Varese

Varese, “Antropolaroid” di Granata, nella vertigine della memoria con ironia e tenerezza

Tindaro Granata

Tindaro Granata

Una vertigine della memoria, un pozzo profondo di ricordi, la capacità di ritrovare le radici profonde di una storia famigliare. E’ tutto questo, e molto altro, lo spettacolo “Antropolaroid” di e con Tindaro Granata, giovane protagonista del teatro italiano, andato in scena al Nuovo nell’ambito della rassegna “Gocce”.

La memoria è la materia che Granata modella nel corso dello spettacolo: risale fino ai bisnonni, ai nonni, per cercare i momenti in cui il caso o la storia incrocia i destini, in cui Cupido scocca la freccia, in cui il male irrompe nella vita, malattia o mafia che sia. I personaggi che sfilano nello spettacolo di Granata sono “umili” manzoniani, che in un Sud arcaico accettano con pacata rassegnazione e attaccamento alla vita ciò che accade loro.

Ma pian piano spunta nella storia famigliare qualche improvviso sussulto di volontà, qualche risipiscenza di libero arbitrio. Prima una nonna che decide di scegliersi il marito, un pescatore e non un ufficiale, ma soprattutto lo stesso protagonista sul palco, che decide di intraprendere la carriera teatrale, rischiosa, precaria, vissuta contro i progetti dei nonni. Da un lato i fili sottili che conducono fino a Tindaro, dall’altro la sua capacità di dare un taglio netto ad una storia che parte da lontano.

L’articolata vicenda narrata da Tindaro Granata si affida all’estro di un attore che, pur non frequentando il genere, appare come un trasformista capace di dare voce e volto a giovani e vecchi, donne e uomini, parole italiane e dialettali. Un attore camaleontico che si divide tra la figura del narratore e i tanti protagonisti della saga. Un interprete ed autore che guarda gli intrecci della storia e del caso con la lente del comico, della leggerezza, a tratti anche della tenerezza. Verso i propri avi, ma anche verso se stesso, come si può notare quando Tindaro, al termine dello spettacolo, rivela che i pantaloni di scena sono gli stessi usati quando faceva il cameriere e sognava la sua attuale vita d’attore, esito ricercato con caparbia e passione.

25 aprile 2015
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