Varese

Varese, Festa di San Vittore, il Prevosto lancia l’allarme su lavoro e sicurezza

La messa solenne in San Vittore

La messa solenne in San Vittore

Ancora una volta, e nonostante il meteo sfavorevole, è stata celebrata questa mattina a Varese la festa patronale di San Vittore. Un appuntamento che poteva essere anche rinviato al prossimo weekend, ma si è scelto di tenere fede alla tradizione della prima domenica di maggio. E, dunque, tutto si è svolto secondo il programma stabilito dalla Famiglia Bosina in collaborazione con il Comune di Varese. Una manifestazione che ogni anno intreccia un momento civico e uno religioso.

Tutto è iniziato sotto le volte del Salone Estense, quando si sono assegnate le varie benemerenze davanti ad un folto pubblico. A condurre questo primo momento Pin Girometta (Loris Baraldi) che tra battute e parole in bosino ha presentato le diverse premiazioni. Presente al tavolo ufficiale la Regiù della Famiglia Bosina, Felicita Sottocasa Barlocci, e il sindaco Attilio Fontana, accompagnato da ben 4 suoi assessori (Piatti, Piazza, Longhini e Santinon). In prima fila tutte le autorità e i vertici delle Forze dell’Ordine.

Dopo la premiazione di due nuovi Maestri del lavoro, Elio Tibiletti e Eligio Trombetta, è stata conferita al Prefetto Giorgio Zanzi la Girometta d’Oro 2014. Un riconoscimento è stato conferito ad un negozio storico di Varese, la Famiglia Bosoni.

Al termine di questo momento, sotto la pioggia ha sfilato il tradizionale Corteo storico, aperto dai bravissimi Sbandieratori di Ferno. In corteo personaggi in costume e autorità hanno raggiunto la Basilica di San Vittotre, dove si è svolta la messa solenne che è stata presieduta da monsignor Gilberto Donnini, prevosto che sarà presto sostituito per raggiunti limiti d’età. Una messa iniziata con l’antico Rito del Faro, la sfera imbevuta di alcol a cui lo stesso prevosto ha dato fuoco, che ha subito avvolto la sfera, segno di buon auspicio per il futuro della città.

Al momento dell’omelia il prevosto ha iniziato ricordando che “sarà l’ultima volta che celebrerò San Vittore da prevosto, ma questo non ci rende tristi, è un passaggio che fa parte della vita”. Monsignor Donnini ha ricordato che è appena stata celebrata la Festa del lavoro, che “da qualche anno è sempre un po’ meno festa, e più ricca di preoccupazioni”. L’omelia è stata incentrata sul dramma del lavoro che non c’è: “Il lavoro non solo ci dà le risorse indispensabili per vivere, ma senza il lavoro la vita perde senso, priva l’uomo di una parte essenziale”. “Il lavoro è sempre più esposto a grossi rischi – ha continuato il prevosto -, e a volte si trascurano  condizioni di sicurezza, come si vede anche nella nostra provincia”. Dunque “il problema fondamentale resta la ripresa del lavoro, come ci testimoniano le nostre Caritas che registrano domande e bisogni ogni giorno”. Il messaggio della Chiesa e di San Vittore è chiaro: “non perdere mai la speranza, qualcuno ci sostiene”.  Da questo punto di vista, Monsignor Donnini ha ricordato come il cardinale Scola abbia rilanciato il Fondo per sostenere le famiglie colpite dalla crisi.

 

3 maggio 2015
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