Varese

Varese, Aldo Cazzullo sulla Resistenza: un fatto della nazione, non di una fazione

Gaspari insieme ad Aldo Cazzullo all'Insubria

Gaspari insieme ad Aldo Cazzullo all’Insubria

Un libro dedicato alla Resistenza italiana, in una stagione di scarsa memoria e di grande indifferenza, è davvero una scommessa. Una scommessa che ha fatto Aldo Cazzullo, editorialista del “Corriere della Sera”, il giornalista che ha presentato nel pomeriggio, presso la sede di via Dunant dell’Università dell’Insubria, il suo ultimo libro “Possa il mio sangue servire. Uomini e donne della Resistenza”, pubblicato da Rizzoli.

Nell’aula magna si è presentato Cazzullo che è stato introdotto dal professor Gaspari, affiancato dai professori Vicentini e Facchetti. Una presentazione interessante, dato che il giornalista ha alternato le sue parole alle letture che hanno fatto due studenti relative a lettere e documenti contenuti nel volume già campione di vendite.

Due i capisaldi del volume che Cazzullo ha dedicato alla Resistenza: “chi si è schierato con il nazismo ha sbagliato, chi invece ha lottato contro ha fatto la scelta giusta”, ha detto Cazzullo. Che poi ha aggiunto: “Non è vero che la Resistenza fosse rossa, i senzabandiere erano la maggioranza”. A riprova l’autore ha citato proprio la battaglia che ha iniziato la Resistenza sul Monte San Martino nella nostra provincia: “E’ stato il colonnello Carlo Croce a dirigere la banda intitolata alle Cinque Giornate, che combattè sul San Martino. Così come trenta avieri combatterono sotto il comando del maggiore Lazzarini. Si trattava di militari – ha rimarcato Cazzullo -, ed erano militari gli 89 mila caduti combattendo contro i tedeschi o per la fame nei lager”.

Cazzullo ha ricordato anche il contributo fondamentale dato dai religiosi alla Resistenza: “Sono stati 300 i sacerdoti uccisi dai nazifascisti, mentre trenta suore, impegnate a salvare gli ebrei, vennero proclamate Giusti tra le Nazioni”. Per Cazzullo la Resistenza fu “un fatto che appartenne non ad una fazione, ma alla nazione”. Inoltre Cazzullo ha sottolineato come in Italia ci sia spesso autoassolti per quanto riguarda la persecuzione nei confronti degli ebrei.

Non mancarono neppure le pagine nere della Resistenza, come nel caso dell’eccidio di Porzus, quando la brigata bianca Osoppo fu vittima di un attacco da parte dei partigiani comunisti in cui morirono Guido Pasolini, fratello del celebre scrittore, e Francesco De Gregori, zio del cantautore che da quel personaggio prese il nome.

28 aprile 2015
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