Varese

Varese, Che è successo al catafalco davanti al tribunale? Il Pd Mirabelli interroga

459-0-varese-tribunaleLa definisce “una saga infinita”, il capogruppo Pd Fabrizio Mirabelli, quella del “catafalco” acquistato dal Comune 17 anni fa, collocato in piazza Cacciatori delle Alpi. In una interrogazione Mirabelli ricorda che, nel 1998, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione del Palazzo di giustizia, il Comune acquistò con i soldi pubblici e collocò, nel centro di piazza Cacciatori delle Alpi, per un costo di 200 milioni di lire dell’epoca, ovvero circa 100.000 euro attuali, un chiosco composto da elementi in fusione di ghisa, come copertura di parte dell’ascensore che conduceva ai parcheggi.

Scrive Mirabelli: “Tale struttura metallica, per ben dieci anni, accese polemiche e animò pubblici dibattiti, in quanto considerata un vero e proprio “catafalco”, estraneo allo stile e al senso urbanistico generale della piazza. Nel 2011, la prima Giunta Fontana, nell’ambito del progetto di riqualificazione della piazza che portò alla sua sistemazione attuale, costato alla collettività 380.000 euro, recuperati attraverso una serie di aggiustamenti di voci di bilancio, ne dispose la rimozione. La seconda Giunta Fontana tentò, poi, con bando di pubblico incanto, prot. Gen. n. 42157, redatto a cura dell’Area XI Tutela ambientale, Verde Pubblico, Patrimonio, di alienarla, per un valore, determinato dagli uffici e posto a base d’asta, pari ad euro 40.000. Tale bando andò deserto”.

Mirabelli presentò un’interrogazione, Prot. Gen. 35590, per denunciare il fatto che la struttura in questione, stoccata presso l’ex macello civico di largo Lanciotto Gigli a cura dell’Area XII Manutenzione, giacesse, ormai, smontata e abbandonata, sotto un ricovero precario, nel piazzale esterno, e che, in tale modo, rischiasse di rovinarsi e deprezzarsi. L’Amministrazione rispose, con nota Prot. Gen. 39367, che aveva intenzione di riciclare tale manufatto nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco di villa Milius, approvato dalla Giunta il 16­10­2012, atto n.538, con destinazione a bar ristoro. Da allora sono trascorsi quasi altri due anni.

Nella sua interrogazione il Pd Mirabelli chiede “se sappiano che la struttura succitata, a diciassette anni di distanza dall’acquisto, attualmente, giaccia ancora inutilizzata e abbandonata, esattamente come due anni fa, presso l’ex macello civico di largo Lanciotto Gigli, sotto un ricovero precario, nel piazzale esterno; se siano consapevoli che essa si sia, ulteriormente, rovinata e deprezzata; se, due anni fa, non fosse stato meglio in attesa di deciderne il futuro, raccogliere il mio suggerimento di farla ricoverare all’interno di uno dei capannoni adibiti a magazzini comunali; se, per caso, tale comportamento, quantomeno superficiale, non configuri, in qualche modo, un danno erariale a carico dell’Ente”.

15 maggio 2015
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