Varese

Varese, Il Consiglio provinciale adotta lo Statuto. Poi escono le minoranze

 

Il Consiglio provinciale di Varese

Il Consiglio provinciale di Varese

Il Consiglio provinciale ha adottato il nuovo statuto della Provincia di Varese con voto unanime. «Ora – ha dichiarato il consigliere provinciale Alfonso Attardo – lo Statuto verrà portato per l’approvazione finale all’Assemblea dei sindaci. Il testo è stato ampiamente condiviso con tutti gli amministratori comunali durante 8 incontri sul territorio. Abbiamo lavorato in maniera positiva anche nella Commissione Statuto con i consiglieri di minoranza. Lo Statuto prevede la possibilità per l’assembla di individuare le zone omogenee così da poter amministrare meglio il territorio. E infine questo strumento dà la possibilità ai sindaci di avere un ruolo attivo e di partecipazione».

Il Presidente della Provincia Gunnar Vincenzi ha concluso: «Abbiamo fatto un lavoro molto proficuo e soprattutto condiviso. E proprio la condivisione su una questione istituzionale come è l’adozione dello statuto dà ancor più forza a questo importante strumento». Dopo l’approvazione dello statuto i tre consiglieri di minoranza presenti sono usciti dall’aula e non hanno partecipato alla discussione dei successivi punti all’ordine del giorno.

Per quanto riguarda la rinegoziazione dei mutui Cassa depositi e prestiti il consiglio provinciale, con voto unanime della maggioranza ha votato la rinegoziazione di 204 mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti dalle precedenti amministrazioni. «Un’operazione – ha spiegato il consigliere provinciale incaricato Laura Cavalotti – che ci consente di acquisire disponibilità sulla spesa corrente, fondamentale per poter predisporre il Bilancio di previsione. Questa operazione garantisce un’economia di 6 milioni di euro per l’anno 2015 e dal 2017 un’economia di 1 milione di euro annui. Evidenzio un dato: il costo complessivo delle rate di ammortamento (interessi capitali) dei mutui grava sulla spesa corrente per 16 milioni di euro l’anno».

Affrontata anche la nomina dei componenti e del presidente del Cda dell’Agenzia Formativa della Provincia. Il Consiglio provinciale ha nominato il nuovo cda dell’Azienda speciale Agenzia formativa della Provincia di Varese, che sarà così composto: Benedetto Di Rienzo Presidente; Alessandro Bonfanti e Cinzia Milan consiglieri. «Esprimiamo grande soddisfazione per il lavoro svolto dagli uffici della Provincia di Varese – hanno dichiarato i capigruppo di maggioranza Paolo Bertocchi e Marco Magrini – e vogliamo sottolineare che le persone individuate hanno un profilo professionale di alto livello e adeguate competenze per poter svolgere al meglio questo delicato e importante incarico, inerente la formazione professionale. Una scelta che conferma la volontà di questa amministrazione di procedere alla nomina di rappresentanti con spiccate competenze professionali».

All’ordine del giorno anche lo scioglimento e la messa in liquidazione dell’Agenzia del turismo. La maggioranza con voto unanime ha votato lo scioglimento e la liquidazione l’Agenzia del turismo. «E’ l’atto che porta a compimento un percorso intrapreso da questa amministrazione fin dall’insediamento – ha dichiarato il capogruppo di maggioranza Paolo Bertocchi – L’Agenzia del turismo non poteva più essere mantenuta e il bilancio del 2014 è stato chiuso in passivo di oltre 60 mila euro. Oggi la visione del turismo in provincia di Varese deve essere rivista, riprogrammata in maniera compatibile con il nostro territorio e in sinergia con Camera di commercio».

Infine approvato il Piano delle Alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2015-2017. «Oggi votiamo il piano che ci permetterà di fare un riordino, una migliore gestione e valorizzazione del patrimonio dell’Ente. Ci siamo chiesti quali sono i beni davvero strumentali allo svolgimento delle funzioni che ci verranno assegnate. I nostri uffici hanno fatto una ricognizione dettagliata su tutti i nostri beni immobili e il piano comporta l’individuazione, sulla base della normativa in materia, di beni non strategici per un Ente di Area vasta (appartamenti, capannoni, ville, box auto, ex caserme). Provincia di Varese non svende alcun “gioiello di famiglia”: Villa Recalcati, Santa Caterina, il Chiostro di Voltorre, la Badia di Ganna, il Monastero di Cairate, Santa Maria Foris Portas non sono stati inseriti nell’elenco poiché è nostra intenzione continuare a valorizzarli. Altra cosa invece sono gli immobili da valorizzare come l’ex Palazzina Apt, il rifugio San Martino e la Casa del pittore di Arcumeggia. Le caserme di carabinieri e vigili del fuoco di proprietà della Provincia sono invece state candidate per l’inserimento nel fondo immobiliare del Mef. Ora parte un iter che porterà lo Stato a fare un’offerta e la Provincia valuterà la convenienza della cessione anche alla luce del canone di locazione e delle spese di manutenzione. Questo documento, come da legge, sarà allegato al Bilancio ed entrerà in vigore solo dopo il parere dell’Assemblea dei sindaci. Oggi non ha più senso che un Ente di secondo livello come la Provincia debba essere proprietaria e mantenere immobili la cui gestione dovrebbe competere allo Stato o ville disabitate e inutilizzate. Tutti gli eventuali introiti dovranno essere impiegati per la riduzione dell’indebitamento della Provincia, che in Lombardia è quella più esposta dopo la Città metropolitana di Milano».

29 maggio 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs