Roma

Scomparso il rabbino Elio Toaff, partigiano e grande guida spirituale

Elio Toaff

Elio Toaff

Scomparso l’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff, a pochi giorni dal secolo di vita. Certamente è stato una delle massime autorità spirituali e morali ebraiche dell’Italia nel secondo dopoguerra. E’ stato definito dall’attuale presidente della comunità, Riccardo Di Segni, “un gigante”.

Fabio Perugia, portavoce della comunità, ha ricordato: “In queste ore apriremo i templi per pregare per l’anima di Rav Toaff, la più grande guida spirituale e rabbinica che la Comunità ebraica italiana ha conosciuto”.
Toaff era nato nel 1915 e aveva conosciuto le orrende leggi razziali. Si laureò a fatica in giurisprudenza e conobbe durissimi anni di guerra quando era rabbino ad Ancona. In fuga con la moglie Lia, Toaff fu catturato dalle SS e condannato alla fucilazione. E mentre si scavava la fossa, si mise a pregare. Lo notò un capitano che, commosso, alla fine, lo fece fuggire. Nel 1943 entrò nella Resistenza sui monti della Versilia. L’Anpi gli ha concesso la tessera ad honorem.
Dal ’46 al ’51 ricoprì l’incarico di rabbino capo di Venezia, mentre guidò la comunità della capitale dal 1951 al 2001. Toaff ha poi dato un significativo contributo al dialogo ebraico-cristiano, grazie ai suoi rapporti con il mondo cattolico.Storico fu l’incontro con Giovanni Paolo II alla Sinagoga della capitale nell’aprile 1986, un incontro che fu preceduto, nel 1981, dalla visita dello stesso Toaff alla Chiesa di San Carlo ai Catinari, nei pressi del Ghetto.

Oltre al suo ruolo spirituale, ha ricoperto diverse cariche nella comunità ebraica italiana: presidente della Consulta rabbinica italiana per molti anni, direttore del Collegio rabbinico italiano e dell’istituto superiore di studi ebraici, direttore dell’Annuario di Studi Ebraici. Inoltre era membro dell’Esecutivo della Conferenza dei rabbini europei fin dalla fondazione nel 1957 e dal 1988 era entrato a far parte del Praesidium.

19 aprile 2015
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