Varese

Varese, Tutti parlano di primarie del centrosinistra. Ma il centrodestra che farà?

piazzamontegrappaTutti parlano delle primarie del centrosinistra in vista delle prossime amministrative di Varese in programma nella primavera 2016. C’è stato il passo indietro dell’onorevole Marantelli. Il primo auto-candidato, Dino De Simone, già presentatosi ai media, e che oggi inizierà il suo giro nei quartieri. E poi il segretario cittadino Pd Luca Paris – che sta conducendo una serie di incontri con Sel, Nuovo Centro Destra, movimenti civici – , il quale ha confermato che si è deciso per primarie di coalizione.

Sì, ma il centrodestra? Che farà il centrodestra in vista delle prossime amministrative? Dopo l’ultima tornata di elezioni nelle regioni, un terremoto si è prodotto da quelle parti, con una Forza Italia in estrema difficoltà e il Carroccio di Salvini premiato dagli elettori, ma che non sembra al momento capace di fare da calamita di un’ampia coalizione che lo incoroni premier al posto dell’ex Cavaliere. Una grande mutazione appare sotto il cielo dell’ex Pdl, un’area importante, da un punto di vista elettorale, certamente decisiva anche nella città giardino.

E tuttavia, a Varese, ancora non è dato sapere cosa accadrà nel centrodestra. Qualche nome di candidato sindaco è girato nei mesi scorsi: qualche nome più partitico, qualche nome più civico. Ma spesso i  nomi pronunciati prima sono destinati ad essere bruciati dopo. Il centrodestra varesino si trova in un atteggiamento attendista, forse in attesa di capire quale opzione – soprattutto in termini di alleanze – si farà dall’altra parte. Ma di primarie – o di strumenti analoghi di partecipazione popolare – il centrodestra non parla in vista del dopo-Fontana. Un silenzio assordante.

C’è da chiedersi: il centrodestra sarebbe in grado, a Varese, di organizzare primarie per scegliere il candidato sindaco? Forza Italia, il Carroccio e altri ancora (si parla a Varese di liste civiche pronte a scendere in campo a sostegno del candidato di centrodestra) potrebbero confrontarsi con primarie, che corrono sempre il rischio di dare vita a polemiche e provocare scontri, prestarsi a critiche e rivelare limiti, ma certamente sono più trasparenti di altri percorsi. Per usare le parole di Alfieri: “i tre o quattro che decidono per tutti”.

Non è possibile dimenticare che Varese non è soltanto una questione cittadina, ma regionale, e – soprattutto dal punto di vista della Lega – nazionale. E dunque è più che lecito domandarsi: Salvini e Berlusconi consentirebbero scelte autonome del territorio oppure faranno come Matteo Renzi che, con i suoi candidati, è riuscito ad essere “asfaltato” (per usare il colorito linguaggio renziano) in Veneto e, soprattutto, in Liguria? Un quesito interessante, e che presto dovrà ricevere una risposta. Attesa, ne siamo certi, da tutti, ma soprattutto dagli elettori del centrodestra.

Andrea Giacometti

5 giugno 2015
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