Varese

Varese, Bertocchi e Magrini: “basta chiacchiere, ci vediamo alla Corte dei conti”

Il consigliere provinciale Bertocchi

Il consigliere provinciale Bertocchi

A seguito della conferenza stampa di questa mattina dei gruppi consigliari di minoranza, conferenza stampa che ha replicato alle osservazioni della maggioranza sul bilancio dell’ente, arriva una nuova presa di posizione dei consiglieri provinciali capigruppo di maggioranza Paolo Bertocchi e Marco Magrini.

“Basta chiacchiere. Ci vediamo alla Corte dei Conti – dicono Bertocchi e Magrini -. Lì parleranno i numeri e allora vedremo chi dovrà delle scuse. Chi oggi è andato in conferenza stampa a chiedere le dimissioni del consigliere Cavalotti non ha avuto il coraggio di farlo ieri davanti all’Assemblea dei sindaci della provincia, riunitasi in un clima costruttivo, seppur con posizioni contrastanti. Tale richiesta, avanzata tra l’altro da un solo gruppo di minoranza, la Lega Nord, è incomprensibile, dal momento che il Consigliere Cavalotti sta svolgendo il suo lavoro di analisi e valutazione dei conti”.

Continuano i capigruppo di maggioranza: “Tutti noi vogliamo esprimere la nostra gratitudine per il suo lavoro e sostegno per quanto farà ancora per trovare soluzioni e salvare la situazione economica in cui si trova l’ente e ribadiamo la nostra fiducia nel suo operato”.

Bertocchi e Magrini sottolineano: “Evitiamo poi di commentare il fatto che la relazione dell’ex Ragioniere capo sia stata consegnata prima all’Ex Commissario straordinario e alla stampa, mentre al Presidente Vincenzi e agli attuali amministratori non è ancora pervenuto nulla, nonostante fosse già stato convocato e sentito da questa amministrazione ben un mese fa”.

“Ci preme concludere ringraziando tutto il personale dell’Ente che nonostante la situazione così difficile e problematica continua a dimostrare impegno e senso di responsabilità e appartenenza non comune. Ci risulta invece incomprensibile l’atteggiamento polemico delle minoranze che altro non fanno che innalzare la tensione in un momento delicato e difficile e dove servirebbe anche il loro senso istituzionale di responsabilità”.

28 marzo 2015
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