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Regione, Maroni: accordo con Province su fondi e competenze

pirellone“Domani illustrerò in Consiglio regionale l’intesa che abbiamo raggiunto con le Province lombarde per la gestione dei fondi e delle competenze, una questione molto rilevante, che ha portato al rischio che si bloccassero i servizi a favore dei cittadini nelle materie di competenza delle Province”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

“Stamattina con il presidente dell’Unione Province Lombarde, Daniele Bosone, abbiamo trovato l’accordo – ha fatto sapere Maroni -: una buona notizia per i cittadini lombardi, perché le Province potranno continuare a esercitare le loro funzioni e a erogare i servizi per i cittadini. Noi, come Regione Lombardia, ci abbiamo messo del nostro: penso ai 10 milioni per garantire il trasporto dei disabili, pur non essendo obbligati a farlo: altre Regioni non lo hanno fatto, noi sì”.

La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde hanno siglato un’intesa nell’ambito del percorso attuativo della legge n.56/2014, dal titolo ‘Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni’, finalizzata in particolare al finanziamento delle funzioni regionali.

Ecco i principali contenuti:

TRASFERIMENTO RISORSE DA REGIONE A PROVINCE – La Regione Lombardia si è impegnata a mantenere il trasferimento alle Province delle risorse ex-fiscalizzate, sulla base di determinati parametri.

TPL E FORMAZIONE PROFESSIONALE – All’interno delle suddette risorse viene assicurato il finanziamento del Tpl (150 milioni),  me ntre la Formazione Professionale sarà garantita tramite il sistema dote a partire dal nuovo anno formativo 2015-2016. E’ stato quindi confermato che le Province possono continuare a  fruire di proventi non compresi nelle risorse ex fiscalizzate ( quali ad esempio, canoni del demanio idrico, introiti dal rilascio delle autorizzazioni ambientali, trasferimento per accisa relativa al TPL).

CONTRIBUTI PER L’EDILIZIA SCOLASTICA – In materia di edilizia scolastica, con deliberazione X/3293 del 16 marzo 2015, è stato assicurato un contributo a fondo perduto senza prevedere quota di cofinanziamento (come invece previsto per i Comuni), garantendo, inoltre, una quota di riserva del 25% sulle risorse destinate a Regione Lombardia, e impegnandosi a trovare una soluzione anche per le eventuali anticipazioni.

FUNZIONI CHE RESTANO A PROVINCE TROVANO COPERTURA ECONOMICA – La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde, in base all’intesa siglata, hanno riconosciuto che, con i trasferimenti sopra richiamati, tutte le funzioni che restano in capo alla Province, in base al progetto di legge regionale n. 223, attualmente all’esame del Consiglio regionale, trovano copertura con 205 milioni di euro.

AZIONE COMUNE VERSO IL GOVERNO CONTRO I TAGLI – La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde hanno stigmatizzato l’azzeramento, a seguito delle manovre finanziarie nazionali delle risorse Bassanini, azzeramento che ha lasciato tuttavia inalterate le competenze di Regioni, Province e Comuni. In particolar modo la Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde si sono impegnate, da subito, a richiedere al Governo il reintegro dei trasferimenti, a cominciare dalle risorse finalizzate all’inclusione scolastica, all’assistenza educativa e al trasporto delle persone disabili e rispetto alle quali, sino ad oggi, si è sopperito con risorse della Regione e degli enti locali, anche a fronte dei consistenti tagli operati dalle successive manovre di finanza pubblica.

IMPEGNO PER GESTIRE IMPATTI OCCUPAZIONALI – La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde, in collaborazione e in sinergia con l’ANCI e le organizzazioni sindacali, si sono poi impegnate a proseguire in modo coordinato anche il lavoro atto a gestire gli impatti occupazionali. A riguardo Regione e UPL hanno concordato di sottoporre all’esame dell’Osservatorio regionale i criteri per la determinazione del personale sovrannumerario\eccedentario, che dovrà essere oggetto delle procedure di cui ai commi 424 e 425, dell’articolo 1, della Legge n. 190/2014, come definiti dal documento “Posizione delle Regioni sullo stato di attuazione della legge n. 56/14″ approvato dalla Conferenza delle Regioni il 2 aprile 2015.

TEMPI PER DARE ATTUAZIONE A INTESA – La Regione Lombardia e l’Unione delle Province Lombarde si sono quindi impegnate ad  adottare i provvedimenti necessari all’attuazione della presente  intesa, comprensivi dell’erogazione alle Province, entro un mese dall’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’apposito  provvedimento legislativo, delle risorse del primo quadrimestre 2015 e ad assicurare comunque le erogazioni mensili fino al 30 settembre 2015.

TAVOLO TECNICO DI MONITORAGGIO – Infine la Regione Lombardia e l’Unione Province Lombarde si sono impegnate ad attivare (nell’ambito dell’Osservatorio regionale)un tavolo tecnico di  monitoraggio per la valutazione del processo di efficientamento e dell’andamento dei costi delle funzioni regionali delegate, a partire da quelle a maggior impatto sui cittadini lombardi.

MARONI: RAPIDA APPROVAZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE DEL PDL – “Alla luce di questa intesa domani – ha precisato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni – chiederò al consiglio regionale di procedere ad una rapida approvazione della proposta di legge, sulla revisione delle competenze delle Province, approvata dalla giunta regionale a dicembre”.

13 aprile 2015
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3 commenti a “Regione, Maroni: accordo con Province su fondi e competenze

  1. ballerio francesco il 13 aprile 2015, ore 15:20

    Bene gli amici non si mandano in cassa integrazione come tutti i lavoratori normali, si trova sempre l’escamotage per mantenerli Questa categoria di nullafacenti deve essere salvata, facendo i magnanimi con i soldi delle tasse anche dei cassaintegrati.

  2. Andrea il 14 aprile 2015, ore 10:21

    veramente solo nella mia provincia hanno liquidato 250 persone..che ricordo sono sempre persone..la maggior parte della gente che fa commenti come i tuoi ha partecipato ad un concorso pubblico, non trovo il senso di questa guerra tra poveri..lo stipendio medio nella mia provincia è di poco più di 1000€, senza la possibilità di avanzamenti di carriera e con gli straordinari non pagati

  3. ballerio francesco il 14 aprile 2015, ore 16:48

    Gentile Sig Andrea se hanno liquidato 250 persone vuol dire che ve ne erano altrettante che non servivano Le provincie non sono altro che un ente inutile fatto dagli amici di voto e di elargizione di stipendi, questo e’ il mio parere dovevano essere abolite con l’introduzione delle regioni Poi mi spiace deluderla del pubblico a me poco importa come ente lavorativo, mi do da fare anche 12 ore al giorno e non mi bastano per mantenere la mia famiglia 1000 euro, ma seppur poche se uno non serve e scalda la sedia 1000 euro sono pur sempre un regalo donato con le tasse di tutti i cittadini che magari non sanno come sbarcare il lunario. E poi le ripeto i lavoratori son tutti uguali come quelli che lavorano in fabbrica se non c’e’ profitto la ditta chiude Ecco perche’ sostengo che questo ente e non solo questo deve chiudere. Lo Stato cioe’ noi siamo stufi di pagare balzelli per tenere in piedi queste situazionise cosi deve essere allora lo statao dia anche i soldi alle aziende per tenersigli operai in esubero cosi in pochi anni saremo peggio della GRECIA

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