Varese

Varese, E’ qui l’eccellenza. Storie di imprese di successo a “Panorama d’Italia”

Un momento del confronto in Salone Estense

Un momento del confronto in Salone Estense

Una vetrina di eccellenze varesine il dibattito organizzato, a Palazzo Estense, dal tour “Panorama d’Italia”. Un confronto dal titolo “Un incontro di eccellenze” che ha presentato il meglio dell’imprenditoria locale, delle idee di intrapresa, delle avventure che portano il “made in Varese” in giro per il mondo.

Il dibattito è stato aperto, questa mattina, dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, che il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, ha definito una “eccellenza amministrativa”: “Un’occasione, questo confronto, per affrontare temi che speso tocchiamo solo indirettamente, in qualche intervista, e che qui sono al centro dell’attenzione. Varese è un luogo di eccellenze – ha rimarcato il primo cittadino -, in vari campi imprenditoriali, dall’aeronautica alla moda”. Tre le parole-chiave di Fontana per ripartire dopo la crisi: creatività, innovazione e grande determinazione. Il sindaco ha ricordato l’accordo sul Ponte generazionale sottoscritto da Regione e Unione industriali. “Una bella iniziativa”, ha commentato Fontana.

Per l’assessore al Turismo del Pirellone, Mauro Parolini, “c’è poca consapevolezza, poca capacità di raccontare” le eccellenze, non solo quelle d’impresa, ma anche quelle naturali e culturali. Parolini ha sottolineato l’importanza dei bandi regionali sull’attrattività che riguardano Varese, un risultato concreto di grande importanza relativo a capoluogo e Varesotto. “Un gioco di squadra tra commercio, cultura, turismo, industria dell’alimentazione capace di rilanciare l’attrattività di Varese”. E, sul fronte del gioco di squadra, l’assessore Parolini ha lanciato un interessante progetto: “lanceremo un distretto interregionale dei laghi, mettendo insieme regioni diverse, con un progetto capace di competere in un mercato globale”.

Di spessore e ricco di informazioni l’intervento del leader di Univa, Giovanni Brugnoli, che tra pochi giorni lascerà l’incarico nell’Assemblea generale Univa a Malpensafiere. Brugnoli è partito dai dati della crisi: “una congiuntura tremenda” che ha colpito duro, ma che il nostro territorio è riuscito ad affrontare a testa alta. “Il mix vincente? – si è chiesto il presidente Univa -. L’humus del territorio e una gran voglia di fare degli imprenditori”. Insomma, con Varese non si scherza, con la sua capacità di stare all’11° posto delle province manifatturiere su 35. Resta il fatto che non si lavora, come sistema-Paese, per l’impresa. Tanti i lacci lacciuoli burocratici, il peso fiscale, i costi dell’energia. Eppure qui l’impresa non si arrende e così Univa, che ha affiancato l’impresa per favorire “un atteggiamento più dialogante con il sistema bancario e un confronto positivo con le organizzazioni sindacali”.

Dopo l’intervento di Paolo Provenzi, direttore del quotidiano locale “La Prealpina”, che ha sottolineato preoccupazioni e difficoltà delle imprese sul territorio, a partire da crisi pesanti come quella Whirlpool, hanno preso la parola due imprenditori di successo, Luca Spada, presidente di Ngi-Eolo, e Angela Missoni, direttore artistico della grande casa di moda di Sumirago.

Un racconto suggestivo, quello di Spada, una vera avventura imprenditoriale capace di mixare coraggio, rischio, risultati e prospettive future. Sollecitato dalle domande del direttore Mulè, Spada ha raccontato la scelta di realizzare infrastrutture alternative a quelle di Telecom, con la finalità di raggiungere anche le aree difficilmente raggiungibili per cause morfologiche. Un’impresa capace anche di andare oltre il socio straniero (British Telecom) per restare “a capitale interamente italiano”. Ma Spada, dopo analisi e considerazioni, lancia un tema di grande interesse: “una volta superato il digital divide da un punto di vista strutturale, occore superare il digital divide culturale”. E l’approdo in Borsa? “Sì, ci pensiamo, forse tra tre anni, non abbiamo l’ansia di buttarci in Borsa per poi vendere: siamo vecchio stile pur occupandoci di un settore ad alta innovazione”.

Angela Missoni, direttore artistico della Missoni, testimonia una storia d’impresa famigliare, in cui ancora oggi “figli e nopoti amano l’azienda come amano la loro famiglia. Per noi l’azienda è ancora un pezzo di casa”. Una storia che Angela racconta rimarcando che “non è stata una nostra priorità ingrandirci, ma per noi è sempre stato fondamentale fare un prodotto di qualità, difendere un nome e una tradizione in tutto il mondo”. Certo, non mancano le difficoltà e la fatica di continuare, sopratutto in tema di burocrazia: “Se per un operaio devi avere un impiegato, è dura”. 

29 maggio 2015
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