Varese

Varese, Alla presentazione del libro di Spartà un pubblico da sold out

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

Sold out per la presentazione del libro di Gianni Spartà “Tutta un’altra storia. Non è vero che a Varese non succede mai nulla”. Pubblico delle grandi occasioni che ha invaso tutti gli spazi a Villa Recalcati, e che ha assistito con interesse l’evento, introdotto dal giornalista Diego Pisati, firma di punta del quotidiano “La Prealpina”, che in apertura ha citato alcuni esempi cinematografici, che dimostrano come Varese sia stata scelta come location di prestigiose pellicole, come nel caso de “Il capitale umano” di Virzì.

Esordisce lo scrittore Roberto Gervaso che dichiara “adoro Varese, in cui sono venuto per la prima volta una cinquantina di anni fa”. Una Varese che Gervaso racconta tra operazioni chirurgiche subìte all’ospedale, consigliato dall’ex presidente Cossiga, e avventure erotiche al Palace Hotel. Per quanto riguarda il libro di Spartà, Gervaso è apodittico: “Un libro importante scritto da uno dei pochi giornalisti che non mi fanno vergognare di essere un giornalista, scritto con chiarezza, vivacità e onestà. Un libro che va posposto solo al Kamasutra”.

Il sindaco Attilio Fontana ha invece rivolto i riflettori sulla Lega. Come ha detto Fontana, “al di là del leghismo folcloristico, c’è chi si da da fare, lavora per il suo territorio. Come sindaco leghista mi preoccupo del territorio e dei cittadini, con una grandissima determinazione verso il bene comune”. Fontana ha rimarcato che “essere persone serie e impegnate: questo vuol dire essere leghisti. La Lega è stata l’unica vera invenzione politica degli ultimi 20 anni, capace di coinvolgere nella politica gente normale”.

Presente anche il presidente della Regione, Roberto Maroni, che a sua volta è tornato sulla Lega delle origini, quando per la prima volta ha messo piede a Palazzo Estense: “Il libro inizia con il 13 dicembre 1992, con le elezioni comunali a Varese, quando nel giro di due anni siamo passari dal 10% al 43%. E’ lì che è cambiata la storia. E da allora Varese ha un sindaco espressione della Lega e così vogliamo continuare”. Maroni ha chiuso dicendo: “Il libro è un tributo a Varese, e qui la Lega c’è e resta un movimento politico che può dare ancora moltissimo sul fronte del cambiamento”. 

Il magistrato-scrittore Giuseppe Battarino ha evocato alcuni importanti momenti della sua carriera professionale, che rientrano nel libro. In particolare, Battarino ha ricordato il decreto di archiviazione del caso relativo a Lidia Macchi (“certamente, pur senza conoscerla, l’avrò incontrata nei chiostri della Cattolica dove anch’io ho studiato”) e la sentenza di assoluzione di due imputati legati a tangentopoli. Un cenno infine al giudice Pierantozzi, di cui Battarino ha ricordato la definizione di Varese come Circe che conquista e fa restare qui.  

Anche l’autore Gianni Spartà ha preso la parola sottolineando che il libro non parla solo di Lega e tangentopoli, ma è dedicato anche al tanto di bene che si fa in questa città. Significative anche le storie imprenditoriali come quella di Rosita Missoni. Chiusura con Gunnar Vincenzi, presidente della Provincia: da lui il ricordo è andato a due personaggi, Laura Prati e l’avvocato Vincenzo Ciappina. “E’ giusto ricordarli in un momento in cui c’è bisogno di legalità e rispetto delle regole”.

 

 

25 maggio 2015
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