Varese

Varese, Studenti del Casula mettono in scena il Decamerone secondo Chiara

Un momento della rappresentazione

Un momento della rappresentazione

Un Decameron riscritto da Piero Chiara e messo in scena nella Stanza degli Svaghi del Castello di Masnago. Davvero una bella iniziativa quella che è stata proposta grazie all’impegno di una decina di ragazzi dell’istituto Casula di Varese, bravi e simpatici. Ragazzi e ragazze che hanno svolto uno stage in collaborazione con i Civici Musei di Varese, che negli ultimi tre anni hanno ospitato circa 150 ragazzi impegnati in stage, come ricorda il conservatore Daniele Cassinelli, che approfitta anche per offrire alcune nozioni di carattere artistico sulla sala scelta per ambientare le novelle.

Questa volta lo stage ha dato origine ad un’esperienza teatrale, una messa in scena di tre novelle tratte dal Decameron di Boccaccio, rivedute e corrette dallo scrittore Piero Chiara, ma anche in parte modificate per essere messe in scena, con la collaborazione di Dario Villa, componente di Teatro Periferico di Cassano Valcuvia.

Tutto è iniziato per caso, come sostiene l’insegnante dei ragazzi che provengono dalla quarta A e quarta C del Casula. “I ragazzi impegnati nello stage – racconta la professoressa Francesca Ricardi – si stavano preparando per fare da guide al Castello di Masnago. Quando è venuta l’idea di costruire, negli spazi del Castello, una messa in scena di alcune novelle del Boccaccio, rese in un italiano corrente da Piero Chiara”. Dario Villa lo definisce un “adattamento teatrale”, che presenta cambiamenti rispetto al testo di Chiara: i ragazzi parlano anche alcuni dialetti, come il toscano e il veneziano.

Di fronte ad un folto pubblico, i ragazzi del Casula hanno allestito tre novelle: Federigo e il suo falcone, Chichibìo cuoco e la gru e Frate Cipolla e la penna dell’Arcangelo Gabriele.

Tutto è iniziato con i ragazzi alla ricerca di una loro compagna di scuola, Chiara. Cercandola nelle sale del Castello, finalmente la trovano nella bellissima Stanza degli Svaghi, in cui i ragazzi restano imprigionati a causa della chiusura del Castello. Approfittano dunque per raccontarsi – anzi, rappresentare – tre novelle di Boccaccio. Alla fine scoprono di avere un cellulare da cui ricevono una telefonata di una insegnante che li farà uscire dal Castello. Tanti gli applausi dei varesini accorsi alla messa in scena. Tra i presenti anche il preside del Liceo Cairoli, Salvatore Consolo.

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28 marzo 2015
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