Duno

Duno, Si celebra l’anniversario della Battaglia del San Martino

Rastrellamento sul San Martino

Rastrellamento sul San Martino

Presentata questa mattina a Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, la Celebrazione del 72° anniversario della Battaglia del San Martino, in  programma domenica prossima 7 giugno a partire dalle ore 9 al Monte San Martino (Duno).

Ecco il programma della manifestazione: 9.00 Ritrovo dei partecipanti al Sacrario del San Martino; 9.30 Cerimonia dell’Alzabandiera; S. Messa celebrata dall’Arciprete Gianluigi Bollini; interventi di Giovanni Damia – Sindaco del Comune di Duno, Gunnar Vincenzi – Presidente della Provincia di Varese,  Paolo Enrico – Presidente della C.M. Valli del Verbano. La commemorazione è a cura di Giuseppe Mascherpa; 12.00 chiusura manifestazione. Sarà presente la Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Capolago. Cerimoniere: Guido Calori. La strada in discesa dal Sacrario a Duno sarà chiusa fino alle ore 11.30. La manifestazione in caso di cattivo tempo si terrà nella sala polivalente del Comune di Cuveglio.

Presentando l’iniziativa è intervenuto Alberto Tognola, consigliere provinciale alla Cultura: «Riuscire a organizzare questa commemorazione era uno dei nostri obiettivi, poiché rappresenta un momento importante della storia del nostro paese. La Battaglia del San Martino fu la prima azione contro il nazifascismo nella nostra provincia e uno degli episodi dal quale scaturì la Resistenza. Per questo è importante ringraziare tutti coloro che ci hanno dato un aiuto in fase organizzativa, ovvero l’Anpi, le due aziende private di Daverio, l’amministrazione provinciale per la sistemazione della strada che porta al San Martino, la polizia provinciale e quella locale, che saranno in servizio nel giorno della commemorazione».

E’ intervenuto anche Sergio Ghiringhelli, assessore di Varese: «Il San Martino va ricordato perché rappresenta lo spunto della Resistenza italiana al nazifascismo. In quel momento, infatti, non era certo facile aggregare forze contro i nazifascisti e alla battaglia, oltre ai militari, diedero il loro contributo anche i cittadini e i partigiani».

Dopo l’otto settembre del 1943 nelle fortificazioni della linea “Cadorna” presenti sul S. Martino si costituì una delle prime formazioni partigiane a carattere prettamente militare. La composizione del gruppo era costituita da soldati sbandati del disciolto Regio Esercito e dai renitenti alla leva della Rsi  a cui si erano aggregati alcuni prigionieri di guerra di diverse nazionalità, fuggiti dai campi di prigionia. Il gruppo risulta pertanto essere assai composito per formazione culturale, politica, estrazione sociale e convinzione religiosa ma, di necessità virtù, il fine comune elimina ogni differenza. Comandava il Gruppo il Ten. Col. Carlo Croce uff. di complemento dei Bersaglieri, coadiuvato da 9 ufficiali,170 uomini effettivi suddivisi in tre compagnie. L’esatta denominazione del Gruppo era Esercito Italiano – Gruppo Cinque Giornate San Martino di Vallata-Varese. E aveva come motto “Non si è posto fango sul nostro volto”. La parte della montagna da loro presidiata fu dichiarata dal Col. Croce “Zona d’onore”. Il rastrellamento e la conseguente battaglia che i nazifascisti scatenarono per eliminare la formazione, durò circa tre giorni. Furono impiegati circa 3000 soldati e tre bombardieri, di cui uno abbattuto subendo comunque nel corso della battaglia pesanti perdite: 240 soldati tra morti e feriti. Il Gruppo Cinque Giornate ebbe un morto in combattimento e due feriti. Purtroppo trentacinque partigiani furono fatti prigionieri torturati selvaggiamente e poi fucilati, subito dopo la battaglia altri sette furono individuati successivamente a seguito di delazione. In totale le perdite furono di 42 morti. L’episodio del S. Martino va ricordato non solamente a livello locale e provinciale, ma l’importanza dell’avvenimento e la sua fattispecie travalicano i limiti territoriali assumendo un più consono carattere nazionale, poiché fu il primo vero tentativo di opporsi apertamente in modo militarmente organizzato, al fascismo, alla invisa Rsi  e contro l’invasore germanico. Esso fu una tessera fondamentale di quel grande mosaico resistenziale che successivamente porterà le forze partigiane, dopo due anni di sofferenze, lutti e privazioni, alla Vittoria del 25 aprile 1945 con la conseguente nascita della Repubblica Italiana e della sua Costituzione.

 

4 giugno 2015
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