Varese

Varese, “Around”, l’hip hop racconta una storia in giro per il mondo

Un momento felliniano dello spettacolo proposto al Teatro Ucc

Un momento felliniano dello spettacolo proposto al Teatro Ucc

Una storia raccontata con il linguaggio hip hop: una valigia, il suo proprietario fanno il giro del mondo, dal Brasile all’Europa, dal Sud Africa fino a Broadway, scoprendo personaggi, storie, stili diversi. E’ la trama esile ma efficace dello spettacolo “Around – Urban Dance Generation”, proposto ieri sera sul palco del Teatro Ucc di Varese (a pochi giorni dal notevole e attesissimo Parsons Dance).

In “Around” dieci ballerini, sette ragazzi e tre ragazze, danno vita ad uno spettacolo che è il trionfo della contaminazione dei linguaggi: dalla danza alla musica, fino al circo (una scena evoca un circo di automi, un momento davvero stupendo affidato alla danza classica) e alla graphic novel, utilizzata per proiettare immagini sul palco, immagini che guidano lo spettatore nel viaggio. Ma anche cinema: una scena in una cattedrale ricorda le indimenticabili sequenze di “Roma” di Federico Fellini.

Una proposta molto ricca, stratificata, parecchio innovativa, con la regia di Marco Silvestri, la direzione coreografica di Mirella Rosso e le coreografie hip hop di Cristiano Buzzi, alias Kris. Direttore della Fotografia Gianni Melis, produttore Roberto Bosatra per Zen Europe. Una proposta che spesso è stata promossa puntando sulle coreografie “acrobatiche”, che certo sono momenti intensi e molto apprezzati dal pubblico, ma sono soltanto una delle facce dello spettacolo.

Ma al di là della contaminazione, delle acrobazie, della ricchezza dello spettacolo, è impossibile tacere la grande allegria, l’ironia con cui i protagonisti danzano sul palco. A partire dal ballerino afro-italiano Carlos, vincitore, in qualità di rappresentante dell’Italia, della World Championship 2013 disputatasi a Singapore. Simpatico, capace di rispondere con un sorriso ad una bambina che gli urla: “E’ una mano!”, nel momento in cui due personaggi si toccano le mani.  Street dance come divertimento e gioia, e non, come spesso accade, una liturgia un po’ accademica, da oggetto da mettere in una teca al museo.

Favolosa chiusura dello spettacolo, con i ballerini che, per la passerella finale, hanno scelto “The Wall” dei Pink Floyd, un vero monumento della storia della musica, dopo un “New York, New York” tutto stop and go. Grande chiusura, scandita dagli applausi del pubblico.

29 marzo 2015
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