Varese

Varese, Lanciato progetto di housing sociale per famiglie sfrattate

AppartamentoL’area Servizi alla persona sta sviluppando  il progetto di housing sociale  TEA (Temporanea Emergenza Alloggiativa) che sarà rivolto a famiglie con minori con problemi alloggiativi. A presentarlo, questa mattina, l’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini e la capo attività del settore adulti dei servizi sociali Sara Casarin.

In collaborazione con l’Ufficio patrimonio si stanno trovando, sul territorio comunale, alcuni alloggi disponibili da poter dedicare. Ne sono stati individuati sei, in viale Valganna (due alloggi che  saranno i primi ad essere utilizzati dal momento che sono immediatamente disponibili e solo da “attrezzare”), via Piatti, via Valverde, via Frasconi.

I destinatari sono famiglie con minori a carico sottoposte a sfratto esecutivo, ma già in attesa di assegnazione di alloggio popolare e con i requisiti che verranno valutati dal servizio sociale. Saranno collocate le mamme con bambini in alloggi dedicati (quattro su sei presumibilmente) e i padri negli altri due. In tutto saranno interessate dieci famiglie. Il primo inserimento verrà effettuato entro fine maggio inizio giugno, per dare avvio ad una prima fase di sperimentazione a seguito della quale si effettueranno i successivi inserimenti. Si valuterà anche la partecipazione a bandi per ricercare finanziamenti a sostegno o ampliamento del progetto.

«Si tratta di progetto strutturato – ha spiegato l’assessore Enrico Angelini – e prevede che i nuclei inseriti saranno nelle abitazioni indicate solo temporaneamente. Verranno seguiti da personale dedicato con l’obiettivo di raggiungere l’autonomia sociale e definire nuovi progetti di vita familiare per la casa o il lavoro. Il tema casa rappresenta una delle priorità del settore sociale, soprattutto in questo periodo di difficoltà e di crisi economica generale».

L’assessorato sta definendo il regolamento di accesso e la carta dei servizi, con azioni da attivare nelle varie fasi di inserimento e permanenza del nucleo. Verrà definito anche un partner del privato sociale per la fase di accompagnamento e ricerca del lavoro. «Nel 2014 – ha precisato Sara Casarin – le famiglie con sfratto e minori a carico erano circa 50. Non sappiamo quante di queste abbiamo i requisiti che indicheremo nella carta dei servizi».

Il progetto è rivolto a nuclei familiari con minori a carico – ed in casi concordati con i Servizi Sociali –  che sono rimasti senza un alloggio e pertanto vivono situazioni di fragilità sociale, economica e relazionale, ma che hanno al tempo stesso potenzialità e risorse da attivare per  un miglioramento complessivo delle loro condizioni di vita.

L’obiettivo del progetto non è quindi quello di fornire un alloggio o la permanenza in una struttura di accoglienza, bensì quello di fornire un servizio volto all’affiancamento del nucleo nella vita quotidiana verso il raggiungimento e il consolidamento dell’autonomia e sviluppare i vari processi di integrazione. L’ accompagnamento prevede la predisposizione di un progetto educativo individualizzato per il nucleo familiare, che viene costruito e co-progettato tra agli operatori del Servizio Sociale, il partner del privato sociale che supporterà l’ente comunale nelle azioni e la famiglia che vi aderisce. La durata del percorso di ciascun nucleo viene quindi definita di volta in volta dalle parti. La permanenza nell’alloggio varia dai sei mesi ad un anno, a seconda della graduatoria per l’accesso alle case popolari.

3 aprile 2015
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