Varese

Piazza Repubblica, Varese 2.0 dice no a soluzioni affrettate

L'ex caserma Garibaldi

L’ex caserma Garibaldi

“Archistar in gara fino al 30 giugno”; “Maroni mette il turbo alla piazza, a Natale vi regaliamo il progetto”.  Due titoli dei media locali che riassumono lo stato dell’arte sul cuore malato di Varese, ovvero Piazza Repubblica, assurta ormai a simbolo di degrado e insicurezza.

Frutto di una gigantesca operazione a sfondo speculativo (creazione di un Centro commerciale e del relativo maxi parcheggio), Piazza Repubblica è sempre stata respinta dai varesini che non hanno mai accettato la spianata anonima, invivibile, assurda che ha preso il posto della vecchia piazza d’armi alberata con il relativo mercato settimanale.

Una possibile riqualificazione di questo spazio è stata di recente delineata dalla Giunta Fontana in un generico e discutibile masterplan che ipotizza il recupero della caserma Garibaldi, la riorganizzazione della piazza, la costruzione di un nuovo teatro al posto di quello “provvisorio” esistente, l’abbattimento dell’ex Collegio Sant’Ambrogio e la sua sostituzione con alcuni edifici a destinazione residenziale e di servizio.

Si tratta indubbiamente di un intervento molto ambizioso, problematico, costoso (31,5 milioni di euro lo stanziamento previsto) per la realizzazione del quale è stato stilato un cronoprogramma che prevede: pubblicazione del bandi di concorso entro il 10 maggio, consegna entro il 30 giugno delle proposte ideative, dal primo luglio valutazione dei progetti da parte di un commissione di “esperti”, il 21 dicembre scelta del progetto vincente e conseguente aggiudicazione del lavori.

Questo calendario evidenzia un’accelerazione (dei tempi di studio, di ricerca, di valutazione delle soluzioni possibili, di stesura dei progetti ) del tutto incompatibile con la complessità e la delicatezza degli interventi necessari per la riqualificazione del vasto tessuto urbano delineato dal masterplan.

Ferma restando la necessità e l’urgenza di sanare la piaga urbana di Piazza Repubblica, è evidente che eventuali soluzioni affrettate, forse prefabbricate, sarebbero un ulteriore, insopportabile vulnus a Varese e ai suoi cittadini contribuenti.

Varese 2.0

4 maggio 2015
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