Varese

Varese, Al convegno su Don Rimoldi il prefetto Zanzi ricorda Marrone

Da sinistra, Angelini, Zanzi e Rossi

Da sinistra, Angelini, Zanzi e Rossi

Una mattina dedicata a Don Franco Rimoldi, prete coraggioso perseguitato dai nazifascisti, in un evento promosso, presso la Sala Montanari, e a mezzo secolo dalla sua morte, dal Comprensivo Varese 1 che è stato intitolato al sacerdote. Interventi, relazioni, testimonianze per ricordare una grande figura in un convegno di studio che ha visto la partecipazione di centinaia di ragazzi accompagnati dai loro insegnanti.

Ad aprire il convegno ha preso la parola la dirigente scolastica Maria Rosa Rossi, che ha sottolineato come il sacerdote diede vita ad un coraggioso tentativo di salvare gli ebrei perseguitati, un tentativo messo in atto con la collaborazione di Calogero Marrone, che diede un contributo fondamentale che va ricordato in città. “Come ha ricordato lo storico Franco Giannantoni in un incontro – ha rimarcato la dirigente scolastica – il silenzio o l’indifferenza rispetto ai quei personaggi e a quei fatti sono una nuova colpa”. “Abbiamo bisogno di testimonianze vive – ha concluso la Rossi – senza le quali non possiamo vivere il presente e costruire il futuro”.

Dopo un breve intervento dell’assessore comunale a Famiglia e Persona, Enrico Angelini, che si è complimentato per la bella iniziativa dedicata ad un sacerdote che “ha scritto una pagina importantissima per Varese”, è intervenuto anche il Prefetto Giorgio Zanzi.

“Questa iniziativa – ha detto il Prefetto di Varese – ha il merito di riproporre all’attenzione della città e dei ragazzi la figura di don Rimoldi, un uomo che ha inciso nella nostra collettività e nella coscienza civica. Un sacerdote che non ha limitato la sua azione ai canoni ordinari della sua missione, ha scelto di andare oltre nel suo impegno coraggioso”. Giorgio Zanzi ha rimarcato anche il ruolo di Calogero Marrone, funzionario dell’Anagrafe del Comune di Varese. “Un uomo – ha continuato il Prefetto – che è ricordato in alcuni luoghi della città, come nel giardino dell’Area Cagna che andrebbe rivatalizzata, e in una lapide sotto al portico di Palazzo Estense”. Ha concluso: “L’esempio di Rimoldi ha fatto da stimolo ad altri come Marrone, in favore di persone che rischiavano la loro vita”.

Tra gli interventi al convegno ha raccontato la sua esperienza anche Sylva Sabbadini, ultima reduce vivente dal campo di Auschwitz, che ha raccontato ai ragazzi la sua drammatica esperienza.

7 maggio 2015
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