Varese

Varese, Il deputato Marantelli si chiama fuori dalla corsa per Palazzo Estense

Il deputato Pd nel corso della conferenza stampa

Il deputato Pd nel corso della conferenza stampa

“Caro Luca, so che ti stai impegnando a fondo per guidare il Pd e portarlo alla vittoria nelle prossime elezioni amministrative…”. Inizia così la lettera indirizzata al segretario cittadino Pd, Luca Paris, dal deputato varesino Daniele Marantelli per chiamarsi fuori dalla corsa alla conquista di Palazzo Estense. L’ha resa pubblica lo stesso deputato nel pomeriggio presso Schiranna in Festa, la festa democratica in corso alla Schiranna.

Una mossa a sorpresa, che non mancherà di suscitare reazioni e polemiche, soprattutto tra coloro che, nel Pd e nel centrosinistra (ma certamente anche nel centrodestra), consideravano il deputato Pd un candidato credibile e moderato, di esperienza e con una grande conoscenza del territorio, in grado di dare del filo da torcere al centrodestra al governo in città da più di vent’anni e al candidato per il dopo-Fontana, una scelta non semplice considerati i contrasti tra Carroccio e Azzurri.

Ma ecco come Marantelli nella lettera racconta i motivi della sua scelta. Il deputato, che si era dichiarato disponibile nel marzo scorso, nella lettera diffusa oggi fa riferimento ad un colloquio avuto con il segretario cittadino del Pd: “Nel nostro colloquio di mercoledì scorso, avendo tu potuto, nel frattempo, compiere delle valutazioni più meditate, mi hai comunicato che il partito ritiene che, per vincere le elezioni il prossimo anno, occorre privilegiare candidature nuove rispetto a quelle più tradizionali”. Più avanti, nella stessa lettera, Marantelli fa riferimento al fatto che “esistono già, per adesso, tre candidature innovative”.

Dunque, Marantelli non parteciperà alle primarie che il Pd ha annunciato per il prossimo autunno. Marantelli ha rimarcato, nel corso della conferenza stampa del pomeriggio: “Non sono uno che si autocandida, sono un uomo di squadra”. Il deputato Pd ha criticato “eccessi di individualismo, calcoli personali”, fenomeni “di cui i cittadini si accorgono e danno giudizi severi”. Un’uscita di scena clamorosa, che lascia campo libero ai tre esponenti Pd che, pur non avendo ancora ufficializzato la loro corsa alle primarie, sono scesi in campo: Dino De Simone, Andrea Civati e Davide Galimberti. Tre personalità “innovative” alle quali, in futuro, potrebbero aggiungersene altre.

 

1 giugno 2015
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