Varese

Varese, Identikit immigrazione, in aumento est-europei, in calo gli irregolari

stranieriI dati contenuti nel Tredicesimo rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia di Varese sono frutto di un’indagine campionaria svolta nella città di Varese e in altri 16 comuni del territorio provinciale.

Il campione, di 350 unità per il 2013, è rappresentato da cittadini stranieri e neocomunitari, con più di quindici anni, provenienti da Paesi a forte pressione migratoria, da Paesi in via di sviluppo o dall’Est Europa, indipendentemente dalla regolarità del soggiorno e dalla residenza.

Obiettivo dell’indagine è la conoscenza degli aspetti quantitativi e delle principali caratteristiche strutturali della popolazione immigrata in provincia di Varese. L’analisi è inoltre finalizzata alla restituzione alle amministrazioni locali di elementi di valutazione e di programmazione territoriale delle politiche migratorie e di promozione di una cultura dell’integrazione.

Tale indagine, che si inserisce all’interno delle attività svolte dall’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità, è condotta da oltre dieci anni in tutte le Province lombarde, ed è realizzata con la collaborazione della Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità – ISMU.

«Abbiamo voluto riproporre dopo alcuni anni questa iniziativa poiché convinti dell’effettiva utilità – ha spiegato il Presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi – il tema dell’immigrazione è di grandissima attualità e come tutte le questioni, soprattutto le più delicate, necessita di un’approfondita conoscenza per trovare poi progetti concrete e soluzioni ai problemi. La presentazione del tredicesimo rapporto sull’immigrazione è quindi un momento utile oltre che alla conoscenza anche all’approfondimento e alla riflessione sulla tematica nella nostra provincia».

Gli aspetti quantitativi e la tipologia della presenza

Da inizio secolo al 1° luglio 2013 la popolazione straniera è quasi quadruplicata, passando da 21mila a 81mila unità (79mila al 1° luglio 2014). Tale crescita si è registrata in buona parte fino al 1° luglio 2009, per poi rallentare.

Le aree e i Paesi di provenienza

Da inizio secolo, a crescere maggiormente è stato il contingente est-europeo, mentre i cittadini africani sono poco più che raddoppiati. A livello di singole cittadinanze, troviamo, al primo posto l’Albania con 14mila presenze, al secondo posto il Marocco con 11mila presenze, al terzo posto la Romania con 10mila presenze al 1° luglio 2013 e 9 mila al 1° luglio 2014 e al quarto posto l’Ucraina con circa 5mila presenze.

Il fenomeno dell’irregolarità della presenza

Seppur il contingente straniero in provincia di Varese si collochi con le sue oltre 81mila unità al 1° luglio 2013, al quarto posto come presenza migratoria complessiva in Lombardia, gli immigrati irregolari sono in netto calo, meno di 6mila unità al 1° luglio 2013, e meno di 5mila unità al 1° luglio 2014, su un totale di 79mila presenze.

Le caratteristiche strutturali (genere, età, religione, istruzione)

Si notano: un netto calo della percentuale di maschi nel corso degli anni; un marcato decremento nel tempo della quota di ultraquattordicenni senza titolo di studio; appartenenze religiose musulmane in diminuzione, mentre contemporaneamente aumentano quelle cristiane non cattoliche e soprattutto quelle ortodosse.

L’anzianità della presenza

Nel 2000 si evidenziava una prevalenza di immigrati arrivati da meno di cinque anni, mentre nel 2013 più di uno straniero su tre è in Italia da più di dieci anni; nel 2014 quasi uno su due.

La condizione lavorativa

Il tasso di occupazione a tempo indeterminato tra la popolazione immigrata è decisamente elevato. Nel 2013 il 42 per cento degli immigrati presenti in provincia di Varese risulta occupato regolarmente a tempo indeterminato (43 per cento nel 2014). La percentuale di disoccupati passa dal 12 per cento del 2000 al 3 per cento nel 2006, per poi risalire e raggiungere il 12 per cento nel 2013 e scendere al 10 per cento nel 2014.

La condizione abitativa e familiare

Nel 2000, circa tre stranieri su cinque vivevano con la famiglia in una sistemazione privata, mentre negli ultimi anni sono quattro su cinque. Gli uomini tendono a vivere più spesso delle donne con amici, parenti e conoscenti; per il genere femminile, d’altra parte, la percentuale di chi vive entro nuclei classici rimane la più elevata fin da inizio secolo.

Aspetti dell’integrazione

Il profilo dell’immigrato varesino è quello di un cittadino ben integrato nel contesto socio-economico e lavorativo. Nel 2013 la provincia di Varese si colloca infatti sopra la media regionale per l’indice di integrazione totale, che comprende gli aspetti economici, lavorativi e di inserimento territoriale. Nella nostra provincia la popolazione maschile risulta più integrata di quella femminile, grazie alle migliori condizioni economiche e lavorative.

Osservando l’anzianità della presenza, si nota come questa sia fortemente correlata con l’indice di integrazione: gli stranieri arrivati in Italia da meno di quattro anni sono decisamente meno integrati di coloro che si trovano nel nostro Paese da più di dieci anni; un andamento simile si osserva analizzando la dimensione economico-lavorativa.

Prendendo in esame il fattore istruzione, dal rapporto emerge come chi non possiede alcun titolo risulti meno integrato sul territorio, mentre per i laureati il livello di integrazione è massimo; d’altra parte, sia i senza titolo sia i laureati sono poco integrati dal punto di vista economico-lavorativo, mentre per i diplomati alla scuola dell’obbligo l’integrazione economico-lavorativa raggiunge il massimo livello.

22 aprile 2015
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