Lettere

L’esercito a Varese

CordìSe la Lega e i suoi comprimari, avendo in mano tutte le leve del potere, non sono riusciti finora a “salvare” Varese, perché dovrebbe riuscirci l’esercito?

Siamo seri! La mozione approvata l’altra sera in Consiglio è solo un mega spot elettorale, la cui efficacia è inversamente proporzionale al clamore mediatico. Infatti, la vera notizia è che in arrivo non è l’esercito ma soltanto la campagna elettorale. L’esercito non arriverà per una ragione molto semplice: Varese, contrariamente a quanto sostengono i suoi denigratori (paradossalmente gli stessi che la governano), è una città in cui “la pericolosità sociale” è ampiamente inferiore alla media. Lo ha sostenuto l’Assessore alla polizia locale, il leghista Piatti (sic!). Lo ha pure sostenuto chi alla tutela dell’ordine pubblico è preposto davvero: il Prefetto e il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Evidentemente ci sono ragioni propagandistiche e calcoli cinici che prescindono dai dati di fatto perché per loro ciò che conta e raccattare voti, costi quel che costi, anche speculando su timori e insicurezze reali e/o “percepite” non risolvibili con misure di ordine pubblico. Sia ben chiaro nessuno nega o sottovaluta gli episodi di violenza registrati in varie zone della città e con protagonisti diversi, ma – come ha riconosciuto lo stesso Assessore Piatti – in tutti i casi la presenza delle forze dell’ordine è stata sempre “pronta e tempestiva”. L’ennesima conferma che la mozione approvata è solo una becera strumentalizzazione, la cui efficacia e operatività è pari allo zero assoluto. 

Rocco Cordì

Consigliere comunale di Sel

 

 

10 giugno 2015
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Un commento a “L’esercito a Varese

  1. Giuseppe il 10 giugno 2015, ore 21:38

    L’esercito è solo sinonimo di apparente sicurezza, ma soprattutto di una città che non funziona…si possono cercare altre soluzioni come rendere più viva e vivibile la piazza stessa , spostando quelle che sono le normali manifestazioni estive dai giardini a piazza Repubblica o promuovendo ne di nuove. Ma evidentemente in questa amministrazione c’è chi prova piacere e trova conveniente a vedere una città in guerra.

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