Varese

Varese, Ogm sì-ogm no. Maroni fa da paciere all’assemblea Confagricoltura

Un momento del confronto alle Ville Ponti

Un momento del confronto alle Ville Ponti

Tra i temi all’ordine del giorno della 68° Assemblea generale di Confagricoltura di Varese, che si è svolta questa mattina alle Ville Ponti, la questione-ogm, un problema complesso che viene affrontato davanti ad una platea ricca di politici, con i leghisti Candiani e Giorgetti, i Pd Marantelli e Gadda, la forzista Lara Comi, oltre al prefetto di Varese Zanzi, il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi e il suo vice Ginelli, al sindaco Fontana, all’assessore comunale Ghiringhelli, al presidente della Camera di commercio Scapolan.

Una questione che è tornata a riproporsi più volte nel corso dell’incontro, a partire dalla relazione del presidente Pasquale Gervasini, che nel suo intervento parla del “Golden Rice”, un riso ogm che, come dice Gervasini, “è stato inventato  per combattere la cecità di decine di migliaia di bambini del Sud Est asiatico”. E poi l’affermazione più dura: “Gli avversari del Golden Rice, da Greenpeace a Vandana Shiva, dovrebbero essere chiamati a rispondere come crimine contro l’umanità”.

Certo, come dice Gervasini, “gli ogm non sono la soluzione di tutti i mali dell’agricoltura varesina”, ma resta la critica forte contro i casi in cui “la visione pervade la comunicazione”, un esempio di “grandissima ipocrisia sociale, culturale e politica”.

Dopo la consegna di un riconoscimento a Giuseppe La Placa, parte una tavola rotonda molto vivace, che si svolge con l’intervento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Interviene nel dibattito Tommaso Maggiore, professore Agronomia Generale Università di MIilano, che presenta il decalogo Amsaf (Associazione milanese laureati in scienze agrarie e in scienze forestali): il primo punto del decalogo, sottolinea, per le produzioni vegetali, l’importanza dell’innovazione genetica, ogm inclusi.

A moderare il dibattito all’assemblea di Confagricoltura Varese è il giornalista Sebastiano Barisoni, di Radio 24, che cerca di stemperare i toni: “Non è il caso di contrapporre ogm e innovazione a chi sostiene il “km zero” e Slow Food”. Barisoni, che pure critica certa ideologia del biologico e dell’anti-ogm, fa l’elogio di Carlin Petrini (“ha fatto passare che l’Italia è simbolo di qualità”) e Oscar Farinetti, il fondatore di Eatitaly (“ha agganciato i piccoli produttori alla grande distribuzione”).

Ma a questo punto entra nel dibattito Roberto Defez, altro sostenitore degli organismi geneticamente modificati. “Ci siamo staccati – dice Defez, legato al Cnr di Napoli – dall’innovazione in agricoltura”. Non solo: parlando di Farinetti, Defez rimarca che “non tutti possono permettersi una ristorazione di altissimo livello”.

A questo punto interviene il presidente Maroni. “Non pensavo che questo fosse un incontro sugli ogm..”esordisce infastidito. “Sono venuto qui per dire cosa la Regione, cose concrete e non chiacchiere”. Poi insiste sul fatto che a proposito di ogm occorre stare con i piedi per terra: “Ci sono leggi e normative europee che noi non possiamo disapplicare”. E poi l’affondo: “La logica del km zero e delle produzioni locali non sono in contrasto con il resto. Anzi, noi siamo riusciti a promuovere le produzioni locali anche con accordi con la grande distribuzione come l’Esselunga”. Maroni anticipa che un miliardo e 200 milioni sono in arrivo per lo sviluppo dell’agricoltura regionale.

A conclusione interviene anche Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura a livello nazionale, che ricorda come l’impresa agricola non viene adeguatamente valorizzata, neppure ad Expo. Maroni gli conferma la massima disponibilità dello spazio regionale dentro Expo per rilanciare i temi che gli agricoltori vogliono approfondire. Basta dirglielo.

 

19 aprile 2015
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