Varese

Varese, L’esercito arriva in città. Sì del Consiglio comunale

esercitoAlla fine, il Consiglio comunale di Varese ha affrontato ieri sera, a cavallo di mezzanotte, il tema della sicurezza con due mozioni, una proposta da Nicoletti (Movimento Libero) e una da Mirabelli (capogruppo Pd): la prima è stata approvata, la seconda bocciata.

Una seduta, ieri sera, che aveva il tema sicurezza all’ultimo punto dell’ordine del giorno. Ma facciamo un passo indietro: in Commissione, rispetto alla richiesta della mozione Nicoletti di chiamare l’esercito a Varese, una parte del centrodestra, dall’assessore Piatti al presidente forzista D’Aula, si era espressa in termini preoccupati, ma più cauti, attenuando i toni polemici dei giorni immediatamente successivi all’aggressione agli agenti di Polizia davanti al bar di via Medaglie d’Oro e al presidio alla Caserma Garibaldi.

E’ accaduto lo stesso ieri sera in Consiglio comunale, con un assessore alla Sicurezza Piatti che ha rimesso il dibattito con i piedi per terra: “Varese non può essere definitiva una città insicura. Il numero di reati in città è più basso che in altre città”. Piatti ha rimarcato come “occorre distinguere tra sicurezza reale e sicurezza percepita, quest’ultima molto bassa”. L’esercito? “Può contribuire – ha detto Piatti – ad aumentare la sicurezza percepita”.

Lungo dibattito in Consiglio dove sono intervenuti i due promotori, Nicoletti e Mirabelli. E’ intervenuto anche il forzista Piero Galparoli, che ha proposto di unificare le due mozioni, ricevendo il no di Mirabelli, che ha ribadito che la presenza dell’esercito faceva la differenza. Invece, il Pd Mirabelli ha accettato la richiesta dell’assessore Piatti di trasformare una parte della sua mozione in “raccomandazione”: “Acconsento perchè ho sempre puntato ad un documento ampiamente condiviso”.

La mozione di Nicoletti, che chiede la richiesta dell’esercito a supporto delle forze dell’ordine, è stata approvata con 16 favorevoli, 6 contrari (Pd e Sel) e un astenuto, il grillino Cammarata che inizialmente aveva appoggiato la mozione di Nicoletti. Bocciata, invece, la mozione di Mirabelli: 9 i voti favorevoli (Pd, Ncd e Sel) e 10 i contrari, ma con 4 astenuti. Tra questi ultimi anche i voti dei due “ribelli di Forza Italia”, Battaglia e D’Aula, oltre al presidente del Consiglio, il forzista Puricelli, e al leghista Niada.

9 giugno 2015
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10 commenti a “Varese, L’esercito arriva in città. Sì del Consiglio comunale

  1. Bruno Belli il 9 giugno 2015, ore 10:24

    I nostri “governanti” locali non si sono accorti di una modestissimo fatto: che, votando per la presenza dell’esercito in città, hanno ammesso il completo fallimento dell’attuale amministrazione sul fronte della politica della sicurezza, evidentemente non essendo stati capaci, negli anni, nemmeno di prevedere un piano concreto da attuare in piena collaborazione con le forze dell’ordine e con la Prefettura.

    Senza contare, qui, lo sgradevole impatto dei militari mescolati alla gente civile, di fronte ai già pochi turisti che vengono in città (e che sono molti di meno rispetto a quelli che avrebbero creduto di annoverare gli entusiasti del fallimentare EXPO)

    L’esercito mette ordine: è vero. Ma ha anche suoi regolamenti che non c’entrano punto con la vita civile, ha un codice di procedura a sè stante (tanto che esistono i tribunali civili e quelli militari), ecc.ecc.

    Allora, da cittadino, chiedo questo ai nostri amministratori: perchè non vi dimettete tutti e lasciate il governo della città ai militari?
    Tra quanto li vorremo vedere anche a Roma, a Palazzo Chigi, a Palazzo Madama, al Quirinale?

    Di certo, per chiudere con una battuta (ma non ignorerei il significato della provocazione qui sopra), saremo sicuri che i treni saranno nuovamente in orario!!!

    Complimenti per l’ammissione del fallimento di un governo civile e della sottoscrizione entusiasta al grido squillante “Arrivano i colonnelli!!!

  2. Jane Bowie il 9 giugno 2015, ore 13:01

    Sicurezza percepita versus reale, l’esercito non è necessario né serve, né c’è un reale problema, ma siccome percepiamo tutti il non problema come problema, la presenza di soldati armati ad ogni angolo ci farà sentire che viviamo in un posto sicuro dove il cittadino può circolare indisturbato… Oh yeah.

