Varese

Varese, La Grande guerra delle donne, una mostra all’Archivio di Stato

grandeguerrIn occasione del Centenario della Grande Guerra, l’Archivio di Stato di Varese ha allestito una mostra con documentazione tratta dalla rivista «L’Illustrazione Italiana», depositata alcuni anni fa dai professori Albertoni e Ghiringhelli. La mostra parte martedì 26 maggio alle ore 15.30. Titolo della mostra “La Grande Guerra delle donne: lavoro, cultura e assistenza”.

La mostra racconta il primo anno del conflitto attraverso illustrazioni, fotografie, articoli tratti da una delle più prestigiose riviste italiane dell’epoca, protagonisti non sono imperatori, re, generali, sono fanti contadini, donne rimaste al fronte interno e chiamate a sostituire quegli uomini che combattevano al fronte: i nostri nonni e le nostre nonne. Attraverso le immagini e gli articoli presentati in Mostra si potrà vedere il travaglio di quelle prime settimane di Guerra. Una successione di immagini uniche, sia fotografiche sia opera dei più grandi illustratori dell’epoca, che prestarono la loro penna ai tipi dell’editore Treves di Milano, che pubblicava la rivista.

Si è voluto privilegiare il ruolo delle donne nella Grande Guerra, che si trovarono a rimpiazzare in molte funzioni gli uomini partiti per il fronte, e in qualche modo andarono in guerra anche loro: come crocerossine, come portatrici in Carnia, come addette alla raccolta di abiti e di generi di conforto per i soldati al fronte. Immagini particolari ci permettono di vedere come la regina Elena trasformò il Quirinale in ospedale. Sulle colonne de «L’Illustrazione Italiana» comparvero anche grandi firme quali: Guido Gozzano, e sul fronte femminile: Matilde Serao, Ada Negri e alte autrici, oggi, dai più dimenticate.  Si è curato in modo particolare l’aspetto sanitario, che alcuni articoli ben presentano e ricordano: dai nuovi disinfettanti per le ferite, alle maschere antigas, al tifo e al colera che nell’estate di quel primo anno di guerra crearono non pochi problemi alle truppe al fronte, per non parlare dei pidocchi, che, fin dai primi mesi, tormentarono i nostri soldati. Altro aspetto presentato è la mobilitazione civile italiana. La guerra si combatteva sulle montagne, ad alta quota, necessitavano calze, biancheria intima in lana, guanti. cappotti foderati di pelliccia per le sentinelle, ecco le impiegate, le signore rimaste sul fronte intemo mobilitarsi per raccogliere pellicce, sferruzzare per mandare a fratelli, mariti e fidanzati pacchi di generi di primo conforto…per quel primo Natale di Guerra.

Al convegno che segnerà l’inaugurazione della mostra, dopo un’introduzione del Dott. Claudio Critelli, Direttore Archivio di Stato di Varese, interverranno il prof. Robertino Ghiringhelli, Direttore del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea e Ordinario di Storia delle Dottrine Politiche nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: La Grande Guerra delle donne: lavoro, cultura e assistenza, e il dott. Pierluigi Piano, già direttore dell’ Archivio di Stato di Varese con un intervento su “Le donne nella prima guerra mondiale (Alcune divagazioni sulla donna nei primi decenni del Novecento e sull ‘assistenza sanitaria durante la prima guerra mondiale)”.

 

 

22 maggio 2015
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