Varese

Varese, Salita al Sacro Monte per i cristiani perseguitati nel mondo

sacromonteeeeeVerrà dedicata «ai martiri nostri contemporanei» la Veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio, «in Italia e in tutte le comunità del mondo che vorranno aderire». Lo rende noto la Conferenza episcopale italiana, ricordando le recenti parole rivolte da papa Francesco ai membri della Commissione internazionale anglicana-cattolica: «Esiste un legame forte che già ci unisce, al di là di ogni divisione: è la testimonianza dei cristiani, appartenenti a Chiese e tradizioni diverse, vittime di persecuzioni e violenze solo a causa della fede che professano».

«Si tratta – ricorda la Cei – solo dell’ultimo intervento del Papa in ordine alla tragedia di tanti cristiani e di tante persone i cui diritti fondamentali alla vita e alla libertà religiosa vengono sistematicamente violati». I numeri sono raccapriccianti. La loro escalation pure. I cristiani uccisi nel 2012 sono 1.201; 2.123 nel 2013; 4344 nel 2014 (Fonte World Watch Research)

«Questa situazione – osservano i vescovi italiani – c’interroga profondamente e deve spingerci a unirci, in Italia e nel mondo, in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi nostri fratelli e sorelle. Imploriamo il Signore, inchiniamoci davanti al martirio di persone innocenti, rompiamo il muro dell‘indifferenza e del cinismo, lontano da ogni strumentalizzazione ideologica o confessionale».

L’annientamento della dimensione e dell’appartenenza religiosa della persona sembra oggi il pericolo più trascurato, più opacizzato, stravolto sotto la lente deformante dell’indifferenza – da un lato – e del fondamentalismo dall’altro.

Questa indifferenza o questa riduzione riguarda anche ognuno di noi. Non ci chiediamo forse: perché dovremmo interessarci dei drammi di persone a migliaia di kilometri da noi? Forse perché apparteniamo ad una stessa “corporazione”, seppur religiosa? Sono questioni che sono state poste nelle sedi diplomatiche e politiche a livello internazionale: perché ce ne dobbiamo occupare anche noi? Oppure: cosa posso fare io per cambiare i percorsi della storia, le guerre, la violenza?

Il Papa ci spiazza quando dice: “ I martiri di oggi soffrono e noi riceviamo benedizione di Dio per la loro testimonianza”. Perché il nostro oggi può essere fecondato dal sangue dei nostri fratelli? Perché il male diventa benedizione? E soprattutto per quale “ingiustizia” il male occorso ad un mio fratello in me produce immeritatamente un bene?

Per affrontare insieme queste domande – e per cercare una risposta – abbiamo proposto, alle nostre comunità pastorali di Maria Madre Immacolata e di Biumo Inferiore, Biumo Superiore, Valle Olona e S. Fermo, per sabato 23 maggio un gesto pubblico di preghiera, al quale aderiscono le Associazioni e Movimenti ecclesiali della città, che avrà inizio alle ore 20.00 dalla prima cappella del Sacro Monte e si concluderà, dopo la salita, alla ore 21.00 con la S. Messa in Santuario presieduta da Mons. Gilberto Donnini, Decano di Varese.

Ci accompagnano in questo cammino – e soprattutto ci danno le ragioni per iniziarlo – le preziose e commoventi testimonianze che provengono da tutto il mondo (dal Kuridistan, dalla Siria, dal Kenya, dal Pakistan, dalla Corea, dalla Somalia, dalla Nigeria, dall’Iraq, dall’Afghanistan, dal Sudan, dall’Iran, dall’Eritrea): esse accentuano drammaticamente quel paradosso tra l’opulenza e l’ottusità occidentale che pensa di avere tutto, e la forza di chi, non possedendo niente, non tenendo la vita per sé, ha e dona tutto.

“Chi sono io per lamentarmi? Chi sono io per dire a Dio: perché ci fai questo? Si è cristiani non solo quando le cose vanno bene”. Così testimonia Padre Douglas Bazi, parroco di Erbil, nel Kuridstan a cui nel 2006 a Baghdad hanno spezzato il naso e hanno rotto i denti a colpi di martello; il primo sorso d’acqua gli è giunto dopo cinque giorni, e più volte ha avuto puntato la pistola alla tempia.

Ma quale vita abbiamo se non accogliamo, se non la doniamo? Di cosa ci possiamo lamentare di fronte a questa docilità al disegno misterioso di Dio?

Non possiamo metterci in cammino dalla Madonna del Sacro Monte, alle fonti della pace, se non dentro questo orizzonte eterno, totalizzante, dentro la gratitudine verso questi nostri fratelli che offrono a noi la possibilità di riscattarci da un torpore degradante e mortale.

Don Mauro Barlassina

Don Carlo Garavaglia

22 maggio 2015
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