Busto Arsizio

Assemblea Univa, Brugnoli: le infrastrutture? Come un quadro di Escher

Giovanni Brugnoli

Giovanni Brugnoli

Lunga e articolata la relazione del presidente uscente dell’Unione industriali di Varese, Giovanni Brugnoli, nel corso dell’Assemblea generale che si è tenuta questa mattina a Malpensafiere. Come accade ogni anno, la relazione del presidente investe i grandi temi dell’economia e dello sviluppo, ma anche la situazione del territorio della nostra provincia.

Brugnoli intravvede un bagliore alla fine del tunnel della crisi: “Stiamo uscendo, seppur lentamente, dalla crisi economica che ci ha coinvolto in questi ultimi sette anni, anche se, come Sistema Paese, sarà ancora lunga la strada per ritornare ai livelli di produzione precedenti”. Una visione che non cede tuttavia al  pessimismo: “In termini di PIL siamo l’ottava potenza mondiale a valori correnti, ma siamo al quinto posto per surplus commerciale manifatturiero del mondo. Significa che le imprese fanno miracoli”.

Promosso da Brugnoli il Jobs Act di Renzi, che “ha avuto il merito di armonizzare la legislazione italiana a quella prevalente negli altri Paesi europei”. E porsitivo il giudizio del presidente uscente sui rapporti sindacali: “Devo sottolineare in questa prospettiva il rapporto intenso, spesso difficile, ma sempre costruttivo con le parti sindacali, con le rappresentanze dei lavoratori 12 della nostra provincia. Un rapporto sicuramente dialettico, ma lontano dai vecchi schemi della conflittualità”. Per Brugnoli “la logica del dialogo, lo riconosco molto volentieri, ha accompagnato in questi anni difficili il confronto tra noi imprenditori e i sindacati. Un dialogo aperto e costruttivo”.

Ma con il tema delle infrastrutture sono arrivate le dolenti note: “Salutiamo con piacere la conferma della Pedemontana tra le opere strategiche del nuovo Piano nazionale delle opere pubbliche, ed auspichiamo che, oltre all’inserimento del nome, ci sia anche l’indispensabile garanzia delle disponibilità di finanziamento”. Ma per quanto riguarda l’Arcisate-Stabio, Brugnoli ha parlato di una “incredibile vicenda”, con una vicenda in cui “i lavori sono ancora bloccati da procedure infinite, mentre tra pochi mesi la Svizzera inaugurerà la galleria ferroviaria più lunga del mondo”. “Preoccupazioni” desta anche il futuro di Malpensa.

Lapidarie le parole di Brugnoli: “La politica delle infrastrutture e dei trasporti non ha ancora trovato quel coordinamento che dovrebbe essere indispensabile perché la parola intermodalità non sia solo un’espressione astratta. A volte in tema di infrastrutture ho la sensazione di vivere in un quadro di Escher. Uno di quei quadri in cui le scale non trovano mai un collegamento reale”.

Molti passi restano da fare anche per le infrastrutture immateriali: “L’Italia digitale è ancora uno slogan; qualcosa si è indubbiamente fatto, ma sulla diffusione della banda larga l’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa”.

A comclusione del suo intervento, il presidente uscente dell’Unione industriali ha fatto una “esortazione forte a ritrovare l’orgoglio di costruire insieme il nostro futuro. Penso di avere ricordato oggi esempi certi di un orgoglio che trova una sua ragione di essere in ciò che noi facciamo e in come lo facciamo”.

 

 

 

3 giugno 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs