Varese

Flessibile e innovativo, il modello Varese per l’impresa a “Panorama d’Italia”

Il dibattito nell'Aula Magna dell'Insubria

Il dibattito nell’Aula Magna dell’Insubria

A “Panorama d’Italia”, il tour che si sta svolgendo nella città giardino alla ricerca delle eccellenze del territorio, questa mattina è andato in scena nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria il mondo dell’economia e dell’impresa, soprattutto quella più innovativa e capace di guardare oltre confini. “Le strade della crescita: industria turismo e logistica, il modello Varese per l’Italia” è il confronto serrato che si è svolto alla presenza degli studenti dell’Istituto Newton che si sono aggiudicati la vittoria nel concorso Cento libri per una scuola.

“Nessuna discussione accademica – esordisce il direttore di Panorama, Giorgio Mulè – , ma un confronto su cose pratiche”. Uno sguardo, insomma, al mondo delle imprese “made in Varese”, alle loro esperienze, alle vittorie e alle difficoltà.

Sta al professor Fabrizio Dallari, direttore del centro ricerca logistica del Liuc di Castellanza, a iniziare a percorrere la strada dell’eccellenza, e lui fa riferimento ad un settore in forte crescita, quello della logistica. Con esempi concreti: il terminal ferroviario Busto-Gallarate e Malpensa. E’ lui che indica negli “orchestratori di flussi” le nuove figure ricercatissime sul territorio. Un settore che vede le imprese progettare investimenti triplicati a Malpensa (è il caso di FedEx).

Sulla logistica impalpabile delle reti, interviene invece Maria Cristina Farioli, direttrice Marketing di Ibm Italia, che fotografa l’impresa del futuro come “un’azienda flessibile che dipende da input e ordini di consumatori e imprese. Il tutto basato sulla connettività digitale”. Ma è la frontiera della “sharing economy” la vera frontiera dei prossimi decenni.

Non sono mancati interventi più critici sulla condizione attuale. E’ stato il caso di Giorgio Girelli, vicepresidente di MV Agusta, che ha rimarcato l’assoluta assenza di politiche industriali in Italia: “Bisogna essere eroi, in questo Paese, per fare impresa”. Non solo: manca anche il sostegno alle filiere industriali, un elemento propulsivo indispensabile.

Nel corso dell’incontro, ad arricchire il mosaico delle esperienze d’impresa, anche gli interventi di Pietro Modiano, presidente Sea, Giancarlo Morandi, presidente Cobat, Ignazio Parrinello, presidente Finlombarda, Rosario Rasizza, ad Openjobmetis, Giovanni Valotti, presidente A2A.

 

28 maggio 2015
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