Varese

Varese, Master anti-corruzione, polemica tra il leghista Fontana e il renziano Cavallin

La presentazione del master in Comune a Varese

La presentazione del master in Comune a Varese

Fa discutere il Master su anticorruzione e trasparenza organizzato a Varese da Upel. Sarà l’importanza del tema su cui interverranno amministratori pubblici e magistrati, sarà il clima che si respira nel Paese, con inchieste della magistratura che spesso indagano politici corrotti e appalti controversi, certamente l’iniziativa dell’Unione Provinciale Enti Locali è destinata a non passare inosservata. Si svolgerà in sedi diverse (Comune di Varese, sede varesina Upel e Università dell’Insubria) in otto lezioni e 40 ore complessive.

Relatori prestigiosi, come Agostino Abate, Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Varese, o Nando Dalla Chiesa, Presidente onorario di Libera, docente universitario e membro della commissione antimafia, che porterà un saluto.

Il Master Upel, che ha il patrocinio del Comune di Varese, dell’Università dell’Insubria e del Liuc di Castellanza, Lega dei Comuni e Lega Autonomie Lombardia, è stato lanciato questa mattina a Palazzo Estense, alla presenza del neo-presidente Upel, Marco Cavallin (che è anche sindaco di Induno Olona), il sindaco Attilio Fontana, il direttore Claudio Biondi, il segretario generale del Comune di Varese Filippo Ciminelli, Emanuele Boscolo, professore di diritto amministrativo al Dipartimento Diritto Economia e Culture Università Insubria e Renato Ruffini, professore associato di Economia aziendale alla Liuc, il comandante della Polizia Locale, Emiliano Bezzon.

Nel corso della presentazione il professor Boscolo dell’Insubria ha rimarcato l’esistenza di “ampie zone grigie, grandi zone d’ombra e per combattere questa realtà è necessare ridurre la discrezionalità amministrativa”, anche se si sono registrati segnali importanti recentemente, come l’annullamento del Pgt in un Comune lombardo a causa di un problema di conflitto d’interesse: non solo è stato rimosso il punto che rispecchiava tale conflitto, ma è stato annullato l’intero provvedimento. Per il professor Ruffini del Liuc invece “le riforme fanno fatica ad andare avanti”.

Il segretario generale del Comune Ciminelli si è soffermato sul piano anti-corruzione adottato dal Comune: “E’ possibile introdurre piccoli accorgimenti nei settori considerati maggiormente a rischio”. Il Comandante Bezzon ha invece sottolineato l’importanza del nuovo codice comportamentale per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Non sono mancati riferimenti al dibattito politico, in cui i temi del Master sono più che mai all’ordine del giorno. Il sindaco Fontana, giudicando la riforma anticorruzione di Renzi, ha dichiarato che “è una legge che non serve a nulla”. “Un tema molto delicato – ha replicato il presidente Upel Cavallin, che non ha smentito di essere un “renziano” -, ma non possiamo lamentarci della corruzione se non ci impegnamo tutti a predisporre anticorpi. Questa è un’occasione per lavorare con intelligenza affinché ci si possa rimettere al passo con gli altri Paesi”.

“La legalità è un concetto etico-culturale – ha ripreso Fontana -, e in questo Paese l’etica è violata ad ogni livello, dagli uscieri ai più alti rappresentanti delle istituzioni. Qui il favore è un’istituzione, la raccomandazione una vera istituzione”. “Certo, se è vero questo – ha risposto ancora Cavallin – allora è urgente reinvestire sulla scuola e l’educazione”. “Adelante, presto, cum juicio – è intervenuto ancora il sindaco di Varese, citando Manzoni -. Non vorrei che ci trovassimo ancora davanti a riforme come quella relativa al Senato o alle Province”.

6 maggio 2015
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