Varese

Varese, Galparoli e Longhin: la Provincia sostenga il referendum di Maroni

Piero Galparoli

Piero Galparoli

Nella votazione avvenuta nella seduta del 17 febbraio u.s. con deliberazione n. X/638 in Regione Lombardia, 58 consiglieri regionali su 78 votanti hanno approvato l’indizione di un referendum consultivo rivolto alla popolazione lombarda per l’espressione del voto su un quesito quanto mai attuale soprattutto in Provincia di Varese. Il quesito riguarda, in sostanza, la richiesta da parte di Regione Lombardia di più autonomia.

A tal proposito i gruppi consigliari Lega Nord – Lega Lombarda e Liberi per la Provincia – presenteranno, con primi firmatari i capigruppo Giuseppe Longhin e Piero Galparoli, nel prossimo consiglio provinciale del 23 aprile, una mozione che impegna il Consiglio a sostenere con ogni mezzo e strumento l’ottenimento di forme particolari di autonomia politica e amministrativa della Regione e ad incoraggiare un dibattito aperto e trasparente sui benefici che una speciale autonomia porterebbe anche alla Provincia di Varese.

Dice Longhin “non è più ammissibile che un residuo fiscale che supera i 6 miliardi di euro, a tanto ammonta la “trattenuta” dello Stato sul territorio provinciale, impedisca la realizzazione e la corresponsione dei servizi di base. Sentiamo di fondi expo cancellati, di scuole senza manutenzione, di opere bloccate per mancanza di fondi, di tagli ai trasporti e di continui disservizi dovuti ai tagli milionari (22 milioni solo quest’anno) operati dalla legge Del Rio quando poi ogni cittadino della Provincia di Varese ha un “credito” di circa 7 mila euro e un costo pro capite per la provincia di poco più di 100 euro”.

Galparoli “chiediamo al consiglio provinciale di supportare e dare piena delega al Governatore Maroni nella trattativa per ottenere quella autonomia che Regione Lombardia, grazie alle sue molteplici “specialità”, ha diritto di avere”.

22 aprile 2015
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Un commento a “Varese, Galparoli e Longhin: la Provincia sostenga il referendum di Maroni

  1. ombretta diaferia il 23 aprile 2015, ore 10:53

    non pare che questa autonomia tanto ambita in padania sia una buona soluzione: si sottraggono i finanziamenti alla zootecnia, che equivalgono a controlli affidato esclusivamente agli allevatori…
    altro che referendum (che va molto di moda oggi), bisognerebbe semplicemente restituire la nostra terra al suo ruolo naturale: mi dicono anche che EXPO si occuperà di “nutrire il pianeta” in un Lombardia che ormai si limita solo a politiche di consumo.
    io la chiamo cementificazione selvaggia e la vivo sulla mia pelle (non solo perché subisco un terzo rutilante parcheggio nel giro di 200 metri con edificazione civile, che chiamano riqualificazione: sottrare verde per inserir ancora cemento ha un altro nome…!)

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