Milano

Le sculture rosse di Tomaino, una “chicca” del Decumano di Expo

Le sculture dell'artista ligure ad Expo

Le sculture dell’artista ligure ad Expo

Milano spalanca la porta a Giuliano Tomaino. L’artista ligure è stato chiamato ad abbellire il viale Decumano di EXPO, la strada principale di accesso ai padiglioni presenta per sei mesi una sorta di mostra permanente con una decina di grandi sculture. Arrivato nel capoluogo lombardo grazie al sostegno di Cir food, Tomaino guadagna così visibilità mondiale. Italo, Houdini, Cimbello, Sono qui, Leggera, Vojage dans la lune, Volo, sono questi alcuni dei nomi delle opere che sono esposte fuori e dentro i ristoranti e le caffetterie di EXPO.

Grandi installazioni in ferro di colore rosso che fanno parte della serie ‘Sculture in città’ e che propongono su scala urbana i temi cari a Giuliano Tomaino: il gioco, la natura, il pericolo, il disincanto dell’infanzia.

Sarà per l’immediatezza con la quale si rivolge a tutti, per la semplice ma raffinata selezione di immagini che fanno parte della memoria di ciascuno, che entrano in diretto contatto col vissuto personale. Sarà per la sua spontaneità e per quella voglia di rimanere sempre un po’ bambino. Perché in fondo sta nell’infantile creatività la massima libertà artistica. Sarà per questo, sarà per altro ma Tomaino ha davvero fatto centro. Essere chiamati a partecipare all’esposizione universale, ha segnarne in qualche modo l’immagine – basti considerare tutti i filmati trasmessi dai vari TG nazionali il giorno dell’inaugurazione dove le opere apparivano in tutta la loro bellezza – non è una cosa che avviene casualmente. L’artista piace, arriva al pubblico, incanta i media e se per lui questo è un grande successo lo è di riflesso anche per tutte le città che hanno ospitato le sue opere in passato o che, come Varese, le conservano ancora oggi.

L’artista è noto alla città giardino per l’iniziativa che si è tenuta nel 2012, la mostra open air in Piazza Montegrappa con la curatela dell’architetto Mario Botta. In occasione di questa importante esposizione promossa dallo Spazio Lavit e dall’Associazione culturale Parentesi si era tenuta anche una ricca personale all’interno dello spazio di Via Uberti 42. In seguito a questa proposta è stato prodotto un catalogo fotografico, a cura di Alberto Lavit, quale testimonianza di vari momenti e dinamiche che si erano stabilite tra cittadini, turisti ed opere durante il periodo di permanenza in città.

Inoltre Tomaino è tornato a Varese, e si è “stabilito”, in occasione della donazione di una sua scultura che ha trovato sede stabile sulla rotonda di Viale Europa. Grazie a quest’artista Milano e Varese sono oggi ancora meno lontane. La mano rossa che accoglie chi viene in città e saluta chi esce verrà riconosciuta da chi percorre il viale di EXPO. Un rimando visivo importante per cittadini e turisti.

Successo quindi per Tomaino, per chi ha creduto in lui, per tutta la nostra città che ha deciso di accoglierlo e che lo considera un ospite assolutamente gradito.

15 maggio 2015
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