Varese

Varese, “La memoria del tempo” al Camponovo. Espone anche Augusto Caravati

memoria7Si aprirà venerdì 3 aprile alle ore 18 la mostra La memoria del tempo – Artisti Varesini (una mostra che si potrà visitare mercoledì – domenica dalle 10 alle 18).

E’ per merito di Augusto Caravati, ex regiù della Famiglia Bosina e ideatore del Centro Culturale Camponovo del Sacro Monte di Varese, che è stato possibile organizzare questo primo evento artistico che ridà vita a Santa Maria del Monte. Caravati, artista autodidatta, si dedica da anni con serietà, fantasia e creatività all’arte plastica e alla scultura e a lui è dedicata la prima sala dell’edificio ristrutturato

Nei locali suggestivi, lucenti e al tempo stesso arcaici, del ristrutturato Centro Culturale Camponovo  saranno esposte sculture, ceramiche, dipinti, collages e installazioni di diversi artisti come Aldo Ambrosini, Luca Lischetti, Virginia Monteverde, Silvio Monti, Giorgio Robustelli, Vito Scamarcia e Giorgio Sovana.

Come ha scritto lo stesso Augusto Caravati “quando ho ricevuto la richiesta di mettere a disposizione la sala del Camponovo e il sottostante percorso museale al fine di ospitare la prima mostra d’arte che verrà organizzata in questa struttura, ho immediatamente intuito che non si sarebbe potuto cogliere occasione migliore per raggiungere numerosi obiettivi di indubbia valenza culturale e turistica. Sicuramente il primo è quello di contribuire ad una ulteriore diffusione dell’immagine, delle potenzialità e delle attrattive del Sacro Monte di Varese: un vero e proprio gioiello dell’arte sacra nella Regione Lombardia, che – a mio avviso – non è sufficientemente apprezzato e partecipato nemmeno dai nostri concittadini per motivi che in questa sede non affronteremo. La mostra si propone quale concreto testimone della presenza, in Provincia di Varese, di attivi e interessanti artisti figurativi, plastici e digitali che meritano maggiore diffusione ed apprezzamento delle loro opere. L’iniziativa del Centro Culturale ha lo scopo anche di fare conoscere il “Camponovo” e il “Percorso Museale”: parti integranti del Sacro Monte inserito, come è noto, tra i siti “patrimonio dell’umanità”. L’ex Albergo Camponovo contribuisce a determinare la fisionomia dell’abitato di Santa Maria del Monte e le fonti documentarie sembrano indicare nell’edificazione dell’ex Albergo Camponovo “il luogo della Chiesa Nuova” mai ultimata ed infine ridotta ad usi civili dalle R. R. Monache, come riporta lo Stato d’Anime del 1574. Il suo attuale aspetto si è compiuto a seguito di trasformazioni e aggiunte che ebbero il loro completamento con la radicale ristrutturazione degli ultimi decenni dell’Ottocento conclusa con la sopraelevazione di ben due piani e il rifacimento delle facciate (1892) per adeguare l’albergo alla allora crescente domanda turistica. Oltre questa parte “emersa” si rivelano altri ambienti “segreti” che si estendono nei sotterranei ben oltre il fabbricato principale, fin sotto la canonica e a fianco dei sottopassaggi ad uso pubblico. Qui troviamo una teoria di locali databili dall’XI secolo, testimonianza preziosa dell’evoluzione e della storia dell’antico Borgo che ancora oggi permettono di riconoscere le strade e i percorsi di allora. A questi ambienti più antichi e suggestivi, si sono aggiunte e sovrapposte ulteriori edificazioni dal XVII al XX secolo dettate perlopiù da esigenze pratiche di ricerca di spazi. Relegati alle funzioni più umili dell’albergo, quando ancora in attività, come magazzini, depositi e lavanderia, una volta sgomberi da tutto il ciarpame, sono riapparsi straordinariamente integri, in primis sotto il profilo strutturale. Da qui è nato il mio desiderio di portare a compimento il progetto di restauro dell’intera struttura, il quale è iniziato con una prima fase di recupero ai fini abitativi dei piani alti dell’ex Albergo, seguito dal restauro e adeguamento funzionale della sala ristorante e annessi, con l’ultimo – ma non ultimo! – intervento di restauro degli ambienti sotterranei resi fruibili al pubblico come percorso museale dedicato ad eventi culturali e spazi espositivi. Quale migliore occasione per il Centro Culturale Camponovo che ho voluto fondare, affidandogli la missione di promuovere e diffondere le iniziative e i progetti culturali varesini, di quello di dare avvio al suo percorso con questa importante mostra in una “location” di tale interesse storico e strutturale? Mi auguro quindi che agli artisti partecipanti venga dedicata tutta l’attenzione che, a mio avviso, meritano. Per quanto mi compete posso assicurare che questo non sarà che un primo evento cui faranno seguito altre occasioni di diversi contenuti: artistici, culturali, sociali o semplicemente di aggregazione, sempre però volti a dare vita e risalto al nostro Sacro Monte”.

2 aprile 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs