Varese

Varese, Nando Dalla Chiesa: la corruzione politica? E’ l’autostrada della mafia

L'intervento di Nando Dalla Chiesa

L’intervento di Nando Dalla Chiesa

Di grande interesse il Master su anticorruzione e trasparenza organizzato a Varese da Upel con il patrocinio di Comune di Varese, Università dell’Insubria, Liuc di Castellanza, Lega dei Comuni e Lega Autonomie Lombardia, un incontro che ha visto l’intervento di prestigiosi relatori e la partecipazione di amministratori locali. Introdotto dal presidente Upel, Marco Cavallin, al termine del master ha tenuto una relazione Nando Dalla Chiesa, una vera e propria lectio magistralis su corruzione e criminalità organizzata.

Nando Dalla Chiea, docente di Sociologia della criminalità organizzata all’Università Statale di Milano, presso cui dirige l’Osservatorio sulla criminalità organizzata. È stato parlamentare della Repubblica e sottosegretario all’Università. È editorialista del «Fatto Quotidiano» e presidente onorario dell’associazione Libera di don Ciotti. Da lui è venuta una disanima lucida e rigorosa della corruzione. “Mi è capitato di parlare con dei tedeschi e ho verificato che presso di loro l’Italia era considerata un Paese corrotto”, ha detto Dalla Chiesa. Un fenomeno, la corruzione, che “spiana la strada alle organizzazioni mafiose”.

Lo studioso ha fotografato con rigore la criminalità, “smontando” luoghi comuni ed errori. Certo, corruzione e mafia sono due cose differenti, ma senza dubbio ci sono rapporti stretti tra loro. “Se le organizzazioni criminali vengono al Nord – ha detto Dalla Chiesa – non è per investire in Borsa, ma per conquistare i territori. Non vanno dove c’è la Borsa, ma dove non ci sono le caserme dei Carabinieri”. Una presenza, quella della criminalità, che trova “nella Pubblica amministrazione corrotta una specie di autostrada”.

La Provincia di Varese, ha detto Dalla Chiesa, “è un territorio sottoposto ad una particolare pressione, un luogo in cui però c’è una rimozione del problema”. Se, dunque, Milano e Imperia hanno avuto dalla Commissione Antimafia un indice 1 (per il massimo numero di fenomeni di criminalità), Varese ha un indice 2. Indici che vengono attribuiti sulla base di una pluralità di elementi, dalla profondità della penetrazione mafiosa all’impunità. La penetrazione mafiosa, ha sostenuto Dalla Chiesa, avviene soprattutto nei piccoli Comuni: “Piccolo è bello per la ‘ndrangheta”. Una maggiore penetrazione che si verifica perchè nei piccoli Comuni sono minori le resistenze sociali, è più facile l’accesso alla rappresentanza politica, è forte l’opportunità di espandere gli affari.

Insomma, la corruzione agevola, rende più facile fare affari alla criminalità, rende più fragile la democrazia. “La corruzione è un nemico – ha detto Dalla Chiesa -, ma chiama in casa un nemico ancora peggiore”. Lo studioso ha parlato di una “criminalità organizzata dei colletti bianchi”.

Cosa accade? Spesso è un politico locale a fondare una sua impresa, dentro ci mette professionisti amici, spesso la moglie. “Un’impresa che nasce sapendo di contare su risorse controllate dalla politica: possiamo parlare – ha sostenuto – di un’impresa privata a partecipazione politica”. Si tratta di un “sistema pervasivo e trasversale, che spesso accomuna destra e sinistra e che mette le mani su appalti e risorse pubbliche”. Questa criminalità organizzata dei colletti bianchi non è la criminalità organizzata mafiosa, ma ne agevola la presenza e l’operatività. “Non vanno confusi questi due fenomeni, ma certamente si richiamano e possono collaborare”. Se infatti il politico corrotto può agevolare il mafioso, il mafioso può condizionare il voto del piccolo territorio e così condizionare la composizione delle istituzioni amministrative. Un circolo vizioso che attanaglia il nostro Paese. V

 

14 maggio 2015
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