Varese

Varese, “Caravaggio in cucina” allo Spazio Lavit, Marcialis sorprende i varesini

La presentazione della mostra

La presentazione della mostra

Come sostiene Alberto Lavit, introducendo la presentazione della mostra “Caravaggio in cucina”, una trentina di “scatti” fotografici di Renato Marcialis, “è un evento che segna per lo Spazio Lavit un ritorno alla fotografia”.

Un ritorno che ha visto la presenza, nello spazio di via Uberti, di un pubblico numeroso e incuriosito per immagini che evocano le luci e il nitore dei quadri di Merisi. Presenti al vernissage anche il sindaco Attilio Fontana e l’assessore Riccardo Santinon.

Una mostra che appare come un omaggio al grande tema di Expo: “Nutrire il pianeta”. Nelle immagini del fotografo milanese frutti, verdure, erbe aromatiche, persino bruschette. Cibo che viene immortalato con un forte richiamo alle immagini di Michelangelo Merisi, alle sue luminose nature morte. Come sottolinea, davanti ad una delle immagini, la critica d’arte Laura Orlandi, “possiamo ammirare una selezione dal ricco lavoro del fotografo”, rimarcando “l’eco che si sente delle opere del grande naturalista Michelangelo Merisi”, con “un effetto di sfondamento e tridimensionale che sembra di potere toccare”.

Ma sono scatti fotografici o quadri? – potrebbe domandarsi chi giunge allo Spazio Lavit. E tanti se lo domandano, tanti restano sorpresi dagli effetti che le foto di Marcialis ricavano da frutti e verdure. “Come tutte le invenzioni capitano per caso” esordisce il fotografo. Ma subito dichiara: “Tutto qui è manuale, artigianale, senza ricorrere a Photoshop” continua Marcialis. E spiega che le immagini sono nate dall’uso di un “pennello di luce”, una fibra ottica che concentra la luce sui soggetti da fotografare. Con una vernice di protezione le immagini acquiscono quegli effetti di pennellata che rendono le foto ancora più simili a quadri ad olio.

Il risultato è una galleria di immagini suggestive e originali, molte delle quali esposte per la prima volta a Varese: sono quelle con frutti e verdure che sono ritratti in nicchie che fanno da cornice. Un mondo di alimenti che invitano al consumo, ma soprattutto all’apprezzamento estetico, alla riflessione, forse anche al ricordo.

Insomma, allo Spazio Lavit va in scena un modo diverso di guardare ad Expo. Con gli strumenti della cultura e dell’arte. Un messaggio che si può ascoltare e fare proprio fino al 30 maggio.

FOTO

11 aprile 2015
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