Varese

Varese, Elezioni 2016, Sel e civatiani dicono qualcosa di sinistra

Un momento dell'intervento di Cordì

Un momento dell’intervento di Cordì

Difficile indovinare quale potrà essere l’esito elettorale dei percorsi politici che stanno prendendo corpo in città. Ieri sera, all’Istituto Traduttori e Interpreti di Varese, si sono dati appuntamento Sel, i civatiani dell’associazione “E’ possibile”, ma anche esponenti di comitati e associazioni.

Come ha esordito Rocco Cordì, consigliere comunale di Sel a Varese, “avviamo un percorso in città, dove si è assistito, negli ultimi anni, ad un fermento di presenze e movimenti”. L’importante, come ha detto ancora Cordì, è “non cadere nella logica del totosindaco e degli schieramenti”, al contrario si deve partire da “contenuti, interrogativi e bisogni che la città e i suoi cittadini esprimono”, un terreno che la politica considera spesso “una perdita di tempo”. Necessariam dunque, “una svolta profonda, che non si esaurisca in un lifting, ma che sappia approfondire snodi decisivi”, come il Pgt e i problemi sociali della città. “Ripartire insomma – ha concluso Cordì – dalla città reale, dalla distanza incolmabile tra essa e la politica”.

Ad interloquire con il consigliere di Sel e i partecipanti anche Alberto Villa (segreteria provinciale della Cgil) e Thierry Dieng (esponente e tra i fondatori del movimento culturale Ubuntu). Nessun intervento, nel dibattito, invece, degli esponenti dell’area civatiana. Presente in sala anche il consigliere comunale del Pd, Andrea Civati.

In platea numerosi esponenti dell’associazionismo e dei movimenti: molte le osservazioni e le proposte che sono state avanzate nel dibattito. Da Alberto Minazzi (Legambiente) a Tommy Calabrese, dalla Sbreviglieri fino agli esponenti del movimento Varese 2.0, Daniele Zanzi, Ceccoli, Crugnola. Da parte di Daniele Zanzi, leader del movimento, una forte sottolineatura dell’importanza delle “forze civiche” che il centrodestra ha considerato la vera opposizione. Interessante anche l’intervento di Adriano Gallina, che ha rimarcato il valore della “funzione pubblica” della cultura e del teatro. Ampia fotografia del disagio sociale è stata illustrata da Claudio Mezzanzanica, che ha delineato il profilo di una città in cui la forbice tra sempre più poveri e sempre più ricchi si sta allargando di giorno in giorno.

25 aprile 2015
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