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Varese, Weekend culturale tutto ungherese, con un Rasputin transilvano

Gli interpreti del Rasputin

Gli interpreti del Rasputin

Una serie di eventi culturali, che daranno vita ad un percorso italo-ungherese, è in programma a Varese per il prossimo weekend, tra venerdì e domenica. Davvero un weekend da non perdere, considerata la qualità e la rarità di una simile proposta.

Si parte, venerdì 8 maggio, alle ore 18, presso il Santuario di Santa Maria del Monte, con il concerto “Capolavori della Musica Sacra Ungherese”, con il Coro Ars Nova, direttore artistico Kiss Katalin, e il Quartetto Accord. Verranno proposti alcuni Cantici gregoriani ungheresi del XV-XVI secolo.

Sempre venerdì 8 maggio alle ore 19, presso il Percorso Museale “Camponovo”, al Sacro Monte di Varese, si svolgerà il vernissage della mostra d’arte “Connessioni” di Nogradi Kiss Magdolna (la mostra resterà aperta fino al 28 giugno).

Ma è certamente il terzo appuntamento quello più atteso: la “prima” dell’opera teatrale “La Missione di Rasputin” di Geza Szocs, autore ungherese che all’Apollonio di Varese, alle ore 16.30 di domenica 10 maggio, proporrà la controversa figura del prete russo al centro di intrighi internazionali. Questa mattina, in Comune a Varese, si è svolta la presentazione di questo testo teatrale, alla presenza del sindaco Attilio Fontana e dell’assessore alla Cultura Simone Longhini. A curare la messa in scena come regista è Paolo Franzato, che ha condotto la conferenza stampa e che ha dedicato questa rappresentazione alla grande Judith Malina, la fondatrice del Living scomparsa recentemente. Promoter dell’operazione l’artista Silvio Monti, che molti rapporti legano con il mondo culturale ed artistico ungherese. Lo spettacolo chiude la rassegna teatrale dell’Endas-Circolo Saverio Piatti di Varese.

Personaggio di grande rilievo, Geza Szocs, poeta, romanziere, saggista, drammaturgo, ma anche politico, commissario per Expo 2015. Il suo ritratto di Raspuntin, Szocs lo definisce “un esperimento intellettuale”, che ritrae un Rasputin “che cerca di evitare il disastro della prima guerra mondiale, questa cosa orrenda, ma non ci riesce”.

Accompagna Szocs, il traduttore in italiano del testo, il grande poeta Tomaso Kemeny, che sottolinea come il testo racconti “l’idiozia dei politici, che non sono veggenti, mentre lo è Rasputin”. Racconta Kemeny che, quando ha letto per la prima volta il testo in ungherese, si è subito accorto che si trattava di “un capolavoro, un testo eccezionale”. “Un tema che l’autore poteva svolgere in modo tragico – continua Kemeny -, mentre lo svolge in maniera ironica”. “Spero che domenica possa essere una bella festa italo-ungherese”.

 

6 maggio 2015
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Un commento a “Varese, Weekend culturale tutto ungherese, con un Rasputin transilvano

  1. Menta e RosmarinoVarese, Weekend culturale tutto ungherese, con un Rasputin transilvano - Menta e Rosmarino il 7 maggio 2015, ore 07:49

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