Varese

Varese, Centrodestra: no referendum abrogativo. Il Pd agevola quello consultivo

comune di VareseProporre un referendum consultivo, a Varese, sarà più facile. Ieri sera, infatti, la commissione Affari generali ha approvato la proposta del capogruppo del PD Fabrizio Mirabelli di ridurre ad 1/3 la quota di firme necessarie per il referendum consultivo, che passa dal 15% degli iscritti alle liste elettorali, ovvero 9000 persone, al 5%, ovvero 3000.

E’ stata bocciata, invece, l’altra proposta, avanzata sempre da Mirabelli, di introdurre nello Statuto comunale anche la possibilità di effettuare il referendum abrogativo. Su questo punto la maggioranza di centrodestra è stata irremovibile.
Il capogruppo della Lega Nord Giulio Moroni ha sottolineato: “Con il referendum abrogativo si rischierebbe il blocco di tutte le grandi opere. Tutti i comitati, che io, personalmente, rispetto, potrebbero utilizzare questo strumento per bloccare l’attività di un’amministrazione che opera dopo aver ricevuto il consenso degli elettori”.
“Sono abbastanza soddisfatto; – commenta Mirabelli – si tratta, infatti, di un grande passo in avanti per la nostra città dove non c’è mai stato un referendum consultivo. Dopo l’abolizione delle Circoscrizioni e del Difensore civico, era necessario dare un segnale di apertura  nei confronti delle forme di partecipazione e di coinvolgimento diretto dei cittadini. Mi dispiace, tuttavia, che non sia passata anche la proposta di introdurre il referendum abrogativo. La maggioranza di centrodestra, evidentemente, ha paura che troppa democrazia diretta possa fare male ai varesini. Come questa paura si concili con l’esempio che, spesso, viene citato, della vicina Svizzera, dove si consultano i cittadini su tutte le grandi opere, rimane un mistero.”

21 aprile 2015
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4 commenti a “Varese, Centrodestra: no referendum abrogativo. Il Pd agevola quello consultivo

  1. ombretta diaferia il 21 aprile 2015, ore 15:12

    molto offensive queste parole.
    quanti referendum son stati fatti a Varese negli ultimi 20 anni?
    ma, soprattutto, a cosa servirebbe tutto ciò?

  2. Bruno Belli il 21 aprile 2015, ore 17:27

    Anche se non si è ottenuto tutto quello che si sperava, come puntualmente aveva rilevato la stampa, lo scorso mese, quando Fabrizio Mirabelli ed io presentammo in conferenza stampa questo passaggio di

    “rivoluzione culturale varesina”,

    la notizia è molto positiva: un piccolo passo in avanti verso la maggiore partecipazione dei cittadini alla vita socio politica della città.

  3. ombretta diaferia il 21 aprile 2015, ore 18:25

    Belli, potrebbe smetterla di usare la comunicazione abrigliasciolta (impresa privata!) per i suoi fini partitici?
    esiste una legge che regolamenta tale scorrettezza, magari se la vada a consultare…

  4. Bruno Belli il 21 aprile 2015, ore 18:50

    Guardi che io non utilizzo proprio alcunchè ai miei fini.
    Ho semplicemente messo un commento che, già da questa mattina si trova sulla mia pagina Facebook, laddove pubblico le notizie che ritengo interessanti.

    Il tono, poi, che ha sempre, così saccente e polemico, vedendo sempre presunti attacchi od usi personali, più che tanta cultura denota una buona dose di male educazione.
    Forse sarebbe bene che sia lei ad andarsi a consultare un manuale di galateo.

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