Varese

Varese, Presidio contro la Buona Scuola di Renzi. Blocco scrutini all’orizzonte

Il presidio sindacale di ieri

Il presidio sindacale di ieri

No, la Buona Scuola di Renzi proprio non va giù ad insegnanti, non docenti, sindacati di categoria. Un malessere diffuso, quello che si avverte nel mondo della scuola, che ieri mattina si è espresso efficacemente con un’assemblea che gli insegnanti hanno tenuto in piazza della Libertà a Varese, un momento di confronto vivace a cui è seguito l’incontro di una delegazione con il Prefetto Giorgio Zanzi. Almeno trecento i partecipanti al presidio.

Nel corso della breve assemblea hanno preso la parola insegnanti e rappresentanti sindacali. Per i precari Cgil è intervenuto Raffaele De Stefano: “Il governo non sta realizzando la Buona Scuola, ma una scuola ingiusta. L’autonomia nella scuola deve camminare insieme al diritto di tutti all’istruzione”. Duro un intervento da parte di un’insegnante “di terza fascia”. “Neppure il peggiore governo di destra avrebbe fatto queste cose”, dichiara al megafono Francesco Aretano, della segreteria Uil Scuola Varese. Lo stesso sindacalista avanza il sospetto che in qualche scuola non sia neppure passata la comunicazione sul presidio.

Ma certamente tra le proposte e le richieste che emergono dal presidio-assemblea esce più volte il tema del blocco degli scrutini, una forma di protesta contro il ddl che sta per passare al Senato. Un tema che, appena emerge, si porta dietro la possibilità che gli insegnanti possano essere precettati. E se i sindacati sul no alla Buona Scuola appaiono avere ritrovato l’unità – uno dei miracoli italiani del governo Renzi -, si registrano posizioni diverse su questa forma di lotta.

Molto prudente Raimondo Parisi, segretario generale della Federazioni Lavoratori della Conoscenza Cgil della provincia di Varese. “Dobbiamo registrare una massiccia presenza di lavoratori, anche in provincia di Varese, allo sciopero generale che si è svolto nei giorni scorsi. Si tratta di una partita difficile, che vede i sindacati uniti”. E il blocco degli scrutini come forma di lotta dura? “Oggi non è all’ordine del giorno, ma non lo escludiamo. Seguiremo l’iter della legge al Senato”.

Più deciso il leader dei Cobas della Scuola, Riccardo Loia: “Il governo sta facendo la sua parte e non si muove di un millimetro. Noi abbiamo posizioni chiare: no ai presidi-manager, assunzione dei precari, blocco degli scrutini”. Continua: “Il blocco degli scrutini è sacrosanto, e non è precettabile dato che si tratta di una attività ordinaria”. Comunque, “vedremo come il ddl andrà nell’iter al Senato, dove ci sono numeri diversi rispetto alla Camera”.

20 maggio 2015
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