  3. rosa malnati il 9 giugno 2015, ore 14:07

    Propongo il coprifuoco dalle 21,00 alle 6,30 del mattino

  4. Daniele Zanzi il 9 giugno 2015, ore 19:32

    questi amministratori hanno fallito anche su questo punto. Fatti nessuno, parole e demagogia tante. Allo sbando completo e senza idee su come uscirne

  5. Anna Villa il 9 giugno 2015, ore 19:46

    quello che non serve in generale (GENERALI, COLONNELLI ETC.) è l’esercito in un paese che nella Costituzione si dichiara contro la guerra. Invece non si capisce quante forze di diverse polizie giustifichino poltrone di comando in misura esagerata. Magari una sola polizia locale – una sola – che riunisca tutte le divise presenti sul territorio? Magari con un concetto di locale che vada oltre il confine comunale. E una nazionale – una sola, efficiente e snella – che si occupi di reati anche finanziari? Non sto inventando niente: è più o meno quello che succede in tutti gli altri stati. Per i costi si potrebbe risparmiare qualcosa su parate e commemorazioni e garantire turni di lavoro per un numero adeguato di operatori, giustamente remunerati, h24.

  6. rosa malnati il 9 giugno 2015, ore 20:39

    Il mio post precedente credo che si sia capito che aveva un carattere ironico.Tuttavia vorrei far conoscere i numeri degli Agenti di Polizia in Italia rispetto ad alcuni paesi Europei. In Italia vi sono 278.461 operatori Germania 243.201 Francia 184.577 Spagna 181.110 Questi paesi hanno un territorio piu’ vasto rispetto a l’ Italia Considerando che sono stata turista in questi paesi o potuto apprezzare il grado di sicurezza, in considerazione dell’organizzazione delle forze di Polizia. Credo che sia arrivato il momento di avere una Polizia unica con un unico comando senza disperdere risorse.

  7. Anna Villa il 10 giugno 2015, ore 22:07

    Non è nuova:
    Una societa’ italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in
    una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini. Entrambe le squadre si
    allenarono e quando arrivo’ il giorno della gara ciascuna squadra era al
    meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un
    chilometro. Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
    Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e
    mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema. Il gruppo
    di progetto scopri’ dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini
    ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che
    remava e sette che comandavano. In questa situazione di crisi il management
    dette una chiara prova di capacita’ gestionale: ingaggio’ immediatamente una
    societa’ di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.
    Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che
    nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare.
    Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare
    immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro
    comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei supervisori e uno ai
    remi. Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore:
    “Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli piu’ responsabilita’”.
    L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri. La
    societa’ italiana licenzio’ immediatamente il rematore a causa degli scarsi
    risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante cio’ pago’ un bonus al gruppo
    di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva
    dimostrato. La societa’ di consulenza preparo’ una nuova analisi, dove si
    dimostro’ che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione
    era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato. Al momento la
    societa’ italiana e’ impegnata a progettare una nuova canoa.

  8. martino pirone il 11 giugno 2015, ore 00:51

    Questi consigleri hanno fatto i conti senza l’oste ! Ma hanno chiesto al Prefetto se è disposto a chiedere l’intervento dell’esercito ? Eppue son tutti amministratori navigati ! Possibile che non sanno che la legge consente al Prefetto di chiedere l’intervento dell’esercito in caso di pubbliche calamità ed altri eventi eccezionali ?

  9. Roberto Gervasini il 13 giugno 2015, ore 20:42

    Era ora! L’Esercito finalmente arresterà i tre minorenni che da anni imbrattano il centro di Varese, devastano vetrine, incendiano cestini. Ci vuole piu’ sicurezza, è vero! Adesso siam finalmente sicuri che dopo il proficuo lavoro delle ronde notturne degli scorsi anni, l’esercito completerà l’opera. So che è già in marcia verso Varese dal 24 maggio. Roberto Gervasini

  10. giovanni Dotti il 14 giugno 2015, ore 09:15

    Troppi corpi di sicurezza diversi con compiti analoghi, troppi colonelli e generali e troppo poca truppa sulle strade (e molta imboscata negli uffici). Quando si unificheranno riducendo le spese per i capi e aumentando quelle per la truppa? Solo così, mettendoci al livello degli altri Stati europei potremo avere un sistema di sicurezza migliore con minor spesa……Campa cavallo…….

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