Varese

Varese, Finalmente si ricorda il grande Floriano Bodini, lo scultore del papa

Da sinistra Bodini, Del Nero e Della Porta Raffo

Da sinistra Bodini, Del Nero e Della Porta Raffo

Finalmente un’iniziativa per ricordare Floriano Bodini, grandissimo artista di cui si celebrano i dieci anni dalla morte. Ieri un “Omaggio” è stato inaugurato in Sala Veratti, a cura di Ubaldo Rodari e per la cura dell’associazione Varese Può, alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura, Simone Longhini.

In mostra una serie di opere grafiche con diversi soggetti, opere realizzate dallo scultore dagli anni Cinquanta sino agli anni Ottanta, epoca in cui inizia un nuovo percorso artistico con varie committenze di monumenti e opere pubbliche. Si è dato spazio, insomma, a quella stagione che ha dato vita all’opera di un grande maestro, che non viene studiato e apprezzato come meriterebbe.

Introdotti da Chiara Del Nero, presidente di Varese Può, con accanto Mauro della Porta Raffo, presidente onorario dell’associazione culturale varesina, alcuni interventi. Tra di essi anche le parole del fratello dell’artista, Arturo Bodini.

“In ogni campo dell’arte – ha detto il fratello -, compreso quello della grafica, le opere erano per Floriano più significative, più fondamentali più di quanto molti pensassero. Opere d’arte che in questa piccola mostra sono riproposte come attestato alla sua memoria”. Ma come poi ammette Arturo al termine dell’inaugurazione della mostra, “Floriano Bodini è stato spesso dimenticato, soprattutto perchè l’arte contemporanea ha preso altre strade. Un artista anomalo, mio fratello, che alla statua lignea di Paolo VI lavorò per ben due anni”. Arturo sottolinea soprattutto il lungo rapporto con Montini, nato a Milano all’epoca in cui Montini divenne arcivescovo. “Quando arrivò a Milano le suore Marcelline regalarono a Montini un quadretto di mio fratello – racconta Arturo -. Volle conoscere le altre opere e così, grazie a monsignor Macchi, andò a Villa Clerici a Milano e da lì iniziò l’importante rapporto”. “La religiosità dell’opera di mio fratello nasce dal fatto che fu scelto da un papa, un fatto assai anomalo”. Bodini ricorda infine un giudizio del critico Vittorio Sgarbi: “Con Floriano Bodini si chiude il Novecento”.

L’attività dell’artista fino all’82 sarà documentata da un volume curato dal fratello che avrà per titolo “L’ansia della ricerca di Floriano Bodini”, che sarà presentato il 2 luglio esattamente a dieci anni dalla morte. Altre iniziative che celebrano lo scultore l’incontro tenuto il 25 giugno alle ore 18 al Museo Baroffio al Sacro Monte da Laura Marazzi sulle opere di Bodini. Il 27 giugno in programma un altro evento al Museo Bodini di Gemonio, mentre il 5 luglio verrà dedicata una piazza di Azzio allo scultore, che in quel paese ha abitato.

 

7 giugno 2015
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