cospicuo. Quale sarà il futuro di questo sito, che ha rappresentato moltissimo per il territorio? Non vorremmo vederlo mai trasformato in contenitore di bassa meccanica”.

In ultimo a mostrare le proprie preoccupazioni sono i componenti delle RSU, intervenuti per portare la propria esperienza diretta: “Un’azienda aeronautica non può avere piani industriali solo da un anno all’altro. I problemi che si possono lamentare per quanto riguarda i processi produttivi, poi, non sono risolvibili con gli straordinari o turnazioni più flessibili, ma sono legati ai componenti: per tre quarti le componenti dell’M346 vengono acquistate da altri stabilimenti, e spesso giungono a noi in ritardo, bloccando tutto il processo”.

10 giugno 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs