Varese

Varese, Il ricordo del San Martino chiude la celebrazione del 70° della Liberazione

La testimonianza finale di Somaini

La testimonianza finale di Somaini

Questa mattina si è celebrato a Varese il 25 aprile, una celebrazione che quest’anno avviene nel 70° anniversario della fine della dittatura nazifascista e della lotta di Liberazione. Una manifestazione tradizionale che è iniziata all’Arco Mera, con le autorità schierate davanti alla lapide dedicata ai caduti: oltre al sindaco Fontana, il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, il prefetto Zanzi e il questore Ingrassia. Inoltre erano presenti in comandanti provinciali dell’Arma, De Angelis, e delle Fiamme Gialle, Vitale. Accompagnati dalla banda di Capolago, i partecipanti alla manifestazione hanno sfilato in corteo nelle strade del centro.

Nutrita la pattuglia degli esponenti del Pd, con il deputato Marantelli, il segretario regionale Alfieri, il segretario cittadino Paris, insieme al capogruppo in Comune Mirabelli, ai consiglieri Civati e Infortuna, al membro della Direzione provinciale Molinari. Presenti anche gli esponenti forzisti Puricelli (al corteo anche in quanto presidente del Consiglio comunale) e Grassia, oltre al consigliere comunale di Movimento Libero, Nicoletti. Presente anche la segreteria provinciale della Cgil, con il segretario generale Umberto Colombo.

Al termine del corteo, dopo la deposizione di due corone all’Arco Mera e al monumento dei caduti in piazza Repubblica, i partecipanti alla manifestazione sono giunti in Sala Montanari per i discorsi ufficiali. Al tavolo dei relatori il sindaco Attilio Fontana, lo storico Enzo Laforgia, il presidente vicario Anpi provinciale Ester De Tomasi ed Angelo Zappoli, vicepresidente Anpi cittadino, che ha introdotto l’incontro.

“Un momento di grande riflessione e coinvolgimento sulla determinazione di tanti che, con provenienze diverse, riuscirono a riportare nel nostro Paese libertà e democrazia, due parole da non dare per scontate”, ha esordito il sindaco Fontana, che ha proseguito citando Piero Calamandrei sulla libertà di cui, come l’aria, si verifica l’importanza quando viene meno. Per il sindaco “le istituzioni oggi devono tornare ad essere eticamente credibili”, così come è indispensabile che si ricominci a “fare una buona politica”. Ultimo riferimento ad Expo: “Occasione per dimostrare  che il nostro è un Paese credibile e per fare ripartire l’Italia. Speriamo che il 70° anniversario della Liberazione possa coincidere con un evento come Expo ben riuscito”.

E’ poi intervenuto Enzo Laforgia, che ha proposto “una riflessione serena e approfondita”. Laforgia ha rimnarcato la Liberazione come momento di cesura, svolta radicale, rottura. Sua premessa una “guerra subalterna” come quella di Mussolini. Un avvenimento drammatico da cui il Paese è uscito grazie all’antifascismo, che Laforgia ha tradotto, secondo le parole del grande Noberto Bobbio, in democrazia, “la vera ideologia della Resistenza”. Suggestive e commuoventi le parole, piene di senso dello Stato e responsabilità, di giovanissimi condannati a morte della Resistenza, come ad esempio il 19enne Giacomo Ulivi.

Prima di concludere, Zappoli ha voluto ricordare il partigiano Sergio De Tomasi, il partigiano Luigi Grossi “Cin”, e il proprio padre, anche lui partigiano a Varese. Ma prima che si sciogliesse l’incontro, inatteso è salito sul palco un testimone della prima battaglia della Resistenza, il San Martino: Pietro Somaini, che ha rievocato la vicenda della battaglia.

 

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25 aprile 2015
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